Balcani Cooperazione Osservatorio Caucaso
giovedì 08 gennaio 2009 09:48

Osservatorio Balcani
 

Commenti dei lettori all'articolo: Via l\'UNMIK, arriva l\'ICO

(1-10/27)

Messaggi mostrati: 
Message Autore: Alex Data e ora: 29.11.2006 14:22
x Bedri Ukaj
Caro Bedri, mi ha fatto piacere leggere il tuo messaggio perche' dimostri di essere una persona intelligente ed aperta al confronto,altri alla tua eta' pensano solo a divertirsi. Ebbene posso dirti che non ho niente contro l'indipendenza della tua gente se questo e' il loro volere sincero.L'opposizione a questo vostro desiderio nasce dalla paura della popolazione non albanese che ha avuto come voi una brutta esperienza dalla guerra e dai bombardamenti. In una famiglia bisognerebbe andare sempre d'accordo ed evitare divisioni che portano solo sventure per tutti. Prendi l'esempio della Yugoslavia: nessuno puo' oggi contestare che i popoli allora vivevano meglio ed in pace che divisi come oggi. Quelli che vivono meglio oggi sono i politici che predicavano la divisione per poter comandare ed arricchirsi a spese dei popoli. E' l'unita' che fa la forza - non le divisioni. Mi auguro che un domani - cittadino di un nuovo Stato tu non abbia a subire una cocente delusione. Ciao e auguri.
 
Message Autore: Kosovaro Data e ora: 28.11.2006 20:01
X Aurel e tutti gli albanesi
E' vero Aurel oggi e domani festeggiamo la nostra indipendenza, tanti auguri anche a te e che il 2007 veda la kreazione della Repubblica del Kosovo. SHUM URIME
 
Message Autore: Aurel Data e ora: 28.11.2006 12:50
...
Bravo Enzo condivido veramente ciò che scrivi. Una precisazione però (rivolta a GP) nella lontanissima primavera del 1398 su una pianura del Kosova, contro gli Ottomani, non c'era un semplice esercito fatto da serbi ma un'intera COALIZIONE costituita, non solo da serbi ma anche da contingenti di rumeni, ungheresi, bosniaci e albanesi quindi non puoi venire a dire che questo è une evento sacro per la serbia perché non sarebbe la realtà piutosto sarebbe un evento unico e importantissimo per i Balcani interi dato che è la prima volta, nella nostra storia, che ci uniamo formando una vera e potente coalizione. Inoltre, detto ciò, auguro a tutti i miei connazionali albanesi la festa dell'Indipendenza. URIME
 
Message Autore: enzo Data e ora: 27.11.2006 18:05
fine
e cominciare a programmare il futuro partendo da dei presupposti fermi, che 3 incertezze (Kosovo, Bosnia, Serbia) da lasciare in eredità a chi non è ancora nato, nella speranza che magari tra 20 anni la gente rinsavirà per miracolo. Invece tu che proponi di prolungare il periodo di “riflessione”, potresti spiegarmi come lo vedi un Kosovo sotto “riflessione”? Quali sviluppi, conseguenze avrebbe?
 
Message Autore: enzo Data e ora: 27.11.2006 18:03
seguito replica
Il Kosovo E’ il PROBLEMA, non un contorno che si può ignorare. E’ stato già ignorato, o congelato, a Dayton, non si può ripetere due volte lo stesso errore. Il Kosovo di oggi è in una situazione legale né carne né pesce, un’economia inesistente, figlia di quest’assurdità. Ovviamente nessuno si fida a fare affari con un paese che non c’è, con un “buco nero” (e poi c’è chi s’indigna se molti kosovari si ingegnano diversamente per campare, un po’ come giù da noi, dove pure lo stato c’è – o forse no?). Tutto ciò, e l’impossibilità oggettiva di reintegrare il Kosovo in Serbia rende ineluttabile la sua indipendenza (non credo sia questo un ragionamento à la Milosevic), cosa di cui molti serbi, pur non condividendola, sono ormai convinti (varie indagini lo confermano). Le difficoltà di costruire uno stato in un territorio che ha conosciuto molti traumi e dove la normalità è stata l’eccezione, aggiunge il condizionamento, o la supervisione di tale indipendenza. N.B. il Kosovo indipendente non significa in nessun modo un Kosovo chiuso ai serbi; una volta NORMALIZZATI VERAMENTE i rapporti il confine tra Kosovo e Serbia sarà invisibile. Io penso che l’ndipendenza del Kosovo è anche la migliore soluzione a lungo termine per la Serbia. Quanto all’incertezza, sai benissimo che non si può vivere per sempre nell’incertezza, meglio avere una certezza oggi (anzi due), corroborata da una ferma presenza sul luogo (per fortuna il Kosovo non è Iraq o Afghanistan) e cominciare a programmare il futu
 
Message Autore: enzo Data e ora: 27.11.2006 18:02
replica a gp
Caro GP, i problemi attuali del Kosovo non datano dal 1389 (non essendo la Serbia attuale continuazione dell’impero medievale serbo), ma sono conseguenze del 1913 e dopo, su questo mi pare sarai d’accordo. Da ricordare inoltre che nel 1389 p.es. non c’erano serbi in Voivodina, il Medioevo è un’arma a doppio taglio e non può essere usato in modo selettivo. Quanto all’irrazionalità balcanica, che ha ormai assunto il triste valore di un luogo comune, veremente mi riferivo al sentimento serbo sul Kosovo che sarebbe “radicato nel sangue e nell’anima serba”, su quel morboso attaccamento alla battaglia persa nel 1389, ecc. che non trovano spiegazione da un punto di vista prettamente razionale (giustificando cosi i crimini compiuti in nome di tale irrazionalità, proseguendo sulla scia di Rumiz). Quanto al resto, mi pare di aver detto che l’indipendeza del Kosovo NON deve portare a spostamenti di popolazione (sebbene ciò sia già largamente avvenuto su base individuale, e non ha interessato solo i serbi, ma anche gli albanesi in Serbia e nel Kosovo del Nord, stranamente ignorati quando viene trattato questo specifico problema, e non meno frustrati e delusi dei serbi). Gli effetti che avrà l’indipendenza del Kosovo in altre aree balcaniche (quali, oltre a RS, peraltro pupazzo di Belgrado, quindi poco cambia in sostanza) saranno molto più facili da contenere e molto meno pesanti dell’ibernazione del Kosovo stesso nella situazione attuale. Il Kosovo E’ il PROBLEMA, non un contorno che si
 
Message Autore: gp Data e ora: 27.11.2006 11:53
seguito
Dopo tutto quello che è successo forse è arrivato il momento di fermarsi a riflettere e non giungere a soluzioni affrettate, forse è meglio una situazione di incertezza oggi che una situazione di crisi e di conflitto domani.
 
Message Autore: gp Data e ora: 27.11.2006 11:48
Risposta ad Enzo
Caro Enzo, innanzitutto ti invito a leggere in manierà più attenta il mio precedente intervento,non è stata fatta nessuna analogia tra il Kossovo e la Bosnia ma ho semplicemente affermato che esiste la possibilità che l’indipendenza del Kossovo comporti con un effetto domino altre rivendicazioni (a prescindere che siano giuste o meno) sul territorio. So benissimo cosa sia la RS e conosco molto bene le vicende bosniache. Appunto la riflessione su questi finti principi di identità mi portano a fuggire da qualsiasi concetto prestabilito di appartenenza etnica, identità linguistica etc. Potrai rispondermi che in kossovo la realtà e la risposta è nella storia ma sai benissimo che io ti posso citare altre date, come ad esempio il 1389 e giù di lì, così facendo ci iniziamo in una sorta di discussione senza fine, come un cane si morde la coda. Mi sorprende la tua frase in cui affermi “nei Balcani, dove l’irrazionalità spesso prevale sulla ragione”, mi sembra la classica giustificazione per spiegare un altro “crimine”, come diceva Rumiz in questo modo continuiamo a trovare il motivo di uno scoppio di un incendio nella quantità di materiale infiammabile e non nell’atto in cui il fuoco divampa (chi lo accende? Come?Perchè). Mi sembra che definendo l’ineluttabilità di uno stato Kossovaro così come tu lo hai definito, sei TU che dai ragione a Milosevic & Co. Iniziando un altro processo di spostamenti di popolazione (dove andranno i Serbi?), frustrazioni e vendette. Dopo tutto quello che
 
Message Autore: enzo Data e ora: 26.11.2006 23:22
seguito
(come si fa a convincere tutti gli altri a non chiedere la revisione su base etnica delle proprie frontiere?). La divisione etnica del Kosovo è figlia della stessa visione di molti movimenti nazionali balcanici del ‘800, non più proponibili (nonché simmetrica della visione del Memorandum SANU ’86). In più, ciò comporterebbe scambi di popolazione tra il nord e il sud dell’Ibar, con buona pace tra l’altro per i monumenti serbi che si trovano tutti a sud) ed eventualmente di territori (Valle del Presevo per Kosovo del Nord) e la creazione di un ridimensionato Kosovo monoetnico, al quale per nessun motivo potrebbe essere negato l’unificazione con l’Albania. Si possono facilmente immaginare le reazioni dei vicini, nonché un’eventuale reazione a catena che potrebbe superare le frontiere dell’ex-Jugoslavia. Nell’Europa del 2006 una visione del genere è semplicemente inammissibile. Insomma, il Kosovo (sul quale la Serbia ha perso definitivamente i diritti nel 1998-1999) ai kosovari, (a chi sennò? Colonia UE o che altro?), intesi come cittadini CON la propria identità etnica, linguistica, culturale e religiosa tutelata, sotto tutela/supervisione/condizionamento internazionale (questione di terminologia) risulta l’unica soluzione attuabile.
 
Message Autore: enzo Data e ora: 26.11.2006 23:18
a gp
Caro GP, l’analogia tra Bosnia e Kosovo è alquanto infelice, la Bosnia è stata una terra multietnica a livello proprio di vicolo, o se vogliamo, di condominio. Il Kosovo è stato a maggioranza schiacciante albanese sin da quando fu annessa alla Serbia nel 1913 e il conflitto non si è mai sopito da allora, con i Serbi a cercare ad ogni modo di “bilanciare gli sfavorevoli rapporti etnici” e gli Albanesi a contrastare in tutti i modi ogni sforzo serbo in questo senso. La RS è un’entità artificiale (ripetuto fino alla noia, lo so), nata con la violenza dal disegno politico di Milosevic, mi pare che su questo non ci siano dubbi (come la Krajna, poi abbandonata al suo destino, quando il rapporto di forze si rovesciò e dalla necessità di chiudere in fretta e alla meno peggio una lunga e atroce guerra sul territorio europeo). Nel Kosovo c’è stata la violenza dello stato contro i propri cittadini (contrari allo stesso) a far precipitare irrimediabilmente la situazione. Ne consegue che l’approccio debba essere diverso, e che le ragioni dell’etica non possano facilmente soccombere a quelle di una praticità spregiudicata, dello scambio alla pari, altrimenti Milosevic e Co. risulterebbero dei visionari e non dei delinquenti. Inoltre nei Balcani, dove l’irrazionalità spesso prevale sulla ragione, le soluzioni all’apparenza più semplici (dal punto di vista di un estraneo) risultano alla fine quelle più complicate (come si fa a convincere tutti gli altri a non chiedere la revisione su base et
 
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