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lunedì 08 settembre 2008 06:19

Osservatorio Caucaso


Osservatorio Balcani
 

Commenti dei lettori all'articolo: Impossibile girare lo “Schindler’s list” dei Balcani

(1-5/5)

Messaggi mostrati: 
Message Autore: Steven Spielberg Data e ora: 28.03.2005 17:42
schindler's list
cosa vuol dire "chiunque salva una vita salva il mondo intero"?
 
Message Autore: Manlio Bastoni Data e ora: 01.03.2005 19:03
x Anka
Come giustamente sottolineava Hedl sono stati tanti quelli che hanno capito che occorreva ed occorre continuare a fare qualcosa per le vittime di questa situazione. Il fatto è che in molte situazioni questo non è facile ed è frequente essere fraintesi nelle intenzioni. Siamo tutti uomini, ma quanti se lo ricordano anche in situazioni estreme?. Bisogna aver vissuto in altri paesi, per avere un'idea di come, per anni, tutti i balcanici sono stati descritti come dei popoli di fanatici pronti a calpestare i cadaveri dei propri figli pur di raggiungere i propri obiettivi militari o politici e questo io so per certo essere una menzogna che non dovrebbe essere subita passivamente.
 
Message Autore: SplicANKA Data e ora: 01.03.2005 00:54
Per Manilo
Anche io ho portato aiuti a Bosniaci. Non mi e succeso niente. Tutto ora aiuto una famiglia muslumana di Zenica, perchè sono brava gente . E alora. Siamo tutti i uomini.
 
Message Autore: Anonimo Data e ora: 17.02.2005 11:56
Svetlana Broz
Svetlana Broz, dottoressa in medicina si è trasformata in giornalista e ha intervistato molti ex yugoslavi , divenuti nemici in seguito alla guerra di Bosnia, salvati da "nemici" e ha pubblicato un libro "Il bene al tempo del male". Svetlana potrebbe aiutare il regista per il film, abita a Sarajevo, è la nipote di Tito.
 
Message Autore: Manlio Bastoni Data e ora: 16.02.2005 00:29
il cuore degli uomini è un pozzo senza fondo
Ancora un articolo interessantissimo di Hedl. E' singolare che quando a parlare è un giornalista documentatissimo ed equilibrato nessuno in Italia ha niente da dire: si legge e basta. Mia madre, croata, dal '91 al '94 portò decine di carichi umanitari nelle zone di guerra. Era tanto pignola quanto coraggiosa, non temeva la morte ma era disperata per quello che stava avvennendo. Ad un certo punto resasi conto della situazione che si era creata in Bosnia decise di portare un ingente carico di medicinali ai bosniaci, ci riuscì e ricevette un "Ringraziamento" personale da Izetbegovic. Sulla strada del ritorno fu fermata da militari croati che per quello che aveva fatto volevano fucilarla. Fu graziata per miracolo e, credo, per tutto quello che aveva fatto durante l'invasione della Croazia. Fu molto amareggiata da questo episodio ma era anche pienamente consapevole della situazione, divenne più taciturna non amava parlare di questo fatto e sicuramente si vergognava di quanto stava avvenendo in Croazia ma diceva: io sono una ex-sarta non un politico. Quando è morta nel '97 ho scoperto che continuava ad inviare mensilmente vestiti ed altro a 50 orfani bosniaci. Di questi episodi ne esistono certamente migliaia e tanti documentati in dettaglio, ad esempio dallo "Slobodna Dalmacia", perchè, soprattutto in tempo di guerra, per essere "uomini" non occorre essere coltissimi, basta guardare la realtà del dolore che questa provoca ed agire con un minimo di conseguenzialità e tutto il coraggio che questo in alcuni momenti richiede. Quando la guerra finisce prevale la mente sul cuore, il ricordo col tempo tende a deformarsi e i protagonisti di questi atti in genere sono persone all'apparenza schive.
 
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