(1-2/2) |
|
Autore: Istrijan | Data e ora: 04.12.2005 15:44 |
| x il Sig Onori | ||
| Innazitutto, grazie all'Osservatorio che incomincia usare l' esatta denominazione dei già musulmani bosniaci! Sig Onori, non incanta più una scuola interetnica, di tolleranza promossa dalla Chiesa cattolica! In particolare da essa ma non è di meno neanche a quella di fede musulmana. Soltanto nella Jugoslavia socialista le scuole pubbliche erano di sani principi, di pace, di tolleranza! Anche durante Tito le istituzioni religiose erano rispettate (basta ricordare le ossequie del nostro Vecchio). Potevano insegnare la loro religione, avere i loro giornali, come per es. in Croazia, anche allora pubblicavano il "Glas koncila". Una cosa gli era proibito - non dovevano interferire contro le istituzioni statali e difondere odio verso gli altri!!! Certo è che chi stava nel Partito non poteva servire anche le istituzioni religiose. Dayton? "Gli Accordi di Dayton sono più da preoccupare che da rassicurare". (A. Jerkov su "Balcanica" del 1995). Non ricorda chi insistò a far togliere la firma ad A. Izetbegovic dal Piano Cutillero, che rappresentava una cantonizazzione della Bosnia ed Erzegovina, molto più rassicurante?! | ||
|
Autore: Daniele Onori | Data e ora: 03.12.2005 18:02 |
| Scuole interetniche | ||
| Ho avuto la possibilità di conoscere da vicino la realtà delle scuole interetniche ("scuole per l'Europa") di Sarajevo e di Travnik, realtà promosse dalla chiesa cattolica di Bosnia ed Erzegovina, e in particolare sostenute con forza dal vescovo ausiliare di Sarajevo Mons. Pero Sudar. Pur tra grandi difficoltà e un forte ostruzionismo da parte delle istituzioni civili, nella Bosnia di oggi queste scuole sembrano essere una delle poche realtà di convivenza civile tra religioni diverse e, non sembri strano affermarlo, di vera "laicità" dell'istruzione. Mi piacerebbe sapere se qualche lettore di Osservatorio sui Balcani conosce queste realtà. Per quanto riguarda l'articolo, veramente molto interessante, questo non fa che ribadire come Dayton abbia fatto largamente fallimento anche sotto questo aspetto. Il ritorno dello stato etnico-confessionale nell'Europa del terzo millennio è stata una rovinosa caduta dei principi democratici e liberali, che non si sanerà certo continuando a considerare la Bosnia una terra di nessuno, in cui si sospendono le regole comuni per privilegiare i diritti "fai da te" delle singole "etnie" (termine che uso con orrore). | ||