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giovedì 08 gennaio 2009 09:16

Osservatorio Balcani
 

Commenti dei lettori all'articolo: Kosovo, le colpe dell’UE

(1-10/28)

Messaggi mostrati: 
Message Autore: prt Data e ora: 18.02.2008 15:37
kosovo è terra santa per i serbi
Serbia difendera Kosovo a ogni costo anche con la guerra perche è la terra santa per i Serbi...Kosovo è Serbia
 
Message Autore: Martin Data e ora: 11.12.2006 21:54
cosa?
Il Kosovo avrebbe la probabilità di entrare in UE prima della Serbia? Il Kosovo è un territorio ricco? I Kosovari possono costituire manodopera per l'impresa serba? Le tre più grandi scemenze che abbia incontrato finora. Marin, ti invito a riflettere un po',prima di scrivere certe cose
 
Message Autore: Marin Data e ora: 27.11.2006 11:41
GIUSTO !
Luca Zanoni: I serbi devono capire che la strada per l’Europa passa dal Kosovo. GIUSTO! Questo è la mira politica degli politici serbi del momento, di mantenere in ostaggio l’indipendenza del Kosovo per entrare nel UE insieme(se Kosovo ha la probabilità di entrare più presto). Ma il primo compito per la Serbia è di non perdere un territorio ricco e una mano d’opera semplicemente conveniente. Questo si vede, quando Dusan Janjic, uno dei maggiori esperti serbi di Kosovo afferma: “E di mettere in relazione, per esempio, la produzione del tabacco (in Kosovo) con le fabbriche multinazionali che sono presenti in Serbia” Sempre la stessa idea della schiavitù, che è cominciata non si sa quando e che è presente anche oggi. In tutta l’intervista esce l’idea che il Kosovo e i kosovari non ce la fanno senza l’aiuto dei serbi come lo hanno fato nei secoli.
 
Message Autore: enzo Data e ora: 13.11.2006 17:46
a luigi 3
nazionale, quindi esclusivista, e sul sentimento antiturco (=antimussulmano) degli altri balcanici. Qualcuno di vedute esclusiviste c’è stato pure, senza riuscire a far presa minimamente. Ecco perché non troverai un Cubri albanese! La menomata Albania del 1913 conobbe due irredentismi: nel 1914 quello della minoranza greca nel Sud (sponsorizzata dalla Grecia), e dei Mirdizi, o Mirditori nel 1920-21, albanesi cattolici, che proclamarono la propria repubblichetta cattolica, fortemente sponsorizzata dalla Jugoslavia di Pasic, che non sazia del bingo del 1920, voleva spostare la frontiera sul fiume Drin in Albania, a ridosso proprio di questa repubblichetta-cuscinetto. In nessuno dei casi la situazione non sfociò in espulsioni o massacri indiscrimati sui “colpevoli” (pure nel 1944-1945, in piena guerra, quando gli albanesi mussulmani della Ciamuria, nell’odierna Tesprotia, Grecia settentrionale, furono cacciati dai nazionalisti di Zervas e si rifugiarono in Albania, non si ebbe nessuna ritorsione sui greci dell’Albania del Sud). Per il resto concordo con la tua visione su un Kosovo pluri e non multietnico (dove autogoverno e funzionalità dello stato non si pestino i piedi), e con quella di una Serbia ‘dekosovizzata’ (conditio sine qua non per il suo progredire); un po’ meno sul tuo ottimismo riguardo il suo futuro post-Kosovo (ma sarei lieto di essere smentito).
 
Message Autore: enzo Data e ora: 13.11.2006 17:45
a luigi 2
Come mai la Serbia si mette a minacciare (non militarmente) chi riconoscerà il Kosovo? Semplice questione di ripicca? Raptus emotivo? Un gioco per far ingoiare la pillola amara, che potrebbe però uscire dal copione (forse si vuole proprio questo)? Non saranno mica questi radical-socialisti un comodo paravento al governante di turno? Il serbo medio ovviamente non sa niente di quelle pagine ingiallite; ma quando, non di rado, quel serbo medio (specie se di provenienza contadina) nel 2006 attacca il nastro del Kosovo nel suo cuore, nel suo sangue ecc. ecc. senza esserci mai stato, senza possedere nulla in quella terra, bisogna cercarsene una spiegazione che trascenda dall’attuale ed escluda lo psichiatra, o no? Quanto al confronto tra serbi e albanesi ed alla storia, è meglio lasciare da parte le speculazioni (sul perché non hanno un Cubrilovic, per lo più accademico, e soprattutto le allusioni a bassezze, da rispedire al mittente), che sono roba semmai da opinionisti (eh già, la storia non è un’opinione) e approfondire l’argomento prima di poterne discutere. Nella storia del nazionalismo albanese (fine ‘800-inizio ‘900) troverai interessanti dibattiti su come integrare i non albanesi, come PARI CONCITTADINI, nella futura Albania, dal linguaggio sorprendentemente attuale. Ciò deriva dal fatto che l’ideologia nazionale albanese era in gran misura di matrice illuminista occidentale, impermeabile quindi a quel tipo di nazionalismo aggressivo forgiato sull’ortodossia (religiosa
 
Message Autore: enzo Data e ora: 13.11.2006 17:41
a luigi
L’analogia non era tra Cubrilovic e le foibe, ma tra il silenzio “comodo” sulle seconde e quello stesso che tu proponi per il primo. Conta la concezione, non la gravità del male, non so se mi capisci. E’ un vizietto nostrano (ma non solo) che ripudio. Non credo proprio che le cause di simili problemi si possano rimuovere tacendo (possiamo allargare il discorso sulla defascistizzazione non ultimata in questo paese, che porta qc. a scherzare addirittura sul Pelatone non tanto cattivo, anzi dispensatore di villeggiature gratis, ahinoi!); includiamo pure le nefandezze nostrane in Africa, quelle francesi in Algeria ecc. ecc. Attualizzando il discorso, io credo che l’attuale Serbia (o meglio le jugoslave disgrazie) sia ancora figlia della seconda metà degli ’80; forse hai ragione, basterebbe il Memorandum SANU ‘86; sono comunque dell’avviso che bisogna andare alla radice del problema. Tolto Slobo e i suoi pupazzi ben poco è effettivamente cambiato, tanta gente è rimasta al proprio posto, l’argomento Kosovo è usato molto volentieri per irrigidirsi su posizioni assurde e intanto blocca ogni evoluzione positiva in Serbia, dove comunque l’alto astensionismo sulla costituzione è stato un dato molto incoraggiante (lettura: la gente è meno nazionalista di quanto la si dipinge). E allora, se in Serbia è chiaro a tutti (politici compresi) ciò che sarà del Kosovo, come mai i politici che ne parlano apertamente non vanno oltre l’1%? Come mai la Serbia si mette a minacciare
 
Message Autore: Luigi Data e ora: 11.11.2006 21:14
continuazione
Il suo Nacertanje,se vuoi che mi ci soffermi,posso dire che aveva tutta una sua coerenza per il periodo storico in cui si collocava (addirittura prima del congresso di Berlino) e gli riconosco un dono di “visioning strategico” che, ovviamente a prescindere dai contenuti, la leadership serba attuale dovrebbe invidiargli...! (posso scherzare?). È vero che l’attuale governo di Belgrado guarda poco al futuro e tarda a sbarazzarsi di certe eredità, ma è un’impasse ovviamente dovuta alla questione Kosovo, superata la quale credo che si possa credere in un vero rinnovamento. Soprattutto dell’impianto amministrativo (che è obsoleto), ma anche un allargamento del concetto di “essere serbi”,visto che la sopravvissuta pluralità di quella società per fortuna può consentirlo.
 
Message Autore: Luigi Data e ora: 11.11.2006 21:11
per Enzo
Riguardo all’analogia tra Cubrilovic e foibe (degna della prima elementare,direi...) non mi esprimo. Quanto ai capisaldi del nazionalismo serbo che tanto ti catturano e che continui a ricordarci...ma sì,li conosciamo a memoria! (quale nazionalismo, quale radicalismo non ha i suoi riferimenti storici e teorici? E davvero le conseguenze di certe ideologie le abbiamo superate tutti, tranne i serbi? Mah..). Dico solo che le tue argomentazioni avevano più senso forse 10, 15 anni fa, quando effettivamente era giusto che il ripescaggio di certa ideologia suscitasse allarme, e il demone serbo comunque tornava sempre comodo, semplificava la visione a molti. Ma poi i serbi non hanno fatto che perdere guerre, e oggi la situazione è un po’ diversa, anche se tu forse non ami attualizzare il discorso,tenendoti stretti certi stereotipi cui sei tanto affezionato. Mi inviti al confronto dei fatti? Beh, tu per primo parlami di fatti; i problemi serbi vanno letti alla luce del presente e del passato recente,non di quelle vecchie pagine ingiallite che oggi affascinano più te dello stanco serbo medio, tolto qualche vivace visitatore di questo sito (a giudicare dai toni folkloristici di uno degli ultimi interventi). Ti prego, non trascinarci indietro fino a Garasanin! Il suo Nacertanje,
 
Message Autore: Luigi Data e ora: 11.11.2006 21:11
per Casimiro (continua)
Quel che penso: ad un Kosovo ormai inevitabilmente indipendente dalla Serbia (la prima doverne gioire), ma non una seconda Albania, che non serve a nessuno,nemmeno agli albanesi; sarebbe del resto una catastrofe, per la stabilità della regione. Penso a un Kosovo “pluri-etnico” (non multietnico, sarebbe un’ipocrisia), dall’identità plurima e dalle forti autonomie locali che facciano sì che ogni comunità si possa auto-governare, nel rispetto delle altre, e garantire a sé stessa e alle altre prima di tutto la sopravvivenza demografica (perché la questione demografica è cruciale, seppure a molti faccia spavento parlarne, quindi meglio non soffermarsi). La tanto evocata “Europa delle regioni” sappia essere all’altezza di questo esperimento,dopo 15 anni di gestione e mala-gestione del disordine balcanico.
 
Message Autore: Luigi Data e ora: 11.11.2006 21:09
per Casimiro (mi correggo,prima era per Edmond)
Parlare di “lobby filoserba” mi sembra eccessivo, o perlomeno si tratta di una lobby un po’ malconcia, visto che la linea italiana (almeno degli ultimi 10 anni) non è stata particolarmente filoserba, anzi! (esistono peraltro lobby filo-albanesi, pensiamo all’AACL americana e ai suoi legami con certi senatori). Se poi qualcuno di questi “filoserbi” può permettersi di scrivere su Limes,buon per loro...almeno non si è sentito solo il leit motiv filo-albanese e i suoi echi isterici, sarebbe stato alquanto preoccupante. Comunque (personalissimo parere) i “filo-qualcosa” dei non-balcanici hanno causato più che altro disastri, e continueranno a farlo, finché non si supera la logica. Che fare degli albanesi del Kosovo? Il problema semplicemente non si pone; si tratta solo di sterili elucubrazioni catastrofistiche che presto dimenticheremo, un giochetto logico che mal si addice ad una questione che di logico non ha proprio nulla. Chi ha scritto quella costituzione sa benissimo che il Kosovo presto non sarà più serbo, e che comunque la stessa costituzione dovrà valere per una Serbia “de-kosovizzata” (quindi perché mai interpellare i kosovari?). In Serbia si sa bene quel che sarà del Kosovo, ma sa altrettanto bene quanto sarà impopolare l’atto finale,quindi non vedo quale fesso avrebbe potuto pensare di anticiparlo costituzionalmente;che ciò generi delle contraddizioni è assolutamente irrilevante.
 
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per il lettore