| Ho trovato molto interessante la parte dei racconti familiari, della memoria privata in grado, con la sua semplicità, di rendere noiosa la memoria ufficiale e restituire quel senso della complessità che necessità la storia.
Altrettanto interessante la riflessione generazionale, sull'assenza di una coscienza critica.
Condivido inoltre l'insistenza con cui la Ivekovic ripete la non specificità della Jugoslavia.
Basta con i facili determinismi storici che qui in ex-Jugoslavia così come tra molti in Italia vengono usati per clave da scaraventare contro l'una o l'altra parte. |