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sabato 30 agosto 2008 16:14

Osservatorio Caucaso


Osservatorio Balcani
 

Commenti dei lettori all'articolo: Memorie selettive

(1-10/45)

Messaggi mostrati: 
Message Autore: jasmina Data e ora: 31.07.2007 17:15
analogie improprie
Dice Filip, con i suoi innumerevoli luoghi comuni, mischiando le capre e cavoli: "Insomma il succo del discorso è:la "pancia" al posto della mediazione e del confronto.dipende dal carattere "slavo" è un lascito ancestrale, oppure è un meccanismo che si puo' riproporre ovunque?" No, Filip, non dipende dal carattere "slavo", non è un lascito ancestrale (oh, quanto razzista suoni, senza neanche rendertene conto, ma non me ne volere, lo dico con simpatia!) e per l'iltimo si, si può riproporre dovunque, Vedi l'Opera, vicino a Milano.
 
Message Autore: filip Data e ora: 28.07.2007 18:00
commento n.2
Guerra ai rom novembre 2006 e yyy= filip Disguidi elettronici!1
 
Message Autore: yyy Data e ora: 28.07.2007 11:07
commento
la prima parte dell' intervento era un po' una provocazione rispetto agli interventi precedenti di Alex o Jasmina a mio avviso un po' sbilanciati verso la serbia.(lo dico con simpatia ,spero non me ne vogliano)Nella seconda parte volevo riproporre una considerazione fatta da franco juri quest'inverno a proposito di due sommosse popolari avvenute in slovenia .Franco juri nel raccontare le due vicende tracciava un parallelo inquetante tra quanto avvenuto a Knin nel 1991 o in serbia nel 1988 con i meeting antiburocratici di milosevic e il comportamento nel novembre 2006 nella europea ,democratica, ricca slovenia.Sia nei confronti dei rom di Hambrus o di breda pecan a isola d'istria, si puo' leggere un filo rosso che collega le due cose:la capacita', "l'istinto" della gente di scavalcare le istituzioni preposte (polizia, esercito,burocrazia amministrativa) e di "fare da se " magari con il supporto o la benevolenza dei politici .era stupefacente vedere, costatare come il principio ,il meccanismo fosse lo stesso a distanza di tanti anni e in realta' completamente differenti. Tra i tanti motivi della fine della Ju (collasso economico,ingerenze straniere,odii mai sopiti,ecc) c'è anche questo aspetto da considerare? Insomma il succo del discorso è:la "pancia" al posto della mediazione e del confronto.dipende dal carattere "slavo" è un lascito ancestrale, oppure è un meccanismo che si puo' riproporre ovunque?comunque l'articolo era :"Guerra ai rom la slovenia in fiamme" nov
 
Message Autore: Mario Favaro Data e ora: 26.07.2007 23:31
x alex . La morte di Josip Reihl-Kir
Si.L'articolo sulla morte di Josip Reihl-Kir è proprio ciò di cui avvertivo la mancanza , per capire cosa è veramente accaduto nel 1991 . A parte il doveroso ricordo per questo grande uomo , credo sia mancato a lungo il necessario approfondimento storico su eventi che invece forniscono gli elementi per approdare ad una ricostruzione credibile degli eventi . Anche altri eventi mancano di ricostruzioni sufficientemente approfondite : la sparatoria ai laghi di Plitvice , l'aggressione subita dai serbi a Zara , l'eccidio di Borovo Selo, il blocco di Kijevo da parte dell'esercito, il massacro di Dalj sono ancora , almeno per il lettore italiano , autentici misteri per come sono stati presentati con incredibile supeficialità dalla nostra stampa . Se Filip poi volesse spiegare meglio il suo intervento gliene sarei altrettanto grato perchè , a forza di rinviare a informazioni date per scontate , non ci ho capito quasi nulla .
 
Message Autore: beppe Data e ora: 25.07.2007 11:56
knjiga
Le polemiche sul disfacimento violento della jugoslavia temo dureranno ancora a lungo. Io non intendo prendere posizione, pur condividendo molto di quanto esprime Bianchini, ma mi limito a consigliare un libro particolarmente accurato: "The Death of Yugoslavia", edito dalla BBC e scritto da Allan Little e Laura Silber. Un saluto a tutti.
 
Message Autore: Alex Data e ora: 25.07.2007 11:53
x Mario - 3
Nella "cornice" che ho descritto puoi inserire anche il contributo di oggi di Hedl sull'assasinio di Josip Reihl-Kir, capo della polizia di Osijek nel 1991 che tentava in buona fede di calmare gli animi e di riportare la pace tra i cittadini della Croazia. Questa era in realta' era la "politica europea" del regime di Tudjman. Ma non e' una novita': il diavolo non si presenta alla tua porta mai con le corna e con la coda, altrimenti non avrebbe possibilita' di successo. E similarmente - per avere successo contro qualcuno devi demonizzarlo. Una storia questa interminabile - ma quasi mai imparata.
 
Message Autore: Alex Data e ora: 24.07.2007 20:59
x Mario
Caro Mario prova ad immaginare di essere un serbo di Croazia e di avere dei nonni che ti hanno raccontato del genocidio di Jasenovac per mano degli Ustascia di 50 anni fa e d'improvviso dopo le prime elezioni "democratiche" salga al potere un partito che vince sull'onda nazionalista ed antijugoslava e che imponga a tutti la simbologia che fu' del duce Ante Pavelic:La bandiera a scacchi, la kuna come moneta di allora, e tutto accompagnato da una campagna antiserba su tutti i giornali di regime. E' da tenere presente che tutto questo revival nazista non era un "capriccio" di Tudjman, ma piuttosto un'obbligo verso gli enormi aiuti che il partito HDZ ricevette dalla diaspora croata in Australia, Canada e USA composta al 100% da filo-ustascia, figli e nipoti di quelli che scapparono alle purghe di Tito. Il momento era finalmente arrivato anche per loro... Non era paranoia quella dei Serbi - era il fantasma che stava ritornando - era una paura giustificata nello stesso momento che Tudjman decreto' che i Serbi di Croazia non erano piu' da quel momento un popolo costituente della Croazia come stabiliva la Costituzione ma una semplice minoranza per la quale andavano ripensati i diritti.Si mossero le milizie paramilitari croate per mettere sotto controllo i distretti di polizia dove viveva la maggioranza serba e fu allora che inizio' con la cosiddetta "rivoluzione dei tronchi", quando gli abitanti serbi bloccarono le strade con dei tronchi per impedire l'accesso alle milizie cro
 
Message Autore: Alex Data e ora: 24.07.2007 20:19
x Manlio 2
Se fosse stato cosi’ cosa avrebbe impedito alla JNA malevolmente eticchettata Serboarmata di mettere sotto controllo la Bosnia,la Macedonia e la Croazia eccetto Zagabria e dintorni ??? Niente...e nessuno. Non lo ha fatto e questo basta a smentire la leggenda troppo spesso sentita che l’armata era sotto il controllo di Milosevic che “voleva” la Grande Serbia. Semmai i teorici della Grande Serbia allora erano i suoi piu’ acerrimi avversari politici: Un certo Seselj e un certo Draskovic di fede monarchica. Sono loro che rimproveravano a Milosevic di aver “tradito” il popolo serbo in Croazia e Bosnia per non avere scelto l’opzione militare per difendere le popolazioni serbe alla merce’ di Tudjman e Izetbegovic. L’informazione anche su questo fa confusione per ignoranza o malafade quando citando gli scontri in Croazia li definisce come guerra serbo-croata suggerendo che ci sia stata una guerra tra la Croazia e la Serbia e non una guerra tra cittadini croati di etnia diversa.
 
Message Autore: filip Data e ora: 24.07.2007 20:11
commento
SI e' vero milosevic non comandava laJna ,che gli serviva?tanto aveva arkan!NOn voleva svendere il patrimonio statale : te credo , era suo!! Piu' mafia per tutti!! che poi basta guardare in croazia come sono andate le cose per quanto riguarda le privatizzazione ...... o per non parlare del montenegro.... Aldila di queste considerazioni-"provocazioni",mi sembra un ottimo dibattito con buoni spunti e notizie. Restando al tema principale -la guerra era davvero inevitabile-, vi ricordate quest'inverno la vicenda dei Rom della slovenia e di breda pecan a isola d'istria? vi ricordate le considerazioni di Franco Juri?Juri ssosteneva che nella vicenda Strojan si era replicato lo stesso copione del 1990 ai laghi di plitvice:cittadini che si armano e che si sostituiscono alle istituzioni(vaske straze).pure a isola d'istria si era vista una scena gia' vista prima ai meeting "antiburocratici" degli anni 80 con la folla inferocita che sovvertiva un risultato elettorale sfavorevole.Ricordate?
 
Message Autore: Alex Data e ora: 24.07.2007 11:45
x Manlio
Non me ne volere se colgo la fondamentale contraddizione sulla tua valutazione del comportamento dell'allora JNA (Armata popolare Jugoslava). Tito l'aveva creata per difendere la Jugoslavia da attacchi esterni ed era composta da tutti i popoli e nazionalita'.Dagli Sloveni agli Albanesi.Quando scoppio' la crisi le cariche maggiori erano ricopete da non Serbi. Brovet(sloveno) era capo di Stato maggiore,Il capo dell'aviazione federale comandava l'aviazione dederale. Su intermet si puo' reperire tutto l'organigramma dei posti di comando dove si vede che i Serbi erano sottorappresentati.Avevano si piu' soldati sotto le armi, ma solo in conseguenza del maggior numero di popolazione rispetto a tutti altri: Circa' la meta' su tutta la popolazione yugoslava.La JNA per LEGGE non aveva referenti politici nelle singole repubbliche. La decisione sui compiti da esplettare veniva fatto a livello federale e cioe' da un rappresentante di ciascuna delle 6 repubbliche Federate.La "favola" di Milosevic che controllava la JNA e' priva di fondamento. Al limite poteva dare istruzioni al suo unico rappresentante serbo a seguire una sua lineea politica in sede federale, cosi' come valeva per i rappresentanti delle altre repubbliche. Se avesse avuto il controllo della JNA e fosse stato per ipotesi propugnatore della Grande Serbia, perche' avrebbe dato l'ordine di ritirarsi dalla Slovenia prima,e poi dalla Croazia, dalla Macedonia ed infine dalla Bosnia. Se fosse stato cosi', sarebbe stato per la JNA
 
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