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Autore: Dardan | Data e ora: 31.01.2006 18:33 |
| Solo Serbia | ||
| Vorrei fare solo delle precisazione,rivolte ad Istrijan e "Pincopallino Balcanico" bel nome hai scelto, sui termini usati in questa pagina. Non siate cosi datati usando parole come Kosmet, Kosovska Mitrovica, Poduievo, Dusanovo e altre del genere, infatti queste sono di un'epoca che oramai, volete o non volete, e passata per non ritornare mai più. La "gloriosa" ex- Jugoslavia si è sgretolata e sopra i suoi cumuli vi è un piccolo stato chiamato Serbia-Montenegro ( ops scusate tra poco si chiamerà solo Serbia ). | ||
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Autore: pincopallino balcan. | Data e ora: 31.01.2006 16:53 |
| non solo...(3) | ||
| .....continua Vicino il villaggio di Rausic, sulla strada Pec – Decani, è stato trovato il corpo di Hasan Idriz (55). E stato ammazzato da alcuni proiettili. Vicino alla pompa di benzina a Kosovska Mitrovica sono stati trovati i corpi di Semsi Bainc (33) e Rahman Nuhi (27). A Dusanovo vicino Prizren, ieri notte, per ora dei sconosciuti, hanno ucciso Isen Bitici (50) guardiano notturno di una ditta privata e suo parente Mehmet Krasnici (32). Probabilmente da una pistola, nel sonno viene ucciso a Jagodina Mirko Nesic…. | ||
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Autore: Pincopallino balcanico | Data e ora: 31.01.2006 16:50 |
| non solo serbi...(2) | ||
| Nel cimitero cittadino di Podujevo, in presenza di molti cittadini di Podujevo e Kosovska Mitrovica, viene sepolto Milovan Radojevic, ucciso 2 giorni fa. I terroristi dopo averlo barbaramente ammazzato, non permettevano che venga sepolto al cimitero del villaggio natale. Nascosti sparavano verso la casa del defunto e contro la polizia che scortava la colonna. 28 gennaio Il Consiglio essecutivo comunale di Podujevo insieme alla sezione del Partito socialista serbo comunale, hanno inviato la richiesta al Governo federativo da adottare tutte misure necessarie per una maggiore protezione dei serbi e montenegrini nella regione di Kosmet (Kosovo e Metohija, N.d.t.) dagli attacchi quotidiani terroristici in questo comune. Dopo gli ultimi assassini, serbi e montenegrini, spauriti, causa le scarse misure di protezione, abbandonano in massa i villaggi e la cittadina di Podujevo, e se ne vanno dalla Regione. Da questo comune se ne è andato anche l’ultimo bambino serbo e, come un esempio drastico è stato citato il villaggio Petrane, di larga maggioranza serba è rimasto spopolato. 29 gennaio Gerard Renois nel “Figaro” cita le parole dal Vangelo del patriarca Pavle: “Chiunque commette l’assassinio contro l’inerme civile ha commesso un crimine contro l’umanità”. Renois inizia l’articolo con la sepoltura dei cinque ragazzi serbi di Pec e con la commovente messa ortodossa. Intanto il massacro dei serbi e non albanesi continua | ||
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Autore: Pincopallino balcanico | Data e ora: 31.01.2006 16:43 |
| Non solo... | ||
| ... i serbi venivano cacciati, ammazzati; Dal settimanale "Dnevnik", Belgrado, 1998 26 gennaio A Obranci, vicino Podujevo, i terroristi schqipetari hanno ucciso, sulla soglia della sua casa, Milovan Radojevic di 65 anni, capo famiglia dell’unica famiglia serba rimasta in questo villaggio. Il gruppo di terroristi davanti alla casa hanno chiamato Milovan. Sua moglie Milka avverte il marito che lo stanno cercando gente sconosciuta., e quando lui esce gli sparano, uccidendolo, poi se ne sono andati. 27 gennaio Nel quartiere Sitnicko di Kosovska Mitrovica, vengono uccisi, da terroristi albanesi, tre rom: Gani Guslani (anni 50), Ilmija (26) e Basri (23) Gusani. Hanno sparato contro di loro con armi automatiche, tre persone in uniforme dei terroristi dell’ UCK. Nel villaggio di Velika Reka, vicino Podujevo i terroristi schqipetari feriscono l’agricoltore Dragoslav Zdravkovic (62), e poi 3 poliziotti che sono venuti soccorrere il Zdravkovic. I terroristi sparavano da un’arma automatica. Il Zdravkovic malgrado ferito, ha risposto a gli spari ed i terroristi si sono allontanati. Verso mezzogiorno sono arrivati i poliziotti con l’ispettore. I terroristi però avevano preparato l’agguato. Nella sparatoria hanno ferito gravemente Slavisa Pantovic e Zoran Cosic, mentre il poliziotto Dragan Djordjevic è rimasto lievemente ferito. Nel cimitero cittadino di Podujevo, in presenza di molti cittadini di Podujevo e Kosovska Mitrovica, vie | ||
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Autore: Istrijan | Data e ora: 29.01.2006 14:35 |
| Rugova | ||
| Rugova "il Ghandi"? Ghandi ha fatto un ben altro patto con gli inglesi. Rugova "ha scelto la non violenza" per la seccessione del Kosovo e Metohija, agognando l'intervento dalle Organizzazioni internazionali, (applaudendo poi quelli che hanno distrutto le case della sua gente, ammazzato i bambini della sua gente)! | ||
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Autore: Manlio Bastoni | Data e ora: 25.01.2006 19:02 |
| Onorare il coraggio non-violento | ||
| Ritengo che l'elemento fondamentale per un giudizio su Rugova sia quello dato da Bledi. Vincere le elezioni dopo un conflitto come quello del '99 è indice di un'azione politica non-violenta di rara efficacia nel medio termine. In questo senso la sua figura ritengo vada storicamente inserita sulla linea Ghandi-Gorbaciov-Ikeda. L'esito non ottimale, non dipende dalla qualità della sua azione politica ma negli enormi limiti dati dalla situazione del suo paese, cosa che indica un coraggio che ai miei occhi non lo sminuisce affatto. | ||
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Autore: edmodn | Data e ora: 23.01.2006 20:56 |
| rugova | ||
| non riconoscere i meriti di rugova è amettere che la storia dei balcani non ha conosciuto uomini capaci di visionare la risoluzione di conflitti se non attraverso le armi e la durezza della violenza. come dice l'altro lettore nel suo intervento il kosovo non è india. appunto il kosovo non è india, e per questo bisogna fare le valutazioni considerandolo per quello che il kosovo è. che si dica che rugova non è gandhi mi sembra giustissimo. rugova è rugova e il contesto storico-temporale è totalmente diverso con quello in cui operò l'aprezzattissimo gandhi. ho letto un po' di titoli dei giornali di belgrado e non sono riuscito a identificarne uno che apprezzi ciò che rugova ha fatto. questo è ottusità e chiusura intenzionale. non si puo' apprezzare un albanese, neanche nel 2006. bravi, complimenti. continuate cosi! | ||
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Autore: edmond | Data e ora: 23.01.2006 20:43 |
| debolezza e potere | ||
| mi sembra interessante la rifflessione dell'autore. certi chiarimenti che meritano attenzione e degni di considerazione. peccato però che si ammetta qui di dire che rugova fu un intellettuale balcanico capace di scegliere, invitare e guidare un intera popolazione alla strada più lunga, faticosa e per questa frustrante. quella della non violenza appunto, in una regione, in un paese come l'ex yugoslavia, la serbia in particolare, nota per l'imposizione e la scarsa democrazia, per l'esclusione e la violeza verso il più debole, preda ancora più preferita se non slava, mussulmana. scegliere la non violenza in un mare di violenza. la non violenza anche a costo di perdere credibilità ed essere contestato dagli albanesi stessi. non è facile signori. forse quello che si puo' rimproverare a rugova è il fatto di non essersi nettamente espresso contro la violenza degli albanesi nei confronti dei vicini di casa serbi nel periodo post-conflitto. rugova non poteva fare più di quello che ha fatto per impedire l'escalition nel 97-98. la situazione era diventata politicamente ed economicamente pesante e senza via di uscita, grazie anche a chi da belgrado impartiva ordini, e che oggi si trova dietro le sbarre. consiglio a chi ha curatamente scritto l'articolo di considerare di più le circostanze in cui ha dovuto operare l'uomo, grazie al quale l'occidente ha saputo che da qualche parte, in mezzo alle aspre montagne del sud-overst balcanico esiste una regione martoriata, data che la stor | ||
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Autore: gp | Data e ora: 23.01.2006 17:03 |
| Quali clichet? | ||
| Complimenti per l'editoriale al direttore, un lucido ritratto di Rugova e di quella che è la situazione attuale del Kosovo. La figura di Rugova non è una figura neutra e si rilette in parte in quella che è la situazione politica attuale. Basta fare un giro nei balcani per capire che il Kosovo è un classico esempio di "buco nero" dove l'assenza di regole non è un'invenzione della propaganda di Belgrado ma il risultato della guerra. Non è solo un problema di ricostruzione, lo stato attuale della provincia del Kosovo è la causa e la conseguenza della guerra, buchi neri dove tutto è permesso sono funzionali al nostro sistema capitalistico e le guerre post-moderne sono lo strumento attraverso il quale costituire questi paradisi infernali-o inferni paradisiaci!Non sono nè un giornalista del circolo di remondino nè un pacifista, anche se non posso non ricordare come in Kosovo ci sia sia una base americana, una specie di prigione e invece di sparire gli albanesi sono spariti i Serbi! La situazione Kosovara non l'ho trovata da nessuna altra parte, nemmeno in Republica Srpska in Bosnia, e credo che di tutto mi si possa accusare tranne di essere filoserbo! Un' ultima considerazione riguarda la definizione del "gandhi dei balcani", il kosovo non è l'india e la situazione è alquanto diversa, la non violenza portata avanti da gandhi era una folle novità , in parte vincente; non prendere le armi contro il vicino di casa non significa essere non violenti ma umani! | ||
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Autore: gianni | Data e ora: 23.01.2006 16:50 |
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| Io invece concordo con Cereghini e il suo intervento mi sembra tutt'altro che un taglia incolla. E' infatti difficile districarsi nella matassa kosovara e - soprattutto di fronte ad eventi così drammatici - non finire in un'agiografia di Rugova. Rugova è stato un protagonista indiscusso di questi ultimi 15 anni ma non senza luci ed ombre! Testimonianza ne è che lui se ne va e lascia assieme - ma la responsabilità non è solo sua, non intendo questo - una situazione confusa e drammaticamente complessa | ||
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