Balcani Cooperazione Osservatorio Caucaso
domenica 23 novembre 2008 19:34

Osservatorio Balcani
 

Commenti dei lettori all'articolo: Le memorie di Jasenovac

(11-20/34)

Messaggi mostrati: 
Message Autore: Manlio Data e ora: 05.05.2007 00:02
La memoria e il presente
Capisco e rispetto lo spessore del dibattito sollevato dall'articolo. Vorrei solo citare un episodio avvenuto ai primi degli anni 90'. Ricordo mia madre al telefono con la sua più cara amica, serbo-montenegrina. L'ho vista alterarsi poche volte nella vita ma quella volta finì per sbattere giù il telefono. Era sommersa da pacchi pieni di aiuti umanitari che si apprestava a portare in una Croazia sotto assedio. (Mi sembra che dal 91' al 97', quando è morta, abbia organizzato e quasi sempre portato personalmente 55 carichi umanitari). Chiesi spiegazioni e mi disse che ... le aveva detto di non sporcarsi le mani aiutando quegli sporchi ustascia ... che quello che stava avvenendo era la giusta punizione per Jasenovac. Mia madre non aveva nulla a che spartire con gli ustascia ... anzi. Ma come ogni persona sensata andava oltre quei deliri vergognosi. Prima di morire mi chiese di portare una rara moneta montenegrina alla sua amica., cosa che feci con riluttanza. Ho messo anni per capire cosa aveva voluto dire. Quando leggo Jasmina mi viene sempre in mente questo episodio e non ho altro da aggiungere.
 
Message Autore: Alex Data e ora: 04.05.2007 17:07
Per Jasmina
La miglior risposta cara mia ai tuoi dubbi sul metodo che uso e' nell'ultimo post di Casimiro. Il buon Casimiro ancora non distingue la posizione della Serbia occupata da Hitler, dalla Croazia di Pavelic suo alleato. Ci rimanda a Wikipedia dove sta scritto chiaramente che i campi erano campi tedeschi per Ebrei Serbi nella Serbia occupata dopo i bombardamenti di Belgrado nel 1941 dove perirono 17.000 civili. , mentre pervicacemente ignora che Jasenovac era tenuto dai suoi amici ustascia croati per civili Serbi,Rom ed Ebrei. Zagabria non fu' bombardata perche' le truppe del III Reich furono accolte con grande giubilo e omaggi floreali.
 
Message Autore: jasmina Data e ora: 04.05.2007 14:15
provocatore
Casimiro, hai sbagliato tema. Di questo che tu citi per l' ennesima volta ne abbiamo già parlato. Nel mondo diplomatico saresti chiamato "persona non gradita". Il tuo essere pappagallo da anni su questo forum senza fare un passo in avanti è davvero noioso.Tu e quello che si firma (o lo è?) Paolo Rumiz mi sembrate la stessa persona.Ti sei screditato quando mi hai postato parzialmente su articolo "Croazia -Italia armistizio diplomatico" e quando hai cambiato i tuoi post facendoli passare per originali. Ti ho già detto una volta che sei un vigliacco. Quindi, con i bugiardi, mistificatori,provocatori che non cercano un dialogo ma sono pieni di odio per il mondo intero e si scaricano con il capro espiatorio di turno non voglio avere niente a che fare. Le tue sono solo delle provocazioni. Quale è la tesi che sostieni? Che tutti sono uguali, che i serbi sono colpevoli di tutto, anche "della prima guerra mondiale e dell'Olocausto", come diceva tuo amico Clinton? Quale è il tuo dramma personale che non riesci ad elaborare e ti scagli contro i serbi sempre e comunque? Hai anche tu gli scheletri nell'armadio forse? Si parla di Jasenovac, a fatica, dopo 60 anni, e tu ancora con i cetnici?! Sono prima stati cetnici o gli ustascia, è prima l' uovo o la gallina? certo che le vittime sono tutte uguali, ora si parla delle vittime di Jasenovac - serbi, ebrei, rom, omosessuali, comunisti, avversari politici. Cosa vuoi dire, dillo ora o taci per sempre!
 
Message Autore: casimiro Data e ora: 04.05.2007 01:16
ed i lagher in Serbia?
mai sentito di Sajmishte e di Banjica? Eppure sono in Serbia! Quelli non sono vittime? Decine di migliaia... Jasenovac era il TERZO lagher della Jugoslavia occupata nella graduatoria dei crimini di guerra al processo di Norimberga. E Marinkove bare? un campo di fucilazione per Zingari! La Serbia di Nedic Ljotic venne premiata da Hitler nel '42 , come PRIMO STATO JUDENFREI DELLA NUOVA EUROPA . Cercate su google per verificare!
 
Message Autore: jasmina Data e ora: 03.05.2007 15:38
luce nell'oscurità
E poi, non posso non menzionare le persone, soprattutto donne croate, guidate da Diana Budislavljevic, che tentarono di salvare i bambini serbi da Jasenovac. Loro 11 pagarono con la vita la propria umanità. Per loro e per quella donna da parte mia vi è un immensa gratitudine e la speranza che il seme da loro seminato dia dei buoni frutti.
 
Message Autore: jasmina Data e ora: 03.05.2007 15:18
per Alex
Alex, non so a cosa ti riferisci, il mio messaggio era rivolto all'Osservatorio che ha censurato un mio post, non ai partecipanti del forum. Sono quasi sempre daccordo con te sul merito non sul metodo, purtroppo. E questa volta, mi dispiace, ma non posso darti ragione; se è pur vero che Srebrenica sia politicizzata e strumentalizzata da tutte le parti, io non posso e non voglio arrivare ad avere lo stesso metro come la Corritore ed altri giornalisti politicanti, io non voglio che la misura dell unità della mia empatia diventi il cinismo, per quanto comodo rifugio dal dolore e le delusioni possa esserlo. Le vittime di Srebrenica non sono da meno di quelle di Jasenovac, come quelle di Jasenovac non sono da meno di quelle di Auschwitz. Bisogna mostrare il rispetto e la pietà umana per tutte. La quantità ha un ruolo sicuramente rilevante, ma non bisogna cadere nel tranello della mancanza di empatia per meri scopi politici. Jasenovac è un simbolo metafisico della tragedia del popolo serbo, dal Kosovo ai giorni nostri. So cosa intendevi, ma ti prego, non permettere che il tuo cuore si inaridisca.
 
Message Autore: Alex Data e ora: 30.04.2007 16:47
D'accordo Jasmina
Permettimi solo di suggerire a Nicole Corritore di non cimentarsi piu' con un'enormita' come Jasenovac. E' meglio, se proprio ci tiene, che continui ad occuparsi dei genocidi tascabili di Sarajevo e Srebrenica - tanto per riportare il tutto alle giuste dimensioni.
 
Message Autore: jasmina Data e ora: 30.04.2007 15:11
denuncia dell'articolo
Visto che il mio disappunto sul articolo e l' autrice non avete voluto pubblicare, farò la denuncia dello stesso a chi vorrà farlo. Non mi sembra che le parole che abbia usato siano più forti di quelle della autrice o del Presidente della Croazia che dice BUGIE a scopi puramente opportunistici. Nicole Corritore ha offeso il mio sentimento deridendo la vittima. Ha anche offeso la vittima. E voi siete dei complici. Non si fa, esiste un etica e voi vi propagate ad esserne i portatori. Pensateci!
 
Message Autore: jasmina Data e ora: 30.04.2007 00:30
non gridate più
Ed infine, un invito alla lettura di Ungaretti: NON GRIDATE PIU' da IL DOLORE - da I RICORDI Cessate d'uccidere i morti, Non gridate più, non gridate Se li volete ancora udire, Se sperate di non perire. Hanno l'impercettibile sussurro, Non fanno più rumore Del crescere dell'erba, Lieta dove non passa l'uomo.
 
Message Autore: jasmina Data e ora: 29.04.2007 22:54
raccontare Jasenovac
E difficile raccontare Jasenovac, per chi lo conosce bene. E dificile uscirne sani di mente dopo aver visto, letto e sentito. Io evevo una amica. Si chiamava Visnja. Era di Vrgin Most (Krajina croata, uno dei 22 luoghi di sterminio). Era venuta a Belgrado per studiare. Mi ha raccontato la tragedia della sua famiglia e di come gli ustascia sulla porta di casa ucisero tutti quanti tranne sua nonna e sua madre, allora bambina che casualmente erano nello scantinato dove stavano zitte, zitte, e dove la nonna ha chiuso la bocca alla bambina per non farla urlare mentre lei sterssa si mordeva la lingua nel vedere la barbarie, vedere il figlio piccolo lanciare in aria e aspettarlo sulla baionetta, altri figli, marito. Un giorno venne la nonna di Visnja a trovarla a Belgrado (non vi era ancora la guerra), ed io, dopo averle detto che Visnja mi aveva raccontato la sua storia, le chiesi: "Lei ha perdonato?" La nonna mi rispose, guardando Visnja con adorazione: "Dovevo. Avevo una figlia. Ho una nipote. Noi lì dobbiamo vivere. Ma non dimenticherò mai" Dopo qualche tempo la nonna morì. Per fortuna. Dopo qualche anno, i serbi di Krajina furono tutti scacciati e quelli che non hanno voluto andarsene perchè vecchi furono uccisi sulla soglia di casa. Visnja non aveva più una casa dove tornare e andò in Australia dove fa il medico ora. Si può tentare di raccontare Jasenovac anche con il silenzio, a volte il silenzio è più pesante di qualunque rumore. Come Luca Zanoni con le fotografie.
 
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