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giovedì 08 gennaio 2009 04:40

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Commenti dei lettori all'articolo: Giovanni Paolo II, un grande amico dei Croati

(11-17/17)

Messaggi mostrati: 
Message Autore: Istrijan Data e ora: 06.04.2005 11:23
Papa II
continua: ...sulla continuazione della lotta di Wojtyla al comunismo nella sua versione, nazificata degli eredi serbi di Tito. Il Vaticano allora si distinse insieme alla Germania, all'Austria, nel cogliere delle coattive "federazioni"(perche le "?) comuniste(sic! Non era un socialismo reale,o tanto amato anche da lei, il "comunismo dal volto umano"), nel riconoscere quindi per primo le nuove sovranità della Slovenia e della Croazia cattoliche..... Le visite in Croazia, in Slovenia, nella martoriata Sarajevo, gli incontri con i nuovi govewrnanti croati e la beatificazione di Stepinac, sigillarono vistosamente la strategia di protezione data dal Vaticano wojtiliano alle piccole (ma veramente piccole e "piccole"..!) e rinascenti nazioni danubiane. continua..
 
Message Autore: Istrijan Data e ora: 06.04.2005 10:49
Papa Wojtyla
Allora si ammette, Hedl, Bettiza etc, etc, che il Papa ha riconosciuto "internazionalmente" 2 giorni prima le Repubbliche seccessioniste (cattoliche certo). Ache prò?! Perché soltanto la divisone dei Jugoslavi è quella religiosa?! Aggiungo 2 commenti, a proposito; "La Stampa" Il Santo guerriero 4 aprile 2005 di Enzo Bettiza "Il ritratto di Karol Wojtyla, che si ricava da tutto ciò che è stato scritto e detto in questi giorni, merita forse qualche puntino sulle "i". (……………………..) "Wojtyla ha riorganizzato le gerarchie della Santa Sede con un senso del comando che lo ha portato a depotenziare quasi subito la tradizionale e diffidente Curia italiana. Poi, col piglio di un antico re polacco, si è circondato di prelati polacchi e mitteleuropei che hanno saputo assisterlo nella sua iniziale e maggiore operazione storica: …….Egli avviò i ventisette anni di pontificato con una dichiarazione di guerra. Invitò i connazionali a "spalancare le porte a Cristo" soggiungendo che "il comunismo è la menzogna sull'uomo raccontata all'uomo". …." Davvero mi ripugna, Bettiza, vederlo, come un’avvoltoio, nell’ultima fila nella foto di gruppo ai funerali di Tito! "Oggi molti sottolineano con calore partecipe il no del Papa, che trattava i presidenti americani e russi da pari a pari, all'intervento armato in Iraq. Ma poco, quasi niente, ho potuto leggere sulla continuazione della lott
 
Message Autore: Istrijan Data e ora: 05.04.2005 19:52
x Manlio
Caro Manlio, ma allora tu non vuoi capire! Spreggiativo "bosgnacco"? Fatelo spiegare allora da loro, la differenza di "bosnjak" e "bosanac"! Se no va a finire che prendi "fischi per fiaschi"! Viceversa è per i albanesi kosovari. Nella Jugoslavia socialista (vivevano da pari cittadini in tutte le Repubbliche) volevano essere definiti con la loro vera identità etnica "shipetari" proprio perché volevano esser distinti dai shipetari albanesi che vivono in Albania' Adesso, per carità, chiamarli shipetari (in primis i loro capi tribù)!!! Passo e chiudo anche con questo argomento.
 
Message Autore: Manlio Bastoni Data e ora: 05.04.2005 19:30
A domanda rispondo
Con bosniaci intendo tutti gli abitanti della Bosnia, per i confini repubblicani che aveva all'interno della della ex-Federazione Jugoslava. Non uso il termine "bosgnacchi" perchè mi suona spregiativo. So' che il riconoscimento della Croazia da parte del Vaticano se da un lato portò verso la fine del conflitto in Croazia dall'altro portò un conflitto ancor più devastante in Bosnia. Ritengo che vi fossero contraddizioni ed incertezze enormi sia tra la diplomazia internazionale che tra quella Vaticana. Credo che col viaggio del '94 in Croazia Woitila abbia inteso prendere una posizione personale anche in antitesi con correnti cattoliche radicate e colluse con una visione fascistoide del cattolicesimo. Penso che Hedl, stranamente, sia stato molto sfumato nel descrivere la reazione dei croati alle parole del Papa in quella occasione. Ricordo ancora quello che mostrarono in TV e mi sembra uno degli episodi più vergognosi del pontificato di Woitila. Ho l'impressione che sia stato da quel momento che Woitila abbia preso nettamente posizione contro le guerre di religione e a favore del rispetto dell'uomo. Considero le tre visite del Papa in Croazia più come un tentativo di rievangelizzare territori cristianizzati malamente che non come una dimostrazione di simpatia per i croati. Tutto quà.
 
Message Autore: Istrijan Data e ora: 05.04.2005 00:26
+ x Manlio
Manlio, vuoi una volta per sempre specificare, chi intendi x bosniaci; se tutti i cittadini della B ed E, croati, serbi, musulmani bosniaci, o soltanto i bosgnacchi?! Se intendi tutti, allora sbagli dire che Papa Vojtyla ha aiutato i "bosniaci". Meno male che i quotidiani croati ammettono che il Papa ha riconosciuto la Croazia e la Slovenia 2 giorni prima di tutta la Comunità internazionale. Non si chiede il perché?! Si è "giocato" sull'unica differenza tra i jugoslavi, la religione! Il clero cattolico croato, come dice lo stesso corrispondente dell'Osservatorio, Drago Hedl, appogiò la politica ultranazionalista del Tudjman, e sostenne così "il sogno millenario della Croazia". La Chiesa (in particolare cattolica) ha sempre asservito il potere! Come anche nel resto del mondo cattolico. La politica di Tudjman era quella croata del 1941 -1945! Il Papa ha contribuito col Suo lavoro nella disgregazione del mio Paese, e va bé'! Quello che non si può dimenticare è che il Papa non andò inginnocchiarsi al lagher di Jasenovac quando si recò in Croazia. E non si può perdonare la beatificazione di Alojzije Stepinac!
 
Message Autore: Manlio Bastoni Data e ora: 04.04.2005 18:54
C'è qualcosa che puzza
Hedl è un giornalista che non smette mai di stupirmi. Un articolo del genere, giuro, non me lo sarei mai aspettato. Io ricordo bene il mare di fischi e gli slogan che accolsero le parole di pace del Papa. Delle due mi riesce più semplice comprendere la solidarietà a Gotovina che la maggior parte dei croati continua ad esprimere, nonostante sia quasi certo che si tratti di un uomo responsabile di aver commesso crimini di guerra, ritengo giusto rispettare l'impressione della maggioranza del popolo; sperando si modifichi. Ma sul "profondo cattolicesimo" dei croati, nel tempo, ho maturato seri dubbi. Credo che Woitila fosse forse più vicino ai bosniaci che non ai croati. E comunque questo articolo... non sò... non mi convince.
 
Message Autore: ... Data e ora: 04.04.2005 17:24
crazy boy
Sono rattristato per la morte di Karol voijtila, ma non per la sua carica ufficiale " capo della chiesa cattolica" ma come persona...Sul Vaticano e le l'oro azioni passate o ben altre idee invece..
 
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