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martedì 11 agosto 2020 01:03

 

Sui media croati ritorna l’odio

22.12.2003    Da Osijek, scrive Drago Hedl

Conferenza annuale dei giornalisti croati a Opatija. Preoccupazione espressa nei confronti dello stato della libertà di informazione nel Paese, mentre dopo le elezioni tornano ad apparire sui media le espressioni razziste dei primi anni '90.
Dopo una pausa di dieci anni i media croati tornano a pubblicare discorsi che istigano all'odio, e il termine "Serbocetnico", che era un modo di definire gli appartenenti alle formazioni paramilitari dei Serbi di Croazia, è riapparso. Nelle ultime settimane, giornalisti di due importanti quotidiani hanno cominciato ad utilizzare di nuovo questo termine nei servizi sui processi contro membri delle forze militari delle Krajine accusati di crimini di guerra contro i Croati. Il termine "Serbocetnico" non era mai apparso sulla stampa negli ultimi dieci anni.

Durante la guerra per la indipendenza della Croazia, in modo particolare nelle prime fasi, nel 1991, i media facevano a gara nel cercare i termini più insultanti e demonizzanti per definire non solo le forze nemiche, ma i Serbi in generale. Tutti i Serbi, senza eccezione, erano Cetnici, ed ogni riferimento ai Serbi era accompagnato da espressioni smodate di odio. Si pensava che questa retorica fosse stata abbandonata per sempre. Di fatto, non era più riapparsa se non nelle ultime settimane. Il Consiglio dei Media della sezione croata del Comitato Helsinki per i Diritti Umani (HHO), conferma che non si tratta di un episodio isolato. In un annuncio pubblicato mercoledì scorso (17 dicembre), il Consiglio sottolinea che: "Dopo le recenti elezioni parlamentari, parte del giornalismo politico [croato] sta nuovamente ostentando la retorica inaccettabile tipica dei primi anni '90."

"Se i giornalisti e le organizzazioni non governative che si occupano di media accettano in silenzio tale retorica, così come gli appelli fatti da alcuni organi di informazione a "correggere le ingiustizie", il significato del lavoro giornalistico, e la tutela dell'interesse del pubblico, potrebbero essere messi a repentaglio", dichiarava l'annuncio del Consiglio dei Media dell'HHO.
I giornalisti croati hanno lanciato un monito nei confronti di questa situazione nel corso della loro conferenza annuale, che si è tenuta ad Opatija la scorsa fine settimana. I partecipanti hanno dichiarato che le minacce fatte contro i giornalisti durante la recente campagna elettorale dal partito che ha vinto le elezioni (la Unione Democratica Croata, Hdz), mettono in pericolo l'attuale livello di libertà di informazione. Allo stesso modo, questa libertà è minacciata da alcuni giornalisti che si stanno già comportando come portavoce di certi partiti politici, per acquisire posizioni che non potrebbero raggiungere con i soli meriti professionali.

Durante la conferenza è stato sottolineato come questo fenomeno sia particolarmente preoccupante all'interno della Televisione Croata, laddove la appartenenza politica, piuttosto che la professionalità, svolge il ruolo determinante nell'assegnazione degli incarichi. La circostanza è ancor più grave se si considera che la televisione, in Croazia, gioca un ruolo cruciale nella creazione della opinione pubblica, mentre la carta stampata è meno diffusa rispetto agli altri Paesi europei.
I giornalisti si sono dichiarati spesso impotenti a contrastare le numerose pressioni politiche, non godendo peraltro di sostegno da parte dei propri datori di lavoro. A causa di vari interessi, soprattutto di natura politica, gli editori infatti non amano entrare in attrito con i potenti, e spesso sacrificano settimane di inchieste condotte da giornalisti in procinto di rivelare importanti scandali nel mondo della politica.

Un buon esempio è l'affare che nelle ultime settimane è apparso sulle pagine del settimanale Feral Tribune. Questo giornale ha prove che mostrano come il futuro primo ministro della Croazia, Ivo Sanader, è stato coinvolto in uno scandalo finanziario e ha incassato 800.000 marchi tedeschi da Miroslav Kutle, il più famoso miliardario e mecenate di Tudjman, per avergli reso ignoti favori. Le stesse prove erano entrate in possesso di un altro settimanale e di un quotidiano, prima che fossero pubblicate dal Feral, ma entrambe le testate non avevano pubblicato i documenti, ritenendo probabilmente che avrebbero ricavato maggiori profitti se avessero taciuto.
Mentre il nuovo governo del primo ministro Sanader, che sarà costituito da molti personaggi di primo piano dell'Hdz, si appresta a prendere il potere, i giornalisti temono che la libertà dei media potrebbe essere messa in pericolo.

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