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Autore: js | Data e ora: 19.10.2007 15:42 |
| per Joaquito (parte2) | ||
| non mi pare proprio felice per almeno due motivi. Prima di tutto perchè l'unità d'Italia è avvenuta in epoca neppure paragonabile a quella attuale, in cui al potere vi erano famiglie nobili e non rappresentanti eletti dal popolo. Inoltre, se si da per scontato che il criterio per cui si può strappare un territorio a un altro stato è quello della maggioranza etnica, allora l'Alto Adige dovrebbe essere ceduto all'Austria. Voglio ricordarti che il Kosovo è sempre appartenuto alla Serbia, e che gli albanesi sono diventati maggioranza nella regione soltanto nel corso del Novecento e grazie a una maggiore crescita demografica. Staccare il Kosovo dalla Serbia secondo questo criterio equivarrebbe a dire che, se per assurdo la minoranza slovena del Friuli dovesse avere un'improvvisa impennata demografica tale da farli diventare maggioranza, il Friuli dovrebbe essere ceduto alla Slovenia. Il che sarebbe assurdo, no? E lo stesso vale per tantissimi altri paesi. Non capisco perchè gli unici che devono pagare sempre e comunque sono i serbi. Tu mi parli di Kostunica, ma i kosovari non sono mica dei santi, questo deve essere chiaro. Tanto meno quando al potere c'è Agim Ceku, personaggio che è meglio non commentare neppure. Dal 1999 a oggi, in Kosovo sono stati uccisi centinaia di serbi e distrutti centinaia di chiese e monasteri ortodossi senza che l'ONU, la NATO, l'Unione Europea e gli Stati Uniti abbiano mosso un dito. Come possiamo dare il Kosovo in mano a gente come Agim Ceku o simili? | ||
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Autore: js | Data e ora: 19.10.2007 15:42 |
| per Joaquito (parte1) | ||
| Dunque, ho letto la tua posizione sul Kosovo. Premettendo che non capisco come fai a essere contemporaneamente contro la Serbia e contro la Turchia, - o se preferisci contro la Turchia e a favore dell'Albania - ti consiglio caldamente di stare attento nel dare giudizi affrettati sugli albanesi sulla base di una vacanza. La società albanese ha degli aspetti parecchio singolari. Come forse saprai, in Albania e soprattutto in Kosovo, vige ancora la "legge" della vendetta di sangue, prevista dal Kanun di Skanderbeg. Bene, secondo un recente sondaggio, il 57% degli adolescenti albanesi avrebbe dichiarato di essere disposto a uccidere per questioni di "onore", proprio come dice il Kanun e come è successo due giorni fa nel tribunale di Reggio Emilia. A questo punto non oso pensare quale possa essere l'opinione dei non adolescenti. Inoltre, quando i kosovari ti dicono che non vogliono unirsi all'Albania perchè "è un paese troppo povero e arrestrato", ti stanno chiaramente prendendo in giro perchè tutto si può dire dell'Albania tranne che sia più povera e arretrata del Kosovo. E anche il discorso relativo agli albanesi della Macedonia mi sa tanto di ulteriore presa in giro perchè lo sanno anche i sassi che i guerriglieri dell'Aksh-Ana macedone e quelli dell'Uçk kosovaro sono due facce della stessa medaglia. Per quanto riguarda la Grande Albania, non capisco perchè questa avrebbe ragione d'esistere e la Grande Serbia no. Inoltre, il tuo paragone tra la Grande Albania e l'Italia non mi | ||
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Autore: js | Data e ora: 19.10.2007 14:42 |
| per Elisabetta (parte3) | ||
| a Istanbul al povero Hrant Dink che denunciava il genocidio subito dal suo popolo; non esiste che Angela Merkel minacci gli Stati Uniti di ritorsioni per aver approvato una mozione che definisce genocidio la Shoah come è invece successo con Abdullah Gül sullo sterminio degli armeni; non esiste che una ragazza violentata venga uccisa dai suoi parenti perchè ha "disonorato" la famiglia; non esiste che un paese si candidi all'Unione Europea mentre contemporaneamente sta occupando militarmente un altro membro della suddetta UE (Cipro). E via dicendo. Insomma, a me questi non sembrano ragionamenti superficiali o intolleranti. Poi, visto che siamo in democrazia, tu puoi pensarla come vuoi, cara Elisabetta. Questo è solo il mio punto di vista. | ||
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Autore: js | Data e ora: 19.10.2007 14:41 |
| per Elisabetta (parte2) | ||
| integrati nella nostra civiltà in modo pacifico, perchè sono all'opposto del concetto stesso di tolleranza. E quando giustamente dici che uno stato civile deve mettere al primo posto la "ragione" e non la "religione", converrai che la maggior parte degli stati nel mondo in cui la "religione" prevale sulla "ragione" sono proprio quelli in cui la fede dominante è quella musulmana. Infine, il terzo motivo per cui non posso essere d'accordo con te è, di nuovo, la Turchia. Se hai vissuto per più di un anno a Smirne (scusami, ma preferisco chiamarla così), certamente sarai venuta a contatto con molti aspetti della società turca. Tu dici giustamente che la Turchia fondata da Atatürk è uno stato laico, anche se adesso con uno come Gül al potere voglio vedere dove si va a finire. Le istituzioni della Turchia per molti versi sono sicuramente laiche, non si può negarlo. Ma ciò che rende la Turchia un paese estraneo all'Europa è la presenza al suo interno di numerosissime frange talmente estremiste che non hanno cittadinanza nella società occidentale. Mi spiego: non esiste che, oggi, in Europa persone che stampano copie del Corano vengano torturate e sgozzate come invece è accaduto in Turchia a quei poveri disgraziati che stampavano copie della Bibbia; non esiste che un imam venga assassinato dentro alla sua moschea come è capitato al prete italiano nella chiesa di Trebisonda; non esiste che un giornalista israeliano venga ucciso in strada perchè parla dell'Olocausto come è accaduto a Is | ||
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Autore: js | Data e ora: 19.10.2007 14:22 |
| per Elisabetta (parte1) | ||
| Guarda Elisabetta, sono convinto che tu sia in buona fede in quello che dici. Ma non posso proprio essere d'accordo con te e, credimi, mi dispiace. Avere un mondo in cui tutte le culture e tutti i popoli vanno d'amore d'accordo sarebbe bellissimo, la cosa migliore che potrebbe capitarci. Purtroppo però la realtà spesso è diversa. E non posso essere d'accordo con te per una serie di motivi molto semplici e concreti. Prima di tutto perchè non posso dimenticare di aver perso casa, alcuni parenti e molti amici quando avevo solo 15 anni, a causa dei mujaheddin che assalirono la "mia" Travnik (che oggi è ormai ridotta a un califfato) nel 1993. Ti risparmio i particolari per consentirti di dormire la notte, ma ti dico che parecchi di quegli assassini dalla lunga barba non erano bosniaci. Tanti di loro erano turchi o arabi. E la colpa che veniva attribuita a noi croati era solo quella di essere cristiani. Il secondo motivo per cui non posso essere d'accordo con te è che per giudicare una cultura, in modo positivo o negativo, bisogna prima conoscerla. Non puoi dirmi che non leggi il Corano perchè la religione è una scelta personale e individuale. Se si vuole capire il problema del fondamentalismo islamico non si può non leggere il Libro Sacro dell'Islam. Noi dell'Occidente abbiamo tantissime colpe come ho già detto, ma anche loro ne hanno parecchie. La religione islamica ha alcuni aspetti sicuramente positivi e condivisibili, ma ve ne sono tanti altri che non potranno mai essere integ | ||
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Autore: *** *** | Data e ora: 18.10.2007 12:26 |
| per js da joaquito | ||
| non so perché ultimamente compaio come *** *** comunque mi firmo joaquito. Riguardo ai Balcani e in particolare a Serbi e Albanesi, ti rimando ai commenti da me scritti sull'articolo "una confederazione per il Kosovo" nella sezione Kosovo. Qui ti anticipo solo che quelle zone le ho visitate di persona più di una volta. Leggile e facci sapere. | ||
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Autore: Elisabetta Vanni | Data e ora: 18.10.2007 11:36 |
| per JS-2- | ||
| Dobbiamo avere la forza di accettarlo e la tenacia di non smettere mai di essere autocritici verso noi stessi. Solo così potremo creare qualcosa e non limitarci a distruggere. Saluti. | ||
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Autore: Elisabetta Vanni | Data e ora: 18.10.2007 11:28 |
| per JS-1- | ||
| Lo sai che la Turchia è uno stato laico? Non mi dire di leggere il corano perché, per me , la religione è una scelta individuale e personale. Anche se lo sapessi a memoria non ne parlerei su un sito internet. Che ognuno dialoghi liberamente con la propria coscienza. Questo per me è civiltà! Sono nata in uno stato che si dice laico, come l'Italia, dove il papa ha un peso politico e sociale che spesso traborda i confini. Proprio tu che hai vissuto questo sulla tua pelle, dovresti lottare affinché una persona non sia giudicata per quello che è la sua fede ma per cosa fa. Non va più di moda, lo so ,ma io sono convinta che affinchè uno stato si possa dire civile deve mettere al primo posto la "ragione" e non la religione. Riguardo alle donne; io ho vissuto ad Izmir per più di un anno e le difficoltà che colpiscono le donne cambiano a seconda della classe sociale cui appartengono, proprio come in Italia. Io conosco una donna che è menata quotidianamente dal marito ma non ha il coraggio di lasciarlo perchè avrebbe contro tutta la sua famiglia di origine, dato che sono sposati sacramente. Vive nel nord Italia! La storia dello stupro che racconti può essere accaduta solo nell'estremo est della Turchia che , giustamente, non è solo Istanbul, Ankara e Izmir. Ed ecco la complessità di cui ti parlavo e che mi ha spinto a rispondere al tuo primo commento dove leggevo molto, troppo "generale" rancore per poterlo lasciare passare inosservato. Ognuno di noi è un popolo, ognuno di n | ||
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Autore: js | Data e ora: 17.10.2007 11:52 |
| per *** *** (parte3) | ||
| nei Balcani? Perchè la Slovenia e la Croazia, vedendo vanificati i loro progressi economici e democratici dalla convivenza forzata con zone arretratissime come Serbia, Montenegro e Macedonia, decisero di optare per l'indipendenza, spaventate dalle misure autoritarie intraprese da Milosevic a partire dal 1989 contro gli albanesi del Kosovo. Ed ecco che siamo arrivati al nocciolo dell'intera questione jugoslava: il Kosovo. Perchè Milosevic usò il pugno di ferro già nel 1989? E' semplice, perchè il Kosovo, terra sacra per i serbi e per gli ortodossi in generale, era diventata una terra ormai invivibile per la popolazione serba. Gli albanesi, forti della loro crescita demografica, dopo essere diventati maggioranza nella regione esclusero da ogni ambito della vita civile e sociale kosovara i serbi, che si ritrovarono progressivamente "stranieri" in casa loro, costretti a subire violenze e soprusi nella terra in cui avevano versato il loro sangue contro i turchi per salvare non solo il loro popolo, ma addirittura tutta l'Europa dall'invasione ottomana. Con questa lunga spiegazione, intendo dire una cosa semplice alla fin fine: i serbi hanno certamente commesso gravissimi crimini negli anni Novanta, penso in particolare a Vukovar e Srebrenica, ma non li si può ritenere gli unici responsabili di quello che è successo. E tanto meno metterli sullo stesso piano della Turchia. E infatti Tadic andò a Srebrenica proprio per condannare i crimini commessi. | ||
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Autore: js | Data e ora: 17.10.2007 11:51 |
| per *** *** (parte2) | ||
| tra i popoli della Jugoslavija furono le premesse che spedirono Izetbegovic in prigione negli anni successivi. E indovina un po' nel 1990 cosa combina? Ripubblica la "Dichiarazione islamica"! A riprova che Izetbegovic stesso era il primo a volere la guerra. E questo è dimostrato anche dal fatto che ancor prima che la guerra scoppiasse, in Bosnia vi erano già numerose infiltrazioni di mujaheddin turchi e arabi. Non solo. Bisogna ricordare due aspetti fondamentali del calderone bosniaco: il primo è che volendo una Bosnia-Erzegovina indipendente e "unita" sotto il suo comando, Izetbegovic dimostrava di infischiarsene bellamente del fatto che più della metà della popolazione bosniaca fosse cristiana, e per oltre un milione di serbi che vivevano in Bosnia, dopo 400 anni di dominazione turca, non doveva essere una gran bella prospettiva quella di ritrovarsi a vivere sotto un governo guidato da un uomo palesemente colluso con il fondamentalismo islamico. Il secondo aspetto assolutamente da non trascurare è che quando i serbi decisero a loro volta di staccarsi dalla Bosnia-Erzegovina, i primi che iniziarono ad uccidere persone furono proprio i musulmani (ricordo gli attentati nei bar serbi e soprattutto l'assassinio a Sarajevo del serbo Nikola Gardovic durante un matrimonio ortodosso). Si potrebbe tuttavia contestare il fatto che nel 1992 la Jugoslavija era già in fiamme da tempo. Verissimo, ma allora torniamo all'inizio della crisi. Perchè c'è stata una guerra così violenta nei Balc | ||
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