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Autore: Alex | Data e ora: 19.07.2007 09:54 |
| x ddd | ||
| Naturalmente nessuna delle repubbliche secessioniste spiegava le vere ragioni della rottura con la Jugoslavia: 1) La Slovenia non diceva che lo faceva per puro egoismo e per calcolo economico.2)La Croazia non spiegava che la vera ragione era ripristinare uno Stato etnicamente puro - simile a quello di Ante Pavelic del 1941. 3) La Bosnia di Izetbegovic non faceva trapelare la verita' che lo scopo era di creare uno stato islamico nel cuore d'Europa - come scritto nella sua famosa "Dichiarazione Islamica" che gli era costata qualche anno di galera sotto Tito.4)La Macedonia non ammetteva di aver scelto quella strada per dare via libera alle truppe USA sul suo territorio.5) Nessun degli “aparatchik” al comando nelle rispettive repubbliche non avrebbe mai ammesso la loro sfrenata ambizione di mettersi in luce come Presidenti, Primi ministri ecc.di nuovi Stati da quello che erano prima: oscuri e sconosciuti funzionari. Questo intreccio di interessi traversali crea un “humus” ideale alla malapianta del nazionalismo piu’ sfrenato che viene abilmente manipolato dalle forze esterne per portare i popoli alla rovina e poter costruire sulle macerie il nuovo ordine ( saccheggio ) globale. La cosiddetta “ libera stampa occidentale” ha assolto il suo tetro compito in maniera mirabile nel creare il “mostro”,esasperando le differenze e taroccando i fatti. | ||
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Autore: Alex | Data e ora: 18.07.2007 20:35 |
| IL dilemma 2 | ||
| Fino allora ,tutto quello che si produceva in Slovenia gli altri jugoslavi dovevano aquistarlo da loro in quanto era vietato importarlo dall’estero.Svanito questo privilegio monopolistico la Slovenia penso’ che era il momento di abandonare la casa comune,disfarsi degli obblighi per gli aiuti alle zone depresse (incluso il Kosovo) ed entrare nel “club dei ricchi”. 10) Ottenuto il “riconoscimento” ecco farsi avanti la Croazia (anche loro anelanti e assetati di demorazia) a seguire i cugini sloveni nell’agognata liberta’ dal comunismo. E’ superfluo ricordare con quanto zelo la neocotta UE di Maastricht aiuto’ gli oppressi popoli della Jugoslavia ad affrancarsi da Belgrado – la capitale di Satana. 11) Segui’ la Bosnia....la Fyrom,il Montenegro ......il Kosovo ???? | ||
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Autore: Alex | Data e ora: 18.07.2007 20:32 |
| Il dilemma del professore | ||
| Caro Manlio, se lo odiavi nel '91 perche' ""continuava a ripetere di non capire le ragioni del conflitto"", puoi continare a farlo anche nel 2007 perche' evidentemente non ha ancora capito le ragioni della disgregazione della Jugoslavia. Saro' sintetico all'osso: 1) Immaginate la Jugoslavia federale come un delicato equilibrio di etnie,religioni. 2) Tenete in considerazione che il collante principale che sosteneva la struttura era l'idea del titoismo e del socialsimo autogestito. 3)Ricordatevi che all'epoca c'era una inflazione spaventosa che erodeva i salari e impoveriva la gente che fino a quel momento se la spassava molto bene.4)Tenete in considerazione il fatto che la organizzazione e le reforme economiche nel sistema autogestito non potevano implementarsi se solo una Repubblica fosse stata contraria(diritto di veto).5)In questa cornice crolla il "muro" e con esso il "comunismo".6) L'euforia anticomunista e' all'apice.7) La CIA riceve il compito di smantellare l'ultimo baluardo del socialismo in Europa.8)Il fatto che nel frattempo sia nominato un non comunista come Markovic al premierato non sortisce effetto.9) La Slovenia con l’appoggio della Germania e di Wojtila e’ la prima a reclamare l’indipendenza con la parola d’ordine “Europa ora”.Paradossalmente lo fa quando le riforme economiche nel senso del mercato adottate da Markovic andava contro i loro interessi di monopolista del mercato di tutta la Jugoslavia. | ||
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Autore: ddd | Data e ora: 18.07.2007 19:38 |
| commento | ||
| Riprendo Manlio:sono tre anni che frequento questo sito,e dal 1991 che mi "occupo" di Jugoslavia.A questo punto una "verita'" attendibile di come sono andate le cose deve uscire!C'e ne sono tante di cause:Jasmina che dice"Se avesse voluto la grande serbia ,milosevic all'inizio con l'esercito in piena potenza avrebbe vinto subito!in realta' voleva fare il nuovo Tito." Poi si dice delle pressioni internazionali ,ilFVaticano,la Germania,ecc.Poi si dice delle mafie che sottotraccia nel partito e nel paese esercitavano la loro influenza.Poi le diaspore varie.. Ma io mi chiedo ,alla fine come iniziato tutto quanto,c'è stato un giorno, un momento, un luogo in cui un gruppo di persone ,dei dirigenti,che in qualche modo questo coacervo di interessi lo "sintetizzavano"si sono chiusi in una stanza e anno detto:"facciamo cosi'? Che interessi ,scelte orientamenti a prevalso?Possibile che non vi sia una verita' attendibile?Cosa c'è stato di cosi forte da far si che la federazione sia implosa e non sia diventata "confederazione"?Tutta colpa di Jasenovac? nel 1990? con i computer,gli Shuttle e tutto il resto? | ||
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Autore: Manlio | Data e ora: 18.07.2007 16:30 |
| Io ricordo | ||
| Nutro un rapporto di odio-amore con il mio concittadino, prof. Bianchini. Lo amo perchè fù l'artefice principale di un convegno che si tenne nel 1984 all'ist. Gramsci di Bologna al quale ebbi la fortuna di partecipare, nel corso del quale ebbi chiaro il quadro dei rischi che correva la Jugoslavia. Lo odio perchè nel '91 continuava a ripetere di non capire le ragioni del conflitto. Cosa che ai miei occhi appariva palesemente falsa. Quanti vaff... che gli ho mandato! Per quanto riguarda le ulteriori disgregazioni direi che vanno assolutamente evitate a costo di dare un grosso dispiacere ad albanesi, serbi e croati. Altri morti ed altre devastazioni assolutamente evitabili, doverosamente evitabili. C'è un punto però che gli storici (jugoslavi ed europei) dovrebbero chiarire ai comuni mortali come me: Perchè fallì il passaggio da federazione a confederazione, chi ne furono i veri responsabili e quali possibili forme confederative sono riattivabili a breve periodo? | ||
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Autore: Mario Favaro | Data e ora: 18.07.2007 11:11 |
| un triste senno di poi | ||
| Capisco. In fondo questa mancanza di opportunismo , come dice filip, questa ingenuità di credere che la verità alla fine sarebbe venuta fuori ( ma quando mai) , questo scendere in guerra proprio nel momento di maggior debolezza (bastava un po’ prima o qualche anno dopo ), l‘esser sicuri dell’aiuto di qualcuno che invece non arriverà (come sempre), questo spirito arcaico cosi diverso insomma dalla nostra mentalità moderna è proprio quello che mantiene ai Serbi una corrente di simpatia (il cosiddetto filo serbismo) che riguarda una minoranza esigua di persone con un minimo di conoscenza della storia , ma che attraversa un po’ tutti i paesi dell’Europa continentale . Il sangue della Kraijna è stato anche un affronto alla memoria dell’Europa , perché quell’arcaismo non è veramente un estraneo per nessuno .Tuttavia tutto questo fa anche capire perché quel mondo non aveva speranze , perchè in pericolo non erano in realtà gole , occhi e crani bensi' cultura e memoria , perchè è proprio vero allora che gli Ustascia del 1995 si sono materializzati ,sanguinari come sempre , solo come reazione ai Cetnici del 1991 ( letteralmente evocati se non invocati come un destino inevitabile ). Perché quel poco che ancora esiste di loro ci sembra circondato da filo spinato come una riserva indiana .Sempre naturalmente con un tristissimo senno di poi . | ||
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Autore: jasmina | Data e ora: 17.07.2007 22:26 |
| con il senno del poi | ||
| Per Mario: mensionare ora, con il senno del poi tutta una serie di possibilità pacifiste, calcoli di visibilità e di propagnda non era, e te lo posso assicurare, nello DNA ne dei serbi delle varie Krajine ne di Milosevic. Ci andarono alcuni rapresentanti di alcune di queste agenzie per la creazione della pubblica opinione (i famosi Ruder & Finn per esempio, da Milosevic, svariate volte, ma lui restò sempre restio rispondendo che la verità prima o poi ne sarebbe uscita fuori. Al contempo queste agenzie facevano il lavoro sporco per tutti gli altri, e come si vede, lo hanno fatto in maniera egregia. I vari Babic, Martic erano la parte grezza di un modo di pensare la difesa e guerra arcaicamente, non erano poi delle cime e non dimentichiamo, tutti avevano la memoria famigliare impregnata di rancore e paura. Non pensavano neanche lontanamente ad una internazionalizazione del conflitto e credevano cecamente in un aiuto dalla Serbia. Che puntualmente non è arrivato. Se davvero avesse voluto la Grande Serbia qualcuno ha qualche dubbio che non avrebbe potuto farla Milosevic? In quanttro e quattro otto con tutto l'esercitto alle spalle. Ma lui non era ne comunista fino in fondo ne nazionalista fino in fondo. Lui cercava di salvare la Jugoslavia, vivendo ancora il mito del Tito. Lui voleva essere Tito e non ne era capace. Capace di capire i tempi. | ||
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Autore: commento | Data e ora: 17.07.2007 19:12 |
| filip | ||
| e poi anche "cinicamente " un serbo di Gospic oppure di knin che sono vicine al mare e quindi al turismo e quindi anche un po all' Italia e cioe' alle opportunita di lavoro di occupazione ecc,ecc, cioe' che interesse aveva il serbo di cui sopra ad agganciarsi ai fratelli del kosovo per costituire la grande serbia dei -scusate -morti di fame?Mi vien da pensare che mai gli italiani del canton ticino rinuncerebbero alla loro bella svizzera per Verdi,Marco polo,paganini ecc.Nemmeno i sudtirolesi sono cosi' veramente convinti a fare "Ein Tirol" per rimetterci!! Scusate forse non e molto serio e' una provocazione pero mi sono sempre chiesto perche' i serbi di knin si siano comportati cosi'e non siano stati piu' "opportunisti".mi piace pensare che se fosse andata cosi magari tanto dolore non ci sarebbe stato!Le cose magari avrebbero preso una strada diversa | ||
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Autore: skordisk | Data e ora: 17.07.2007 18:09 |
| gole, gli occhi, i crani (2) | ||
| "...ma quell’errore è stato imperdonabile perché è costato il sangue di migliaia di innocenti e forse tutto il sangue delle guerre successive..." Avevo intenzionalmente ommesso il secondo fatto politico, nel mio post precedente. Il fatto di cui i politici serbi in Serbia-Montenegro, BeH, erano ben consapevoli: un paese socialista non era più ben visto, non era voluto per nessun motivo, l'appoggio occidentale è venuto in meno. A tutti i costi, con tutti i mezzi, i mujahedin, ustasha, e resto di scum, inclusi, si doveva smantellare un paese. Dovresti capire che la vita è un fenomeno frequente, così come lo è la morte, e non stupirsi. La guerra nell' ex-Ju era una guerra funzionale, pragmatica, senz'altro tragica, ma aveva la propria logica. Anche l'assedio di Sarajevo era ben motivato, aveva la logica nell'ottica di una parte nel conflitto. Ti invito di leggere Michel Chossudovsky "Globalizzazione di povertà", e capirai che lo smantellamento di Jugoslavia fu uno di incirca 18 processi simili tra di loro, Russia inclusa. Per distruggere un paese funzionante, ora vediamo, occorre tanto, sangue nostro incluso. Saluti. | ||
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Autore: mario favaro | Data e ora: 17.07.2007 12:58 |
| gole, gli occhi, i crani (2) | ||
| Certo capisco che si verificavano autentiche provocazioni da parte dell’autorità Croata e forse , alcuni settori governativi stavano agitando le acque con una autentica strategia della tensione , ma quell’errore è stato imperdonabile perché è costato il sangue di migliaia di innocenti e forse tutto il sangue delle guerre successive | ||
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