Balcani Cooperazione Osservatorio Caucaso
martedì 07 ottobre 2008 18:16

Osservatorio Balcani
 

Commenti dei lettori all'articolo: Epopea partigiana

(1-7/7)

Messaggi mostrati: 
Message Autore: Manlio Data e ora: 27.11.2007 00:14
x Heinz
Sembra che gli USA siano riusciti a trovare un antidoto specifico per il nazionalismo croato (in codice Na-To), speriamo bene; invece contro l'arroganza di altri popoli: purtroppo, per ora, niente da fare.
 
Message Autore: Heinz Data e ora: 24.11.2007 18:45
Ustascia
Purtroppo il nazionalismo croato resta il più importante elemento di destabilizzazione dei Balcani. Parlo di nazionalismo e non di popolo, anche se gran parte di quest'ultimo ha da sempre dimostrato una più o meno marcata affinità con il nazionalismo. Tra tutti i nazionalismi balcanici quello croato è stato il più virulento e sanguinario, in specie nei confronti delle realtà etniche non solo minoritarie in zone circoscritte della Croazia e della Bosnia Erzegovina, ma - addirittura - maggioritarie in altre zone (si pensi ai serbi della Krajna, agli italiani dell'Istria e di Zara, ai mussulmani in alcuni distretti bosniaco-erzegovesi).
 
Message Autore: Manlio Data e ora: 23.11.2007 14:53
Grande Scotti!
Condivido anche ogni virgola del pensiero di Scotti, che assieme ad Hedl è senz'altro il miglior rappresentante del pensiero d'opposizione croato; esclusa la "ciambella" lanciata a Sanader. Sanader è in pieno l'uomo della chiesa croata, un Andreotti balcanico, paradossalmente mi spaventano meno certi gerarchi della Slavonia, talmente assurdi da essere improponibili agli occhi dell'Europa. Spero solo che con le elezioni di domenica la Croazia riesca a cambiare rotta per sempre.
 
Message Autore: jasmina Data e ora: 23.11.2007 13:06
correzione
Un unica correzione: "Dalle cittadine come Prijedor e altre alle pendici del Kozara tutta la popolazione, in gran parte musulmana, si era rifugiata sulla montagna." La popolazione di Kozara era quasi interamente serba, credo si tratti di un lapsus lingue. Infatti, dal seguito del testo si fa intendere. I serbi deportati da Kozara a Jasenovac fra uomini, donne e bambini furono attorno ai 68 mila. Bella intervista, onesta, come la persona che l'ha rilasciata. Si, anche io farrei i monumenti a quei soldati. Invece al nazista austriaco Kurt Waldheim, che fu premiato da Pavelic in persona per il coraggio mostrato alla bataglia di Kozara, fu sucessivamente, per ben due volte, consegnato il ruolo di SEGRETARIO GENERALE DELLE NAZIONI UNITE! Nonostante le UN lo avessero sulla loro lista dei criminali di guerra, nessuno sa spiegarsi la controversia di questo personaggio. Cmnq, nella Gran Brteagna e negli USA gli fu negato di entrare fino alla fine della sua vita. Mi manca un pò Casimiro per poter rivedere le battaglie partigiane più importanti chi le condusse nella seconda guerra mondiale in Jugoslavia (hi, hi, qualcuno sa dirmi che fine ha fatto quel bizzaro personaggio?) Prima o poi la verità uscirà fuori tutta, con tutte le sue contradizzioni, menzogne spacciate per verità e tante verità che i media mainstream ci dicono menzogne. Ci sono quelli che credono che il momento della controofensiva della Jugoslavia è ancora da arrivare, io non sarrei molto ottimista, vedremo.
 
Message Autore: js Data e ora: 23.11.2007 12:52
molto bello (parte 2)
Chi invece continua a nascondersi dietro al vittimismo a oltranza sono come al solito i bosniaci musulmani e gli albanesi. Mai che facciano un minimo di autocritica.. Se fortunatamente esistono tanti croati e tanti serbi che condannano senza appello i crimini commessi dalla loro parte, purtroppo è ancora rarissimo trovare un musulmano bosniaco o un albanese che abbia il coraggio di ammettere che anche loro hanno sbagliato. Qualcuno c'è per fortuna, ne ho conosciuti, ma si tratta purtroppo di casi ancora rari...
 
Message Autore: js Data e ora: 23.11.2007 12:43
molto bello (parte1)
Bellissimo articolo, complimenti davvero. Un giorno croati e serbi riusciranno a vivere in pace. Oggi sembra ancora difficile, ma bisogna essere ottimisti. Ciò che conta di più è che da entrambe le parti (e mi piacerebbe anche da parte bosniaco-musulmana e albanese-kosovara, ma lì è una speranza vana....) si ammettano gli errori e i crimini commessi l'uno contro l'altro nel corso del Novecento. Da orgoglioso croato non ho alcuna difficoltà ad affermare con forza che il regime ustaša è stato il periodo più buio e doloroso del mio popolo. I crimini commessi dalla mia nazione, che amo comunque più di tutto, furono orribili, mostruosi e ingiustificabili. Oggi per fortuna molti croati la pensano così, ma non ho difficoltà ad ammettere che la strada da compiere è ancora molto lunga perchè permangono ancora molte frange nostalgiche e negazioniste. Lo stesso vale per i crimini serbi commessi a danno di croati, bosniaci e albanesi negli anni Novanta. Conosco tanti serbi che ammettono senza problemi che in molte occasioni il limite è stato abbondantemente superato lasciando spazio a violenze inenarrabili, penso soprattutto a Vukovar e Srebrenica. Dobbiamo farcela, imparando tutti dai nostri errori, ammettendoli senza censure o giustificazioni. Nella tragedia della Jugoslavija abbiamo perso tutti, questa è la verità. Ma sono comunque fiducioso, almeno per quanto riguarda i futuri rapporti tra noi croati e i serbi.
 
Message Autore: Istrijan Data e ora: 23.11.2007 12:26
Jasenovac
Secondo cifre dei "nostri alleati" si parla di 600.000 civili ammazzati. L' archivio di Jasenovac e' stato inviato al Centro Wiesenthal! Ma centomila, duecentomila....non toglie di una virgola di quel massacro eseguito dal 1941 - 1945 nel cosiddetto Stato Indipendente Croato sostenuto da Mussolini e Hitler. Scotti dovrebbe ricordare che tra le vittime erano ebrei, (dicono un 15.000) poi rom, ma in prevalenza le vittime erano di religione ortodossa! Ricordando la parola d' ordine; un terzo di ortodossi cacciare, un terzo convertire ed un terzo ammazzare! Chi vuole sapere l' impliocazione della Chiesa cattolica croata in queste esterefazioni si legga il libro di M. Aurelio Rivelli: L' Arcivescovo del genocidio. Edizioni Kaos. Giustamente Scotti nomina francescani; il Draganovic, o simili capellani, quando doveva convertire un serbo metteva il saio, e quando lo uccideva metteva la divisa del gerarca, "concedandolo", l' anima ti ho salvato ma non il corpo. Il cardinale Stepinac e' stato giustamente condannato nel 1946, a gli arresti domiciliari (dorati). Lo venivano trovare anche persone illustri. E morto dopo 6 anni. Papa Vojtyla lo ha beatificato, dando cosi' forza alla Chiesa cattolica croata di continuare a fare quello, iniziato nel 1941! Stepinac ora fanno passare per martire vittima del comunismo (sic!) E poi questo Papa parla di una riconciliazione tra le Chiese!
 
per il lettore