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Autore: nio | Data e ora: 10.08.2007 12:16 |
| Bosilegrad: vivere in un'enclave | ||
| Con tutto rispetto per tutto e per tutti io qua vedo due gruppi di nazionalisti.Dato che la integrazione e necessaria per la vita migliore seppur preservando la propria identità e pur vero che si debbono accettare le regole del paese nel quale si sta .e come se io chiedessi in Italia le lezioni in serbo e chiedessi trattamenti speciali .Le leggi sono le leggi e si devono rispettare da tutti.siete in Serbia,rispettateli.!Come noi che siamo al estero .Un caloroso saluto a tutti | ||
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Autore: Istrijan | Data e ora: 01.07.2007 20:37 |
| All'autrice | ||
| Anche l' ultimo arrivato si sente forte nelle pretese, quando e' in questione la Serbia martoriata! Sono forse rimandate le pretese bulgare sulla Macedonia?! Ora che questa "ultima della classe" e' arrivata in Europa! La Macedonia si che e' economicamente a zero! Sono rimandate le pretese territoriali perche' e' una ex Repubblica jugoslava, occupata dalle forze USA e piu' della meta' governata da gli albanesi?! (l' esperto militare italiano Carlo Jean disse che, quando a suo tempo la Macedonia ha gia' acquisi l'indipendenza, senza spargimento di sangue - perche' non avevano attaccato le caserme della JNA, gli americani devono mandare 500 loro soldati perche' non venisse attaccata da Milosevic (sic!). Ora non sanno nemmeno quante migliaia di americani "girovagano" su quel territorio. O forse "gatta ci cova"?! (Qualche ONG sorosiana!) | ||
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Autore: chini | Data e ora: 30.06.2007 03:08 |
| serbia lupo | ||
| Davvero mi sento di dare ragione a jasmina..pare che la Serbia sia il lupo cattivo dell'Europa.sotto attacco da parte di tutti..albanesi, ungheresi ed ora pure bulgari..sicuramente un po di ragione l'avranno pure loro,ma chiudersi in uno stupido egoismo etnico pare davvero assurdo!non conoscevo la storia del vecchio passaporto ju..mi ha colpito particolarmente. forse occore che al piu presto la Serbia entri a far parte al piu presto in Europa,forse questo calmerà gli animi di tutte le minoranze cosi ci potra essere davvero una maggiore stabilita nei balcani. | ||
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Autore: martin | Data e ora: 29.06.2007 17:06 |
| brava jasmina | ||
| non aggiungerei altro | ||
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Autore: jasmina | Data e ora: 29.06.2007 11:28 |
| gattopardo | ||
| E' davvero deplorevole intervistare una contrabbandiera e nazionalista e dalla sue risposte suggerire la reale situazione nella regione. In svariati luoghi della Serbia, con la popolazione puramente serba, vi è una situazione analoga di povertà, ignoranza, carenza di strutture (ospedali, centri di cultura, industrie non ne parliamo). La Serbia è stata paragonata da un giornalista di Politika ad una ragazza che la stanno violentando in tanti. Lei però, non solo non deve ribellarsi né urlare, ma deve anche essere contenta e dire che sta godendo. Ed alla fine si deve scusare ella stessa, perchè ha provocato questo stupro. E si deve vergognare. Mi sembra molto forte come paragone, ma credo descriva bene la situazione. E' ovvio che in un paese con 24 minoranze etniche e con una storia alle spalle dove tutti i paesi confinanti erano "dall'altra parte del mirino" (NDH, Italia, Austria, Ungheria, Romania, Bulgaria, Albania), non è certamente facile trovare un equilibrio perfetto. Quando tutto va bene, è semplice essere leali. Quando la nave affonda, i topi scappano. Vergognoso e tendenzioso articolo e i giornalisti come questi sono responsabili del linguaggio di odio e della tensione che ampliano. | ||
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Autore: maisterator | Data e ora: 28.06.2007 14:45 |
| paradosso | ||
| Mi ha molto colpito la parte finale di questo articolo. Ritengo che il paradosso del passaporto jugoslavo e di quello bulgaro sintetizzi in maniera perfetta il totale stravolgimento delle strutture geo-poliche che sino a 3 lustri fa si ritenevano granitiche. Grazie a Tanya Mangalakova per questo bell'articolo. maisterator@gmail.com | ||
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Autore: martin | Data e ora: 28.06.2007 14:44 |
| integrazione | ||
| Ci mancavano solo loro,a piantar grane. Mi riaggancio alla riflessione conclusiva: negli anni 80, col "crveni pasos" (il vecchio passaporto-passepartout jugoslavo, come lo si chiama familiarmente in ex-Ju), potevano andarsene tranquilli dove volevano, al contrario dei loro fratelli oltre-cortina. Oggi si uniscano al coro di chi vuole una Serbia meno isolata e più integrata (a beneficio dei serbi come di tutti gli altri), invece di chiudersi egoisticamente in questo stupido etnicismo. | ||