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Un sindaco serbo a Vukovar?

07.06.2004    Da Osijek, scrive Drago Hedl

Secondo sondaggi ufficiosi, i Serbi di Vukovar sarebbero ora maggioranza, in grado di vincere le prossime amministrative. Reazioni dell’HDZ locale, che chiede un censimento speciale. Nostre interviste in una città che vive con due verità differenti.
Vukovar, pochi anni fa
Vukovar, città che rappresenta il simbolo della sofferenza della Croazia nel corso della guerra per l’indipendenza, potrebbe eleggere un sindaco serbo alle elezioni del prossimo anno? Molti sondaggi indicano che i Serbi hanno una leggera maggioranza a Vukovar, e dal momento che i sindaci dovrebbero essere eletti direttamente, in base alla legge che sta per entrare in vigore, questa possibilità sembra concreta. Un settimanale di Zagabria, “Globus”, ha recentemente fatto un sondaggio in tutte le province croate, dal quale emerge che alle prossime elezioni municipali il potenziale candidato dei Serbi, il dr. Vojislav Stanimirović, potrebbe facilmente sconfiggere l’attuale sindaco di Vukovar, Vladimir Štengl, membro dell’HDZ (la Unione Democratica Croata, ndt). Stanimirović, che è uno psichiatra, è il presidente del Partito Democratico Indipendente Serbo (SDSS) ed è membro del Parlamento croato.

La forte possibilità che, alle amministrative che si terranno in tutta la Croazia alla fine della prossima primavera (la data precisa non è ancora stata annunciata), potrebbe essere eletto a Vukovar un sindaco serbo, ha causato una certa tensione nell’HDZ locale. I politici [HDZ] locali ritengono infatti che i Croati di Vukovar potrebbero essere messi in pericolo, e che possa essere impedito il ritorno dei circa 4.000 Croati che hanno lasciato la città durante la guerra e stanno ora aspettando che le proprie case siano ricostruite.

L’HDZ di Vukovar sta ora cercando di organizzare uno speciale censimento per determinare l’esatto numero di Croati e Serbi in città. L’ultimo censimento si è svolto in tutta la Croazia nel 2001, ma l’HDZ locale ritiene che i suoi risultati non riflettano la realtà. Pilip Karaula, presidente del consiglio comunale di Vukovar e uno dei più influenti rappresentanti dell’HDZ in città, sostenitore della proposta di censimento speciale, afferma che l’ultimo censimento mostrava come ci fossero 31.500 elettori a Vukovar, mentre nelle elezioni del novembre 2003 hanno votato 33.000 persone. Questo significa, secondo Karaula, che se si aggiungono i minori a questo numero, la proiezione è di circa 50.000 persone in città, mentre la documentazione della polizia parla di 46.000 cittadini. Nessuno conosce i motivi di questa discrepanza, così Karaula ritiene che sarebbe meglio organizzare un censimento per determinare quante persone vivono a Vukovar, e quali sono le loro nazionalità.

I rappresentanti della comunità serba di Vukovar affermano che con questa manovra non si vuole determinare la popolazione della città, ma cancellare quanti più Serbi possibile dal censimento della popolazione, e includere un più alto numero di Croati. Boro Rkman, segretario dell’SDSS e membro del consiglio comunale di Vukovar, spiega: “Il censimento della popolazione promosso dall’HDZ cercherà di cancellare tutti i Serbi che hanno venduto le proprie case a Vukovar e attualmente vivono in Serbia, ma senza aver rinunciato alla propria cittadinanza. Allo stesso tempo, il censimento vuole includere tutti i Croati che hanno lasciato Vukovar nel 1991 e ora vivono a Zagabria o sulla costa, e non hanno nessuna intenzione di ritornare in città. L’obiettivo è di conseguire un dominio artificiale da parte dei Croati”, dichiara Rkman.

Rkman afferma che l’SDSS non si oppone al censimento, ma richiede che sia condotto con obiettività, e che lo stesso criterio utilizzato per cancellare le persone dal censimento sia utilizzato per i Croati così come per i Serbi.
La decisione finale sul censimento speciale da tenersi a Vukovar sarà presa dal governo croato, che si prepara a tenere in quella città una delle proprie sessioni. Il Primo Ministro Sanader sta portando avanti una politica riconciliatoria nei confronti delle minoranze nazionali, che gli vale il sostegno al governo da parte dei tre rappresentanti della minoranza nazionale serba. Sarà lui a dover decidere se il censimento è davvero necessario. Se si rifiuta di riconoscerlo, e il prossimo sindaco di Vukovar fosse di nazionalità serba, Sanader potrebbe dover affrontare dure critiche da parte della destra del suo partito. L’HDZ di Vukovar, secondo molti dei Serbi locali, è tutt’ora un partito nazionalista radicale e non sostiene la politica portata avanti dal Primo Ministro verso le minoranze nazionali.

Abbiamo chiesto a Saša Bjelanović, un Serbo di Vukovar di 28 anni, disoccupato come molti dei suoi pari, cosa pensasse di Ivo Sanader. Bjelanović, ha detto che tutti erano scettici all’inizio, e pensavano che la politica di Sanader nei confronti delle minoranze fosse solo un tentativo di compiacere la comunità internazionale. Gradualmente, tuttavia, la gente ha cominciato a cambiare il proprio atteggiamento nei suoi confronti, ed ora la maggioranza ritiene che la politica dell’HDZ verso le minoranze sia stata radicalmente riformata rispetto ai primi anni ’90.

Il problema, però – dice Bjelanović - è che qui questa politica si avverte pochissimo, o per nulla, e noi viviamo a Vukovar, non a Zagabria. L’HDZ locale qui non è cambiato di molto, e lo testimonia il tentativo di organizzare il censimento."

Žarko Pavletić, Croato, uno dei comandanti che hanno difeso Vukovar fino alla sua caduta nel novembre del 1991, successivamente imprigionato in un campo serbo a Staićevo, ha una opinione completamente diversa. Secondo lui l’HDZ locale è stato il precursore della politica di Sanader nei confronti dei Serbi. A sostegno della sua affermazione cita il continuo miglioramento delle relazioni internazionali e la buona cooperazione tra SDSS e HDZ nel governo locale. Pavletić ritiene che il censimento sia realmente necessario, e che i timori espressi dalla comunità serba sulla sua parzialità siano mal riposti.

Come per ogni altra cosa a Vukovar, anche il possibile censimento speciale può essere visto da due punti di vista opposti e attraverso due verità differenti. Tutto dipende se ne parli con un Serbo o con un Croato. In una città nella quale le due comunità etniche vivono una accanto all’altra, in pace, ma con una enorme sfiducia reciproca, l’idea di un censimento della popolazione ha causato tensioni politiche.

Quando abbiamo chiesto ai cittadini di Vukovar cosa accadrebbe se le prossime elezioni vedessero la vittoria di un sindaco serbo, abbiamo ottenuto due risposte diverse. I Croati per lo più ritengono che questo destabilizzerebbe le condizioni politiche e internazionali, stimolando le tendenze radicali nelle forze nazionaliste che solo di recente si sono calmate. I Serbi credono che non succederebbe niente di particolare. “Quelli insoddisfatti farebbero rumore esprimendo la propria contrarietà per qualche giorno, ma tutto rientrerebbe presto nella routine, nella lotta quotidiana per la sopravvivenza”, ha risposto un cittadino di Vukovar.

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