Balcani Cooperazione Osservatorio Caucaso
domenica 23 novembre 2008 20:07

Osservatorio Balcani
 

Commenti dei lettori all'articolo: Memorie selettive

(11-20/45)

Messaggi mostrati: 
Message Autore: jasmina Data e ora: 24.07.2007 11:17
bravo manlio, centrato!
Ottima osservazione Manlio, però a posteriori è facile ragionare. Non ti dimenticare che la popolazione serba è la più numerosa in queste terre e di conseguenza anche l'esercito contava (non ho i dati) più serbi. reputo la Slovenia moralmente la più responsabile per lo disfacimento della YU, ma come si fa a negare il diritto alla autodeterminazione e sopratutto, pensi che la democrazia possa essere imbrigliata? Amesso che la Germania ed il Vaticano non avessero riconosciuto i due stati, forse le cose si sarebbero risolte, si, con la separazione, ma quantomeno senza occhi, gole, teste, trattorini rossi con centinaia di migliaia di profughi... Ricordi il Maspok in Croazia, non è scoppiata negli anni 90 la Yu, Kosovo che non si voleva mai integrare realmente, il terreno si preparava da molto... La Serbia era l'unica che davvero voleva la continuazione della Jugoslavia, se non ti piace l'idea retorica del magiore investimento umano e la perdita degli ideali nella guerra di liberazione guardalo puramente in maniera pragmatica: che interesse aveva la Serbia a lasciare i serbi dall'altra parte della Drina e nelle varie Krajine esposti ai maltrattamenti? Ed ecco che "Tutti i serbi nello stesso stato" in realtà non ha mai significato la Grande Serbia, ma solo la continuazione della Jugoslavia. L'idea della Serbia era la costruzione di un unione dei stati balcanici, ma chi ascolta il paese dove la gente si mangia i cuori ancora sanguinanti e lo stupro è al ordine del giorno..
 
Message Autore: jasmina Data e ora: 24.07.2007 10:42
scusate
Mi scuso per la ripetizione del messaggio. Pensavo si fosse perduto e l'ho ripetuto.
 
Message Autore: jasmina Data e ora: 23.07.2007 15:18
otiima analisi Alex, complimenti!
Se posso aggiungere solo due cose ancora, anche se è difficile dare una risposta complessiva del perchè è davvero andato tutto a rotoli.1) i vari corridori energetici che si stavano (stanno) dellineando2) le nuove basi in Bosnia e Kosovo hanno aperto una visione nuova e diversa su dispiegamento e lo sviluppo dell'industria militare.In questo contesto va visto come Milosevic da interlocutore privilegiato degli USA (Izetbegovic aveva un passato losco nelle truppe dela Handzar Divizija, le SS in Bosnia e Tudjman si ispirava fortemente a Pavelic), da uomo della pace del dopo Dayton (e Srebrenica si sapeva) sulla prima pagina del Time è diventato "Il macellaio dei Balcani". Non era ne l'uno ne l'altro ma non voleva svendere la Jugoslavia e i grossi sistemi (industria petrolifera, accaieria, insomma non voleva fare la privatizzazione selvaggia) ne addottare lo disfiacimento dello sistema sociale. Vi scrivo dalla Serbia del profondo sud (tra Krusevac e Nis) e non vi posso descrivere la miseria in cui versa questa regione. Qui l'autogestione locale (il decentramento) fa vedere i suoi lati peggiori. Cioè, questo comune (Blace) è uno dei 5 più poveri in Serbia e non ha le minoranze (ricordo quella bulgara che si lamentava). Senza un aiuto dalle casse dello stato loro non potranno andare avanti a lungo. La gente è esasperata dalla non prospettiva ed ecco che in questo contesto abolire gli aiuti centrali risulta fatale.
 
Message Autore: jasmina Data e ora: 20.07.2007 15:11
Alex, ottima analisi, bravo!
Alex, hai una capacità di sintesi che io neanche in dieci vite, complimenti. Sottoscrivo tutto quello che hai detto e lo condivido, l'ho vissuto. Se potrei aggiungere un ultima cosa nella lista del perchè che hai elencato: la domanda del perchè mancò l'appoggio degli Stati Uniti alla Jugoslavia forse sta a spiegare il fattore esterno che, a mio avviso è stato determinante. Sloba fino al 95 fu "la volpe dei Balcani", "L'uomo della pace" su prima pagina di Time dopo gli accordi di Dayton (e si sapeva di Srebrenica) e fu l'interlocutore privilegiato degli USA. Izetbegovic non era mai andato neanche a Parigi e aveva un passato nella Hanzdar divisione delle SS in Bosnia, Tudjman si isspirava fortemente a Pavelic, mentre Milosevic aveva inniziato la privatizzazione nel sistema socialista. Ovviamente, a modo YU. Significa che non voleva svendere i grossi sistemi (l' industria petrolifera, le fabbriche di proprietà collettiva) ne smantellare il sistema soiciale. E quì la risposta a Manlio, del perchè non voleva la confederazione, voleva lo stato centralizzato, non per far dominare la Serbia, ma perchè non era omogeneo economicamente questo stato come ha ben spiagato Alex. Immaginate di togliere ogni aiuto al vostro meridione, cosa succederebbe? Quello che succede ora in Kosovo, Macedonia, Serbia (vi scrivo dalla Serbia meridionale, vicino a Nis, non potete neanche immaginare la povertà in cui versa la poplazione; ed è in vigore la legge su decentramento (autegestione locale l
 
Message Autore: Manlio Data e ora: 20.07.2007 14:33
Esiste un golpismo sano?
Leggo tanti discorsi, anche interessanti, ma c'è un punto fondamentale che viene trascurato e che invece ritengo sia determinante. Chi avrebbe dovuto garantire la sicurezza dei cittadini delle repubbliche ed invece venne meno al suo compito istituzionale? L'esercito federale. E cosa fece invece questo? Di tutto meno che il proprio dovere. E perchè? Perchè era controllato da Belgrado e si era trasformato in una variabile dell'espansionismo serbo. E' altrettanto vero che le guardie nazionali agirono nell'interesse esclusivo delle maggioranze delle singole repubbliche e scatenarono il terrore nelle minoranze, il che fu un errore dello stesso segno e, per me, indice di un processo di perversione simmetrica. Il caso della ex-jugoslavia è importante per tutte le democrazie del mondo perchè pone un problema scottante: E' giusto che i militari siano sempre subordinati alla politica? E se si a quella di chi?
 
Message Autore: mario favaro Data e ora: 20.07.2007 13:17
x alex
La tua ricostruzione dei fatti , Alez è molto seria e interessante , ma come fai ad essere cosi certo che in Croazia e Bosnia ci fosse l' intento luciferino di mettere le cose in modo da creare lo stato di Ante Pavelic e uno stato fondamentalista islamico ? Se l'obiettivo era l'Europa come facevano a pensare veramente ad un genocidio ? Allora erano veramente in gioco nel 1990-1 le gole , gli occhi e i crani dei Serbi ; non c'era un po' di paranoia in questo ? E vero che i fatti a posteriori sembrerebbero darti ragione , ma da quali elementi deduci ( a parte i famosi libri dei due leaders) che all'inizio fosse proprio cosi ?
 
Message Autore: Alex Data e ora: 20.07.2007 11:58
per Filip e Mario - 2
Svanita questa situazione di privilegio ( dovuta in gran parte alla forte influenza politica che la Slovenia deteneva nella Federazione di Tito), la prima mossa che fu’ nel 1991 e stata di occupare illegalmente i confini internazionali della Jugoslavia con le proprie milizie territoriali. Per capirci meglio e’ come se ipotetiche “guardie padane armate” occupassero i confini verso l’Europa. I Sloveni non l’avrebbero mai fatto contravvenendo alle leggi e alle consegne dell’Armata Popolare – la 5.a potenza militare al mondo, se non avessero avuto il sostegno dall’estero. Questa mossa aveva il chiaro intendimento di portare sotto il loro controllo tutto Il traffico di merci da e per la Jugoslavia.L'armata reagi' in modo blando e dimostrativo ma non sorti' effetto.Si ritiro' dalla Slovenia per evitare un bagno di sangue. La Croazia la segui’ a ruota usando le stesse tecniche – circondando le caserme,interrompendo la luce e l’acqua ed i rifornimenti alimentari ai soldati di leva provocando in certi casi la reazioni delle forze militari – allora ancora l’unica forza legale della ex Federazione....... il vaso di Pandora era in quel momento gia’ aperto e stavano uscendo i primi serpenti dell’odio e della distruzione....
 
Message Autore: Alex Data e ora: 20.07.2007 11:55
per Filip e Mario
Guardate che le mie non sono ne ipotesi ne teorie e non c'e' niente da provare perche' e' la realta'. La dietrologia la lascio ai filosofi ed ai professori. Esiste il rapporto della CIA, dopo la morte di Tito che ha previsto-auspicato il disfacimento della Jugoslavia in maniera violenta. Esite la disposizione del Dipartimento di Stato subito dopo la caduta del Muro che gli aiuti economici alla Jugoslavia non dovono essere inviati a Belgrado per la redistribuzione su scala Federale e a discrezione del governo jugoslavo, ma elargito singolarmente alle repubbliche che “dimostrassero” di essere chiaramente anticomuniste ed orientate verso un sistema economico occidentale e di libero mercato.(ovviamente come lo intendevano loro). Questa presa di posizione fu totalmente acquisita in Europa dalla Germani di Kohl – appena uscita dalla riunificazione che intravide in questo la possibilita’ di ricuperare tutta l’influenza che aveva nei Balcani al tempo del III Reich. La Slovenia si presto’ volentieri a fare da battistrada in questo piano di disgregazione,tanto piu’ che le riforme economiche introdotte dal premier Markovic interrompevano il monopolio che durava da 50 anni. Immaginate la Slovenia di 2 milioni di abitanti che tiene per se’ un mercato da 20 milioni. E’’ come se la nostra industria avesse un mercato di 500 milioni senza possibilita’ di concorrenza da parte di altri stati.
 
Message Autore: Filip Data e ora: 19.07.2007 19:23
commento
ddd=filip .ero io nel post "dd" solo che ero di fretta e non ho cancellato... interessante alex con le sue ipotesi,da leggere con calma,anche se non sono completamente d'accordo. Su l'intervento di Mario Favaro sono d'accordo completamente e in piu' su l'argomento -diritti dei serbi- ricordo di aver letto una volta che appunto il "risentimento serbo" per essere l'unica repubblica "limitata" da due regioni autonome al suo interno ,nei fatti delle para repubbliche. e di quel periodo il discorso della marcia di protesta dei serbi su lubiana. su Bianchini:una delle prime cose lette sulla ex JU e' stato un allegato del sabato del giornale L'Unita' chiamato "storia dell'oggi" del settembre 1990 che parlava di popoli stati,temi vari; uno dei primi fascicoli era la jugoslavia curato da Stefano Bianchini.mi sembra ben fatto e attendibile l'ho letto anche una settimana fa'.
 
Message Autore: mario favaro Data e ora: 19.07.2007 12:00
ma chi è stato allora il piu' criminale ?
Quello che dice Alex è verosimile , anche se non sempre certo e provato . Quello che mi chiedo veramente è se la guerra era inevitabile o poteva essere evitata . Se c’era qualcuno dentro o fuori la Jugoslavia che poteva fare qualcosa di decisivo e non l’ ha fatto . Io penso una cosa : I serbi di Croazia e Bosnia avevano il pieno diritto di pretendere che le modifiche all’assetto della Federazione non avvenissero sulla loro pelle soltanto . Il nuovo assetto doveva assolutamente essere oggetto di un accordo che comprendesse anche loro. Arrivo a pensare che a fronte del mancato riconoscimento di questo loro diritto fosse comprensibile, anche per la loro storia e le tragedie del passato , addirittura prendere le armi ( che poi questo lo abbiano fatto in modo poco opportuno per loro stessi è un altro discorso) . Se questo è vero allora il vero responsabile primo , il vero primo criminale di guerra è chi ha riconosciuto le repubbliche secessioniste senza che questo accordo ci fosse , rendendo impossibile qualunque compromesso
 
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