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Autore: elisa | Data e ora: 21.08.2007 22:14 |
| grazie giacomo | ||
| vai giacomo, sei forte, nel tuo grido risuona il nostro! elisa i ermin | ||
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Autore: maurizio angelini | Data e ora: 15.04.2006 00:23 |
| Scotti:una sinistra coraggiosa e autocritica | ||
| Di Giacomo Scotti , oltre a Dossier Foibe ho letto " Foibe e Fobie" , oltre a tanti articoli che ha pubblicato sul " Manifesto" soprattutto all' epoca delle guerre in Yugoslavia , ma anche dopo, per protestare contro il revisionismo storico pro ustasça che si è affermato in Croazia da Tudjman ai giorni nostri. I Lavori di Scotti sono documentatissimi, approfonditi,mai propagandistici . Il suo punto di vista,che condivido,è quello di un uomo di sinistra che vede,nel complicatissimo Confine Orientale ,non l' antemurale della Civiltà Romana contro la Barbarie Slava, nè il teatro dell'estremo dispiegarsi delle gloriose Armate Rosse di Tito contro il fascismo e il capitalismo;ma un luogo di dolore,di tensione,di reciproche violenze ed ingiustizie,che vanno superate con la conoscenza critica e reciprocamente rispettosa del passato,per costruire una prospettiva di vera pacificazione e di collaborazione nel presente e nel futuro. Maurizio Angelini di Cadoneghe (pd). | ||
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Autore: arkbobo | Data e ora: 28.11.2005 19:08 |
| x alessandro | ||
| Tu dici: "possibile che in 58 milioni non ci siamo accorti di vivere in una nazione barbara e vetero fascista". Ti rispondo che in passato purtroppo è successo! Io abito in un paesino delle Marche e qui siamo in molti a pensarla così. Da noi saresti tu a guidare contro mano? Tutto è relativo. | ||
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Autore: Casimiro | Data e ora: 26.11.2005 22:31 |
| la sinistra? | ||
| mi ha colpito la frase: "... Ha qualche sostegno almeno dai circoli della sinistra? Sì, gli intellettuali triestini con a capo Claudio Magris volevano persino protestare in pubblico, ma io non lo desidero..." il povero Scotti si destreggia come può con la "sinistra" (alias eredi PCI)! D'altronde a Trieste pesa ancora il lascito antislavo di Vidali, ultimo ad accettare la riabilitazione di Tito : riuscì a far visita a Lubiana appena nel 1960! Quel lascito ha spinto i suoi eredi, Tonel, Spadaro ecc. a leggittimare l'accusa fascista contro i "titini" . Vada comunque a Scotti la più calda solidarietà. | ||
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Autore: Manlio Bastoni | Data e ora: 25.11.2005 20:29 |
| ohibo! | ||
| Ho accettato di buon grado la scelta di osservatoriobalcani di limitare la lunghezza degli interventi ma nel caso dell'intervento di Scotti penso si dovesse fare assolutamente una deroga. | ||
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Autore: Marko Mataja-Mafrici | Data e ora: 25.11.2005 12:42 |
| Scotti e' uno dei pochi che ragionano | ||
| Scotti e' un rarissimo esempio di personaggio lucido nell'Italia di oggi, visto che a differenza di quelli che propugnano il fascismo, offendono gli slavi e reputano fiume e istria territori italiani, lui ha fatto una ricerca oggettiva e ha pubblicato, come dice lui stesso, nomi e cognomi. Riguardo alla conquista fascista della Croazia, c'e' da dire D'Annunzio riteneva Istria e Dalmazia italiane per il semplice fatto che questi territori appartennero in passato alla Repubblica di Venezia?! Con questi argomenti l'Italia potrebbe rivendicare diritti su tutto il Mediterraneo, poiche' una volta era tutto impero romano (idea largamente diffusa durante il fascismo) . O viceversa, l' Austria potebbe rivendicare il Friuli e buona parte del Nord Italia, la Francia potrebbe rivendicare diritti su tutta l'Italia visto che il Regno d' Italia era retto da sovrani di origine francese- i Savoia-, non parliamo neanche degli Angioini e Aragona. Spero che questo mio commento stimoli la gente che pensa in un modo diverso dal mio a fare ricerche e informarsi liberando la propria mente dalle roventi catene ideologiche che accecano gli occhi di coloro che credono di vedere la verita'. | ||
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Autore: Scotti | Data e ora: 25.11.2005 09:21 |
| la nostra fame d'amore | ||
| Ecco la spiegazione, E’ Vice presidente della Unione degli ISTRIANI LA NOSTRA FAME D'AMORE di Giacomo Scotti (1970) Ricordo i primi anni. La gente di mia lingua pronunciava a fatica le parole anche se belle come drug, zadruga, udarnik. Ma dire Tito è facile è come dire l'acqua dire il sole un saluto brevissimo di buon augurio. E prima ancora, al tempo della violenta morte quotidiana al tempo in cui la vita era legata a un filo tenuta per i denti si scriveva sui muri Tito Tito nome proibito gridato anche da noi stirpe italiana nelle battaglie della libertà lanciato sulla bocca dei fucili da Pino Budicin dai suoi fratelli ancora ripetuto in questa terra comune. Si diceva Tito e si moriva quasi contenti. Si scriveva Tito sui muri e cento vivi credevano nella libertà di vivere perché non ci fossero più le notti. Tito, un uomo come noi. Lo abbiamo avuto padre nelle disgrazie per lui abbracciamo i popoli come fratelli anche nell'ombra della solitudine. Domani i posteri forse ci invidieranno la nostra presenza con Tito. Domani diranno eroici i nostri giorni che portiamo in spalla come un peso consigliandoci di tanto in tanto col cuore guardando spesso a lui per leggergli negli occhi le parole antiche buone di unità, eguaglianza, di fratellanza, del rosso che dovrebbe rivestirci, della giustizia che dovrebbe sempre nutrire la nostra fame d'amore. Domani forse i posteri ci benediranno perché lo amammo perché dicemmo un nome che n | ||
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Autore: poeta | Data e ora: 23.11.2005 18:01 |
| parole belle | ||
| scotti e' meglio che torni a pronunciare parole belle come drug, zadruga, udarnik | ||
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Autore: alessandro | Data e ora: 23.11.2005 14:17 |
| perseguitato | ||
| possibile che in 58 milioni non ci siamo accorti di vivere in una nazione barbara e vetero fascista, dove la polizia perseguita i liberi pensatori? E se ne e' accorto solo Scotti? E questo articolo senza il benche minimo contraltare alle opinioni di Scotti dovrebbe illuminarci? Scotti mi ricorda tanto il tizio che guidava contromano in autostrada lamentandosi di tutti i pazzi che gli venivano addosso.... | ||
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Autore: Cissanus | Data e ora: 23.11.2005 09:44 |
| Scotti, verità che fa male | ||
| "Se non ci fosse Scotti, bisognerebbe inventarlo". Una rara presa di posizione in controtendenza tra le voci italiane, anzi contro tutti i sbandieramenti nazionalistici, rinfacciando la verità e, sappiamo bene, la verità a volte fa male. Da tempo sostengo che i rapporti tra le due sponde adriatiche sono basati sopratutto sulla reciproca ignoranza ed indifferenza. L'opera di Scotti serve per smuovere questa melma conformistica. Però, mi domando, non dovrebbero essere gli storici "sine ira et studio" a fare questo lavoro? | ||
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