BalcaniCooperazione

sabato 30 agosto 2008 03:31

Osservatorio Caucaso


Osservatorio Balcani
 

Commenti dei lettori all'articolo: La Slovenia e “Il cuore nel pozzo”

(1-10/28)

Messaggi mostrati: 
Message Autore: Anonimo Data e ora: 27.02.2005 10:02
X me
Aggiungo: Fino al arrivo di televizione e radio, in Dalmazia e in Istria si e parlato un dialetto incompresimbile alle altre parte di Croazia in quando misto di veneto e croato arcaico. Ungule come in Italia, dove la RAI e riuscita a far imparare Italiano a Italiani. Linqua Croata ha tre versioni "cakavo" parlato in Dalmazia i Istria), "stokavo"(parlato da Croati di Herzegovina e contea di Dubrovnik, lingua standard Croata), "kajkavo" (parlato per lo più a centro e nord Croazia) Poi "Cakavo" si divide ha "ikavo" e "zacavo" che hanno molto di veneto. Propio "cakavo-zakavo-ikavo" si parla dove c'erano di più veneti. "zakavo" dal difeto di pronuncia di "ci", in Dalmazia suona come "z" italiana, la "h" non viene pronunciata come in Italia. Un atento ascoltatore capira se ascolta bene. Nono - nonno, adio - arivederci, patatte- patate, pape - papa, ciakulat- ciacolare, petrusimul - prezzemolo, karota- carota, etc. Non e caso che scrivo le dizionari. Questi italianismi vengono declinati come in latino, però in versione croata. Basta cercare la radice di parola e vedrete che capirete almeno di che cosa si parla. Radio locali, tv locale, le canzoni etc. usano Linqua Dalmata.Si scrivono libri in linqua Dalmata. Croato viene usato per communicazione ufficiale e con le persone che non capirebero. Qualcuno sopra dise"non so ne nche una parola Croata", e io lo rispondo: il mio Croato e come il mio Italiano, pieno di erorri. Nella nostra vita per 90% usiamo Dalmato, che a forza di sentire TV e Radio e sempre più inqinato dal "croato-stokavo-iekavo". La "La radio Dalmatia" ha un programa dove cerca di tirari fuori dal dimecantoio molte parole. Prossima volta se andrete in Istria e Dalmazia ascoltate e vedrete che ci capirete. Non e una linqua incompresibile per Italiani. Sperano sempre che vi imbatete alla gente locale, e non nuovi arrivati, che certo questa versione capiscono però non sono in grado parlare. Adio van (Adio a voi)
 
Message Autore: Anonimo Data e ora: 27.02.2005 02:20
X me
Caro me, penso che sei una persona raggionevole,e ti spiego. Per te, che hai studiato sui libri italiani, Dubrovnik e Raguza, si parlava un' dialeto simil veneto. Vedi problema e un altro. In Dalmazia da sempre sono state usate due lingue. Veneto e Croato (Ilirico, Croatico, Dalmatino sempre stesa linqua e) Come oggi globalmente usano inglese (esempio UE dove italiano e stato messo fuori) una volta nell piccolo mondo Mediteraneo esistevano "linqua franca" (linqua di gente di mare), veneto che era una specie di inglese di oggi. In Dubrovnik usavano come linqua dotta di "parlamento" dialeto che dici tu. I documenti erano scriti in questa linqua, però il popolo, poeti e scienzati usavano linqua "volgare" (essempio "Divina Commedia" di Dante)o'sia linqua slava. Fino a neanche 100 anni fa in Croazia, compresa la Dalmazia, documenti importanti e linqua dello stato era Latino. Tutto ora, se vai a Croazia, troverai inscrizioni in Latino nuove di zecca. Addiritura il HRT usa speso numeri latini per scrivere anno di produzione dei documentarii o programi. Con questo breve essempio cerco a dirti che e dificile dire che popolazione era Italiana, perche usava un dialeto Italiano per scrivere e parlare. Di questo passo, tra 100 anni sarremo tutti inglesi. Più bel canto alla libertà della città di Dubrovnik e stato fato da Gundulic in croato. "o divna, o slatka slobodo...." "o bellissima, o dolcissima liberta..." "Liberta" o "Libertas"(come dicono a Dubrovnik) e sinonimo di Dubrovnik. Dunque, usare una linqua non siqnifica appartenere alla nazione propietaria di linqua.(A quell periodo non essisteva Italia. Garibaldi doveva ancora arrivare). Voi Italiani peccate di pressunzione che tutti i teritori che erano romani o veneti appartengono a Italia. Di questo passo Spagna e Inglitera sono Italiane, Liguria e Lombardia sono Spagnole, Napoli e Sicilia sono Francesi, Venezia e Austriaca, Malta e Inglese, Corfu e Italiana e Sicilia e Grecia. Un' po di confusione, vero. Fino al metta di 800' non c'erano i stati nazionali (ad ecezione di Francia). Vecchia buona Austria e deffunta a alle sue ceneri sono nati nuovi stati. Non secondo volonta di popolo, ma secondo posizione di vincitore di guerra. Morta Austria a qualcuno dovevano dare i suoi teritori. E cosi hanno assegnato Istria a Italia. Ma in tempi di Austria Istria e Dalmazia facevano parte di Banovina di Croazia con la capitale a Zagabria. Teritorio Sloveno faceva parte di governatore di Ljubljana (Emona se ho tradotto bene il titolo). Popolazione era mista con la prevalenza di maggioranza slava in campagna. Poce erano le città con prevalenza Italiana (divisono sono arrivate dopo il risorgimento Italiano). Da premetere che in molte famiglie un figlio si e dichiarato Italiano, l'altro Croato o Sloveno. Tutt'ora dalle nostre parti aparteneza nazionale e un sentimento che si dichara al etta di 18 anni. Io domani potrei decidere di sentirmi tedesca, chi mi può dire che non sono. E come appartenere a una religione. E retaggio di vecchia buona Austria. Grazie Austria. Secondo. Perche Tito sta da tutte le parti. Perchè lui ci ha salvato dai fascisti, nazisti e comunisti sovietici. A parte periodo dal 1943 - 1954 cca, in Jugoslavia si e visuto bene. Non ci mancava niente. C'erano soldi, lavoro, case, istruzione, sanità e tutto quello che una normale persona necesita. Problema si presentava se volevi esprimera la tua nazionalita Croata. In anagrafe si, però publicamente no, questo siqnificava che se fascista e potevi finire in catabuia per nazionalismo. Pecato che questo non valeva per i serbi. Per Sloveni, Italiani, e altri non c'erano i problemi. Finito lui, finito tutto. E arrivato Milosevic. E la guerra. Resto si sa. Non confondete i comunismo Sovietico con i comunismo Jugoslavo. Nel 1947. Tito dise NO a Stalin e fece la sua via di Comunismo-Socialismo. Era buona. (Non e comunismo di qualle si parla in Italia, e una cosa diversa, umana, democratica direi). Mi dispiace per i morti Italiani che sono stati tanti, per non dimenticiamo che fascismo e nazismo di II guerra mondiale hanno fato in ex Jugoslavia cca.1.200.000 di morti su cca.12.000.000 di vivi, qualcuno si che si e vendicato. Mio zio si e dichiarato Italiano per poter andare via nel 1949. Le frontiere erano chiuse. La Jugoslavia era circondata dai cari armati Rusi e Americani. Per adesso basta. Saluti a tuti. PACE, PACe, e SOLO PACE ci vuole. E finita I guerra, II guerra, guerra per la Partria del anni 90'. Basta con il odio, giustificazione. Mettiamo ci una pietra sopra e dimentichiamo. Guardiamo avanti. POZITIVO
 
Message Autore: ugo Data e ora: 26.02.2005 18:14
contributo
A Buie (istria) Tito è cittadino onorario;in certe zone della Bosnia il maresciallo è ancora molto popolare.In Serbia recentemente la chiesa locale lo ha collocato all' inferno. Credo sia una figura complessa, non penso fosse uguale agli altri capi delle cosidette "repubbliche popolari".NON mi sento di definirlo un macellaio tout court,va espresso un giudizio più articolato.Sulla Dalmazia, secondo certi interventi sembra quasi che ci fossero più italiani( veneti per la precisione) a Spalato o Pola che non a Rovigo.Indubbiamente la Serenissima fu una grande cosa e l'influenza da lei esercitata in quei posti lascio' un grosso segno, pero' sminuire il ruolo di tutte le altre popolazioni slave albanesi ecc.. non mi sembra del tutto corretto. Fu essa stessa a favorirne l'insediamento nel 1500 in Istria per ripopolarla dopo le epidemie che la colpirono.Ho apprezzato molto gli scritti dei grandi conoscitori di queste terre ,Magris ,Rumiz,Matvejevic, Drakulic,tomizza.Splendida lettura il resoconto del diario di viaggio di Paolo Rumiz in dalmazia pubblicato su REpubblica quest' estate. Per gli amici Sloveni Croati Serbi che intervengono,io Sono orgoglioso di essere veneto ma sono un sincero ammiratore della vostre storie culture e tradizioni, in Italia non ci sono solo ignoranti e persone piccole.Ciao
 
Message Autore: me Data e ora: 25.02.2005 18:49
x anonimo
non volevo insultarti e non mi sembra di averlo fatto. forse mi sono lasciato un po' trasportare, ma ho sentito il dovere di criticare la tua statistica molto semplicistica, storicamente sbagliata che metteva sullo stesso piano regimi diversi. La seconda parte e' sicramente piu' interessante. (continuo a contrastare: l'Italia ha ottenuto l'Istria dallo smembramento dell'Impero Austriaco: il regno dei Serbi Sloveni e Croati alias "Prima Jugoslavia" non ci aveva mai messo piede: nasceva dalla stessa conferenza di pace!) ho detto e ripeto che cio' che rende bella e affascinante l'istria e la dalmazia sono la loro molteplicità di cultura. non puoi negare pero' che gli italiani (non solo parlavano la lingua ma si sentivano tali: fatto dimostrabile dalla presenza di riviste politiche italiane) erano in maggioranza nelle coste istriane e i croati erano all'interno e nelle campagne. Purtroppo l'elemento italiano è praticamente scomparso: lo scopo del mio intervento era quello di rimarcarne la storia, sconosciuta alla maggior parte degli italiani. Dico purtroppo non perché vorrei oggil 'Istria e la Dalmazia sotto una dittatura italiana, tutt'altro, ma perché un'importante cultura e' sparita per sempre. Ragusa e Dubrovnik erano inizialmente due città differenti, nella prima si parlava latino e un dialetto di tipo fiorentino, nella seconda il croato. Cosi' va bene? Ma la repubblica marinara era Ragusa, non dubrovnik. Questa e' la storia, non e' nazionalismo. con la fine della seconda guerra mondiale, la Jugoslavia ha annesso, oltre alle zone che le spettavano "di diritto", aree e città da sempre a maggioranza italiana: Pola, Rovigno, ecc. E' vero o no? perché non hanno avuto la possibilita' di decire il loro destino con un referendum? e' stato giusto che perdessero tutti i loro averi per esproprio comunista, il tutto che avveniva a guerra finita, con il fascismo (finalmente!) già sconfitto? Riflettere su queste cose non vuol dire "odio etnico", ma semplicemente ricordare per compassione per le vittime e perché certe cose non possano piu' succedere. E' una cosa normale, quando non ci sono ideologie di mezzo. Italiani, croati e sloveni (nell'ordine che preferisci) sono vittime; fascismo e comunismo i carnefici. ora ti chiedo, visto che sembri una persona ragionevole, perche' in Croazia ci sono ancora piazze e monumenti dedicate a Tito? non e' ora da parte della croazia di prendere una netta posizione sul comunismo? ciao me P.S. guarda che gli insulti sono bipartizan..esempio il messaggio di un certo BERTOLDO.
 
Message Autore: Anonimo Data e ora: 22.02.2005 11:00
x me
Non era il mio intento a offendere nessuno, ne tanto meno a manipolare dati. Almeno non più di quelle lettere dovi ci sono le percentuali di presenza italiana nelle varie città scritta da altri partecipanti al questo triste forum. Io ho fatto i studi in tempo di Tito,e questo non e una colpa, come non e colpa aver fatto studi in tempo di Mussolini, o Andreotti o I Reppublica(democratico ma sulla storia moderna XX sec.molto carente). Tempi di Mussolini sono pasati,tempi di I Reppublica sono passati, tempi di Tito sono passati (come erravamo felici si e visto nei anni 90'), e addeso spero che tutti diventiamo più bravi e benevoli verso il prossimo. Cavolo, voi siete in EU, e noi entreremo tra quallche anno, non sarrebe bello che EU fa fine di Jugoslavia. Multinazionale era Jugoslavia e multinazionale e UE. Ma vedo che odii etnici non sono la specalita balcanica.
 
Message Autore: Anonimo Data e ora: 22.02.2005 10:44
La BREVE!!! storia
Non sapevo che Dubrovnik era una republica marinara Italiana, in quando a epoca Italia non esisteva. Nell 1919 non c'era la Jugoslavia ma "Regno di serbi, croati e sloveni" Quello che e Firenze per italiano Dubrovnik e per il croato. Ivan Gundulic (1589-1638) poeta e scritore di Dubrovnik scriveva in linga ilirica (o sia croato) e la sua linqua e per croato quello che e in Italia lingua di Dante per italiano. Marko Marulic (1450 -1524) poeta e scritore di Spalato scriveva in latino e illirico (oggi croato) . Sono tutti i due considerati i padri della linqua Croata. (Loro nomi si trovano i qualsiasi Dizionario letterario al mondo. Marulic e stato il primo a tradure La Divina comedia in latino) Noi oggi proviamo stesa dificolta a leggerli come voi a leggere Dante. Nei tempi di Austria linqua ufficiale del parlamento Croato era LATINO e linqua italiana era preferita nella istruzione. Tanto e vero che Tommaseo Niccolò ha scrito dizionario di sinonimi Italiano, ma con i famigliari usava la lingua croata sia nel parlare che nel scrivere lettere. L'unica verità e che Istriani e Dalmati istruiti errano da sempre bilinque come tutte le popolazioni di frontiera. Non istruiti usavano la lingua Dalmatica, qualle con tempo e sparita e di qualle i testi scriti sono quasi inesisteni a differenza di Croato, Veneto - Italiano, e Latino. Grgur Ninski (vescovo di Zara vecchia) EPISCOPUS CHROATORUM nel X sec. otiene dal Papa permesso di usare glagolica (scritura croata) e parlare nella chiesa la linqua croatica. In breve non si può spiegare niente. Non c'e peggio sordo di quello che non vuole sentire. E VOI NON VOLETE SENTIRE. Nessuna lettera arrivata dalla Slovenia e Croazia contiene odio etnico (di quale ci accusate) ma le lettere italiane sono stracolme. Io continuero a leggere e parlare Italiano come hanno fatto tutti i mei antenati, ma restero sempre Dalmata e Croato. Ho oggi devo chiedere permesso ha qualcuno di essere Dalmata. (i primi documenti che testimoniano prezenza di miei antenati rasalgono al XV sec.) Basta tutto questo mi fa male al cuore
 
Message Autore: Anonimo Data e ora: 21.02.2005 19:10
calma!!
Il dibattito fino a questo punto e' stato di un buon livello ,non vi è assoluto bisogno di parolacce e insulti in qualunque lingua siano.Si a tesi e idee diverse ,si al confronto anche aspro,ignoranza e stupidita',no!
 
Message Autore: Anonimo Data e ora: 20.02.2005 23:28
X Bertoldo e C.
Rilassati morto di fame e resta nella tua terra croata a mangiare merda. Coglione
 
Message Autore: me Data e ora: 20.02.2005 19:43
breve storia /2
caro anonimo, la tua "breve storia dell'adriatico" cosa vorresti dimostrare? scusami, ma a me sembra che hai studiato sui testi di storia stampati da tito in persona.. mi spieghi come fai a mettere insieme nella tua statistica il regno Croato dell'alto medioevo, con l'impero Austro-Ungarico? Forse non sai che durante l'impero austro-ungarico la lingua d'uso nelle città della costa era l'italiano? che c'erano scuole italiane, che i politici erano in maggioranza italiani? poi come fa la Jugoslavia a "cedere" Zara e l'Istria all'Italia alla fine della prima guerra mondiale.. se la Jugoslavia non esisteva ancora!! dimentichi che gli italiani sono il mix: delle popolazioni latinizzate dell'antichità (gli illiri) e dei veniziani che si stabilirono sulle coste piu' tardi. Molte città sono di origine latina o veneziana. Tra le citta' della costa solo Sebenico è stata fondata dagli slavi. In Dalmazia per secoli si parlava il Dalmatico, una lingua neolatina ora estinta. Esemplare il caso di Spalato: la città fu fondata dalle popolazioni post-latini (dire italiane sarebbe improprio perché non c'era una coscienza nazionale..ma non sarebbe troppo sbagliato) che scapparono alle incursioni slave rifugiandosi tra le mura delle rovine dell'immenso palazzo di Diocleziano. Ancora durante l'impero austro-ungarico, a Spalato si parlava italiano. La città che oggi è conosciuta come Dubrovnik, in realtà si è chiamata per secoli Ragusa di Dalmazia. Era di fatto, la quinta repubblica marinara italiana, si parlava un dialetto di tipo fiorentino. La "vera" dubrovnik fu fondata dagli slavi dell'entroterra più tardi. Col tempo le due cittadine si fusero e il declino demografico degli italiani, accentuato con la costituzione della prima Jugoslavia, fece si che si inizio' ad usare solo il nome Dubrovnik. La componente italiana in Dalmazia inizio' a scomparire già dopo la prima guerra mondiale: il regno di jugoslavia si appresto' a chiudere tutte le scuole italiani di Ragusa, Sebenico, ecc. Dopo la seconda guerra mondiale, con l'esodo totale da Zara, la presenza italiana si annulata. In Istria, dal 40-45%di italiani sul totale della penisola prima della seconda guerra mondiale si scese al 5%. Cittadine come Pola, Capodistria, eccetera ebbero un "ricambio" di abitanti pari a circa all'85%. Questo per dire che la storia della parte orientale dell'adriatico non si può ridurre ai tuoi numerini. Io non voglio affatto dimostrare una previcarazione di un'etnia sull'altra. Anzi è proprio la fusione di piu' elementi a rendere l'Istria e la Dalmazia interessanti. A dispetto dei vari dittatori, che hanno sempre cercato di eleminare chi era diverso. Considerazioni come le tue, che manipoli i dati per raggiungere un tuo scopo ideologico personale, portano a ragionamenti semplicistichi che offendono e sono poi la causa degli odi, dei disprezzi e in ultima analisi delle guerre. ciao me*stesso
 
Message Autore: Anonimo Data e ora: 20.02.2005 19:08
a tutti i negazionisti..
..forse vi sfugge che a Capodistria, Rovigno, Pola, Zara, e in molte altre cittadine della costa, gli italiani erano tra l'80% e il 90%?? che l'italiano, in tali città, era in uso da secoli, riconosciuto anche dagli Austriaci?? che la stragrande maggioranza di essi lascio' la propria terra come esule, non solo per il clima di terrore generato dalle foibe, ma anche per la slavizzazione forazta e gli esprpri comunisti?? secondo voi, erano tutti fascisti?? che dopo le foibe, Tito si macchio' di molti altri crimini: su tutti quelli della polizia politica e i campi di concentramento come quello di Goli Otok (tra i deportati moltissimi comunisti italiani)??
 
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