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Autore: Paolo | Data e ora: 14.02.2005 08:51 |
| La mia solidarietà | ||
| A te tutta la mia solidarietà. Non devi scusarti di come parli l'italiano. Siamo noi che dobbiamo scusarci di non sapere nemmeno una parola in croato, pur venendo in vacanza lì ogni anno... | ||
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Autore: Anonimo | Data e ora: 13.02.2005 10:08 |
| !? | ||
| - cca.80.000 sloveni e croati caciati dalle loro case durante il ventenio, il resto sottoposto a italianizazione forzzata - 200.000 morti durante occupazione fascista - Foibe inventate da Mussolini per buttare la spazzatura "slava" nei anni 20. Lo sapevate ? Questa era la guerra, come quella del anni 90' con la qualle Sloveni e Croati ci sono liberati dal regime totalitarista e comunista. O non dovevamo? Mia madre aveva 7 anni quando e andata davanti al plotone di esecuzione "italiano". Si salvò miracolosamente. Molti non si salvarano. Ma questo non la impedi di farmi studiare italiano e non odiare italiani. (e sono croata) Se italiani sono stati forzatamente slavizati, qualcuno mi spiegi perche moltissimi Istriani o Dalmati parlano italiano. E questo lo sanno tutti che sono stati in vacanza in Croazia. Se un cittadiono croato di nazionalità italiana vuole che suoi documenti personali siano scritti in lingua italiana basta che va in Polizia e lo richiede. Mi domando se questo vale per i croati in Italia. E posibile avere documenti italiani scriti in linqua croata? Tutt'ora dalmati credono che italiani sono popolo amico. Che delusione sapere che non è cosi. Scusatemi per come scrivo italiano, ma ho finito le scuole nel 1976. | ||
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Autore: Anonimo | Data e ora: 10.02.2005 11:43 |
| Odio le polemiche | ||
| Non riesco a capire perché i comunisti sono sempre i buoni mentre l'opposizione, che non è necessariamente fascista, è formata solo da "bambini"cattivi. Quello che ritengo io è che in una guerra o durante un regime totalitario, di qualsiasi "colore" e pensiero sia, l'uccisione di esseri umani sia comunque una cosa terribile da ogni parte la si voglia vedere. Non ci sono belli e brutti, buoni e cattivi: la morte e la violenza gratuita sono comunque atrocità. Non si può nemmeno cambiare la storia. Quello che è successo purtroppo è successo. Bisogna cercare di andare avanti e possibilmente di non commettere più gli stessi errori. W la democrazia! Tengo a sottolinare che io sono Italiana, vivo in Italia ma ho frequentato la Jugoslavija (quando ancora si chiamava così) per moltissimo tempo. Ho molti amici in quelle zone. Un saluto a tutti: slavi, italiani e... a tutto il mondo. Grazie per lo spazio che mi avete concesso per il mio commento. Ciao. Wendy | ||
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Autore: Anonimo | Data e ora: 10.02.2005 02:04 |
| Per Giorgio | ||
| Scrivo da Slovenia...ma vi rendete conto che siete stati voi per primi ad attacare questo paese e a cometere dei crimini???La storia non comincia nell 1945...e non sono uno che diffende le foibe,ma voglio diffendere veritta.La prossima volta quando vieni in Slovenia o in Croazia a fare il pranzo di domenica pensaci due volte prima...magari qualcuno ti agredisce perche come ormai lo sai...siamo un popolo violento!! | ||
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Autore: Anonimo | Data e ora: 09.02.2005 12:44 |
| La Slovenia e il cuore nel pozzo | ||
| Se, come dice Giorgio, il popolo slavo nella sua interezza è un popolo violento, Giorgio è pronto, in quanto italiano, a sentirsi definire mafioso? Rispetto alle violenze della seconda guerra mondiale: hai dimenticato i milioni di ebrei gassati? E gli italiani, brava gente, dov'erano? Erano improvvisamente diventati tutti sordi, ciechi e avevano perso la lingua per parlare e dirsi contro? | ||
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Autore: giorgio | Data e ora: 08.02.2005 21:34 |
| analogie | ||
| Vorrei mettere subito in chiaro che non sono di destra non ho simpatie di alcun genere per la destra italiana e per qualunque tipo di nazionalismo. In Slovenia e in particolare in Croazia lamentano una scarsa sensibilità nei confronti dei loro popoli ( un tempo radio Capodistria li chiamavano " popoli fratelli della Yugoslavia" ) in quanto sono rappresentati come popoli feroci e violenti, benissimo forse hanno ragione, ma le immagini che le televisioni mandavano in onda durante l'ultima guerra balcanica non erano certo immagini di amore, ma di vera violenza, io sono nato dopo la guerra 1940/45 e della violenza verso gli italiani dell'Istria di Fiume della Dalmazia ne ho sentito parlare e quelle immagini della guerra 1991/95 non mi stupivano affatto. Quindi traggo una conclusione il popolo slavo nella sua interezza è un popolo violento, e per questo non devono offendersi ma guardarsi allo specchio e rileggere la propria storia. Le foibe dell'Istria dove sono stati precipitati gli italiani non sono le uniche nella ex Yugoslavia, ricordo le immagini di un giornale croato dove mostrava che il m.llo Tito andava a caccia in zone tra la Croazia e la Serbia dove furono infoibati migliaia di croati solo perchè era avversari politici e militari. Grazie e buon giorno | ||
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Autore: DONATELLA | Data e ora: 08.02.2005 18:20 |
| sI' MA COSI NASCE L'ODIO | ||
| SONO NATA OLTRE 15 ANNI DOPO LE FOIBE e fino a poco tempo fa non ne sapevo niente. Ho visto lo sceneggiato e penso che fatto in quel modo tutti quelli che hanno meno di 50 anni in Italia hanno capito due cose,una falsa e una vera.La prima cosa hanno capito che gli sloveni sono tutti dei barbari cosa che e' falsa ma passa per vera,la seconda cosa hanno capito che quella povera gente non l'ha difesa nessuno nemmeno lo Stato italiano.Secondo me questa fiction l'hanno fatta per mettere sullo stesso piano i titini con i fascisti ed i nazisti e dietro ci sta AN alla quale non pare vero di fomentare l'odio nazionalistico.Dov'era lo stato italiano dov'erano i partigiani comunisti italiani ??Togliatti sapeva??possibile che nessun comunista italiano e' andato a dirgliene quattro alla resistenza jugoslava su quello che stavano facendo a dei poveri cristi solo perche' italiani ??C'eran dei motivi perche' accadessero certi fatti ???E' vero che i fascisti ed anche prima i governi italiani avevano mandato i soldati ad aggredire l'Istria e la dalmazia per prendersela a forza?? la ricostruzione della fiction mi sembra manichea e mi sembra che cosi' nasca l'odio un odio del quale non abbiamo bisogno certamente adesso quando l'Europa unita e' alle porte e gli sloveni ed i croati stanno nella stessa comunita' europea con noi. | ||
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Autore: Anonimo | Data e ora: 08.02.2005 11:54 |
| La Slovenia e il cuore nel pozzo | ||
| Premettendo di non aver visto il film in oggetto, mi permetto di fare un commento alla questione da voi sollevata rispetto alla "veridicità" dei fatti riportati dal film in oggetto e al dibattito emerso non solo oltre Adriatico. Vorrei sottolineare che i prodotti cinematografici realizzati nell'ultimo decennio in Italia su questioni legate ai Balcani, si sono caratterizzati per una insufficiente conoscenza del contesto che si andava a raccontare e una banalizzazione delle tematiche trattate. E' importante sottolineare questo aspetto, perché spesso la debolezza di un film apre la porta a facili strumentalizzazioni di qualsiasi tipo, figuriamoci politico. Che si sia in una fase di "ripensamento" del passato non è di per sè negativo, ma diverso è se questo ripensamento non passa attraverso l'analisi attenta dei dati e delle fonti da cui si traggono, ma anche dello svolgersi concatenato degli eventi e dell'effetto che hanno avuto sulla vita delle popolazioni, nonché dei singoli. L'invito quindi, come sottolineato anche da Nardelli nel suo articolo "Dossier 10 Febbraio le vittime delle foibe" è trattare il tema della memoria con prudenza, soprattutto perché "ad una lettura di parte, corrispondono molto spesso retorica e ritualità, componenti che ingessano la memoria come capacità di rileggere la storia". Non solo, ci impedisce di capire veramente che cosa sia successo e perché. E chi siamo oggi. Voglio chiudere con una breve storia privata. Mio zio, allora sedicenne, morì in una fobia in Istria. Mio nonno morì in Adriatico su mine italiane. Mia madre, quindicenne, dovette scegliere tra restare nella sua terra madre (allora Jugoslavia di Tito) perdendo parte delle sue - italiane - origini, o chiedere all'Italia di essere accolta come esule. Lutti, scelte laceranti, che non ci hanno però impedito di "salvare" storia, appartenenze culturali e affettive al di qua e al di là dell'Adriatico. Perché abbiamo capito che rinnegare una qualsiasi appartenenza passata e "diversa" da quella odierna, fosse italiana, ceca o croata... o appartenenza alla terra oggi croata, ieri italiana, domani chissà, ci avrebbe privati di quelle radici che ti fan sentire a casa in qualsiasi luogo tu sia. | ||
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