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Autore: pittore | Data e ora: 23.01.2006 14:49 |
| anche Michelangelo ha fatto le sue cappelle | ||
| Gentile direttore,lei comincia male e continua peggio. Non mi riferisco tanto alla sua analisi sulla figura di Rugova che a tratti condivido, quanto alle sue allusioni sulle “rotte internazionali delle mafie”, “negoziati-farsa di Rambouillet”, “pesanti interessi economico-mafiosi legati alla ricostruzione, agli aiuti e ai traffici neri”. Anche lei come molti pseudo-giornalisti italiani (alla Remondino, Grimaldi, Provisionato ecc) si richiama a dei clichet della propaganda di Belgrado, o nella migliore ipotesi a quelli dei falsi pacifisti che profferirebbero un Kosovo senza albanesi piuttosto di una base USA. Le rotte internazionali delle mafie coprono tutti i balcani e non solo il kosovo, anzi più la Serbia di quest’ultima. La Serbia è il primo paese nella graduatoria europea per quanto riguarda lo sfruttamento della prostituzione (studio di pochi giorni fa pubblicato anche in rette), il primo paese esportatore di cocaina e eroina dell’area balcanica, il primo paese per omicidi eccellenti ecc. Eppure tutti guardiamo al Kosovo, come mai? La ricostruzione è ovvio che interessa a tutti, organizzazioni mafiose comprese, ma mi dica, dove non succede? Perché negoziati farsa? O ancora con le teorie di Dini? Speravo che lei, che si suppone conosca quella realtà meglio di tanti altri giornalisti italiani fosse estraneo alla cultura del mucchio, del copia/incolla. Mi ero sbagliato. | ||
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Autore: Bledi | Data e ora: 23.01.2006 13:49 |
| Rugova, il Gandhi dei Balcani | ||
| Sinceramente lo trovo poco realistico per certi versi il vostro comento. Lui era l'unico vero e non sostituibile lider dei tutti i Kosovari. La sua carisma, la sua figura di lider unico e indiscutibile per tutti i kosovari era tale che dopo la guerra il suo partito pacifista anche se diviso in frazioni è riuscito a vincere le elezioni e lui stesso scelto per due volte il presidente del Kosovo. (di solito, come anche è avvenuto in FYROM, nelle elezioni che si svolgono dopo un conflitto armato vengono premiate le forze che hanno svolto la guerra. Invece Rugova ha vinto anche se il suo partito non aveva partecipato nel conflitto armato.) Il fatto che non aveva un potere sostanziale in Kosovo non la impedito di avere il potere sul suo popolo. Lui era il simbolo di tutti i cittadini del Kosovo. La sua tattica era quella di far noto all'occidente l'esistenza di questa parte della Serbia abitata al 90% da albanesi etnici e le condizioni in cui vivevano senza alcun diritto. E nel suo scopo ci è riuscito, basta pensare le suo visite in tutti i paesi potenti. Prima di questo era indispensabile un conflitto armato.La resistenza pasiva del popolo del Kosovo non è assolutamente vero che aveva la base nella paura, è stato il merito di Rugova di contenere gli animi dei kosovari per dei anni e convincerli che la resistenza pasiva era la soluzione in quelli anni. Lui era un mito amato da tutti gli albanesi, era l'unica figura che riusciva rapresentare tutti, non era un semplice lider politi | ||
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