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Autore: Massimo Moratti | Data e ora: 22.06.2006 19:54 |
| Ma, no tranquilli, gią visto | ||
| E' la stessa solfa, ad ogni elezione vengono fuori queste richieste: da un lato l'abolizione delle entitą, Silajdzic, dall'altra il referendum per la secessione: e' solo campagna elettorale che eleva la tensione e impedisce la normalizzazione: il solito teatrino che stiamo vedendo da 10 anni e che ha stufato gli elettori intelligenti e moderati: alle scorse politiche il turn out e' stato del 44%, chissą se questa volta scende sotto il 40%. Come dice Pecanin, Dodik ha spiazzato il SDP e si č protetto a destra dove adesso si fa passare come grande serbo. Ma.... NDI, ONG americana, gli sta curando la campagna elettorale, con soldi USAID. State tranquilli che gli americani non mettono i soldi su chi vuole il referendum. Paradossalmente per preservare l'equilibrio in Bosnia ed Erzegovina e impedire tendenze secessionistiche bisogna difendere la Republika Srspka dagli attacchi demagogici di Silajdzic, che si sta proponendo come il nuovo leader unionista nella Federazione e sta raccogliendo supporti. Alla fin fine, Dayton č ancora la soluzione migliore | ||
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Autore: MASSIMILIANO | Data e ora: 21.06.2006 12:53 |
| POLVERIZZAZIONE PACIFICA? | ||
| Scenario: La R.S. riesce a indire prima o poi un referendum a patto che la comunitą internazionale (UE e ONU) abbia prima messo a un tavolo tutte le parti coinvolte negli ultimi 10 anni (quindi oltre ai cantoni BiH anche croazia e serbia) calendarizzando indicatori per adesioni UE e sostegni di programmi economici mirati per disinnescare tutte le potenzialitą destabilizzanti. Ma quanto č possibile? Se dovessero R. Srspska e Serbija ricongiungersi, questultima si sentirebbe "indennizzata" dalla perdita di Montenegro e Kosovo...ma la Croazia anche se si sta adeguando all'ingresso UE che atteggiamento avrebbe verso la restante Federacija croata e mussulmana? | ||
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Autore: rafrad | Data e ora: 20.06.2006 18:33 |
| Chissa se nel 2010 esistera' ancora la Bih? | ||
| Evidentemente Dodik ha avuto un percorso politico inverso rispetto a Djukanovic. Il primo aveva in passato una linea politica filo occidentale ed attualmente si e' ravveduto sostenendo finalmente l'unita' dei Serbi, mentre il secondo, presente a kosovo Polje nel 1989, ha cambiato completamente registro, facendo una politica pseudo europeista, incentrata su ogni genere di intrallazzi. Tornando a Dodik egli ha capito che la popolazione della Rs non ne puo' piu' della Bih e vuole decidere il proprio futuro, cosi' come hanno fatto gli abitanti delle altre repubbliche. Del resto gli Schipetari del Kosovo reclamano a gran voce la secessione e non vedo perche' i Serbi non possano fare altrettanto. La guerra in Bih e' finita da piu' di dieci anni ed il succitato paese non procredisce minimamente. E la ragione e' molto semplice: solo poco piu' del 40% della popolazione vuole tenere in vita quello stato ed il restante 60% si sente prigioniera e non vede l'ora di ricongiungersi con le rispettive madrepatrie. Del resto la Bih non e' certo la Svizzera. Ritengo che l'ostinarsi a tenere unito un paese che non lo vuole essere e che viene tenuto artificialmente in piedi dalla comunita' internazionale, sia il giusto prezzo da pagare dalla sua componente unionista, che naturalmente e' solo Musulmana. | ||
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Autore: beppe | Data e ora: 20.06.2006 14:56 |
| povera bosnia | ||
| Povera Bosnia, e povera Serbia: sempre ostaggio di quei nazionalisti genesi di tutti i problemi, e che tali problemi usano per cercare di restare al potere. E purtroppo ci riescono anche. | ||