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Autore: Istrijan | Data e ora: 07.04.2005 19:43 |
| Kusturica 2 | ||
| ..... Kusturica, in questa nostra grande tragedia, non si è schierato da nessuna parte, consapevole che è stata una guerra fratricida! Perciò i nazionalisti musulmano bosniaci e certi intelettual borghesi lo accusano di essere nemico del suo popolo. Un caso simile è successo al giocatore sloveno Jure Zdovc, durante gli Europei di basket a Roma, giugno 1991. Nel mezzo del Campionato arrivò il dispaccio da Lubiana: "Non devi più giocare per la Jugoslavia, altrimenti sarai dichiarato nemico del tuo popolo!" Bravo Kusturica, per esser rimasto te stesso! E difficile esserlo, tra tanti "poltroni" e bigotti! | ||
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Autore: Istrijan | Data e ora: 07.04.2005 19:22 |
| Bravo Kusturica | ||
| Ho avuto il piacere di incontrare 2 volte Kusturica in Italia. Erano proprio 2 x 2 minuti, tre, forse. La prima volta a Roma, alla proiezione dei film di registi jugoslavi (ed "ex jugoslavi. Stava citando, Kusturica qualche dettaglio sulla situazione nei Balcani. All'agitazione di una croata le chiese; perché i croati si agitano tanto quando si parla di loro? Un' altra volta è stato quando andò a cercar di fare qualcosa per il caso campo nomadi Casilino. In quell'occasione ha avuto modo di chiarire l'accusa messa "in giro" dai soliti borghesucci che lui avesse offeso i zingari. Era anche il tempo dei scontri bellici nella sua Bosnia ed Erzegovina. Ricordo le parole che disse, persapoco queste: "Voi sopravivrete sempre, perché non fatte e non avete fatto mai la guerra ma l'amore!". Kusturica, come tanti giovani della sua generazione è stato un contestatore... anche potendo andar studiare o perfezionare la regia a Praga. Il solito oportunista intelettual borghese, un certo Matvejevic, quello che sta sempre piagnucolando "tra asilo ed esilio", disse: "Non rivolgerò mai più la parola a Kusturica dopo che proiettò il film "Underground" a Belgrado (pardon,"a Milosevic" (sic!). (Ma chi se ne frega!) Il film è, per quanto mi (e ci) riguarda "da comunista" (non sono mai stato nel Partito) anti socialista almeno la II parte. E questo gli posso rimproverare, (ma poi chi se ne frega!?)....Continua | ||
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Autore: Hase | Data e ora: 07.03.2005 13:36 |
| dalla parte di.. | ||
| scusami kovac ma a me stupisce anche che sia passato dalla parte dei... è cresciuto a Sarajevo, nella Sarajevo multientica, non nella Sarajevo ortodossa o cattolica o musulmana... Sai anche tu quanto poco contasse la religione prima della guerra. E allora dalla parte di chi? Di cosa? Io ero a Sarajevo nel 92... non sono passato dalla parte di nessuno, sono rimasto quello che ero e mi sono difeso da un'aggressione... passato con chi? ma che vuol dire? | ||
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Autore: Anonimo | Data e ora: 07.03.2005 12:12 |
| Kusta i bosnjaci | ||
| “Quando ho lasciato Belgrado per sempre, Kusturica mi ha rimproverato nei certi suoi scarabocchi nel NIN che mi sono “rifugiato nel nazionalismo della moglie” ( e’ cioe’ che lei, essendo croata, è inevitabilmente anche nazionalista). Questa sua è una baggianata bella tosta, però è vero che con lei, così come con molti altri, condividevo l’identità o almeno accettavo una parte d’identità. Per me si tratta di una cosa normale, e quindi non rimprovero a Kusto che ha scelto la nazione serba come la sua, ovvero, come lui direbbe, la nazione di sua moglie come la propria. Inoltre, condividere l’identità é auspicabile, però quello che non mi sta bene è che Kusto non è stato mai critico di tutto quel negativo che si trova nella sua nazione neoeletta, perchè lui avrebbe diritto ancor più di quelli che sono serbi di nascita, tanto che la liberta di scelta é più forte della casualità di nascita. Mentre io stavo criticando “ il nazionalismo della moglie”, lui chiacchierava con Milosevic, gli cantava le laudi, gli portava i regali, sputava sull’ occidente che abbia osato attacare questo serial killer e l’ha minacciato con l’Aia, insultava le altre nazioni e gli dava dei ‘cocchieri viennesi’ ecc. Il fatto che abbia passato dalla parte dei serbi non é discutibile, soltanto il timming che è dubbioso, perchè si è messo dalla parte degli esecutori.“ M. Kovac | ||
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Autore: Anonimo | Data e ora: 02.03.2005 19:50 |
| viva Kusturica | ||
| viva Kusturica abbasso i nuovi stati nazionalistici | ||
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Autore: Anonimo | Data e ora: 27.02.2005 21:36 |
| Kosturica colpisce ancora! | ||
| ho sentito sul terzo radiorai l'audio del nuovo film di Kosturica. Ambientato proprio a Sarajevo! Da quel poco che ho ascoltato sembra essere l'equivalente - versione grottesca come ama - dello sceneggiato sulle foibe: col particolare che tutti sono abbietti e "balcanici", ossia passionali, sensuali e ubriaconi, simpaticamente criminali.Aspetto di vederlo. Intanto il commentatore gli ha fatto una bella presentazione. Sono d'accordo che è vicino, ma in forma farsesca e furba, "balcanica"come ama lui stesso definirsi, ad Ezra Pound! E l'amore per i soldi è dimostrato anche da questa causa alla stampa . Ma i soldi non possono tacitare la coscienza... | ||
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Autore: Hase | Data e ora: 27.02.2005 11:20 |
| Parlare di Emir... | ||
| Non è facile parlare di Emir Kusturica. Nemmeno dopo 10 anni. E' un grande regista, questo è fuori dubbio. E poi c'è l'uomo. Io sono ancora incazzato con l'uomo. Quando è scoppiata la guerra, direbbe lui... quando la Serbia di Milošević ha invaso la Bosnia, direi io... ha scelto di andarsene. Prima a Parigi, poi a Belgrado. Ognuno è libero di decidere della propria vita, a maggior ragione è libero di scegliere di andarsene quando il suo Paese è in fiamme e la sua gente subisce una pulizia etnica. Non c'era un esercito, visto che l'unico era quello jugoslavo che, nella quasi totalità, era diventato quello serbo. Non c'erano armi... Andarsene poteva essere una buona idea. Lui non era uno qualunque... era Emir Kusturica, un nome conosciuto in tutto il mondo. La sua voce poteva essere sentita. E ascoltata. Poteva raccontare a tutti quello che stava accadendo: la Bosnia multietnica stretta nella morsa di Milošević e Tuđjman, dei loro sogni nazisti di Grande Serbia e Grande Croazia. La Bosnia straziata dalle bombe, le donne violentate sistematicamente perché partorissero figli serbi, gli uomini e i ragazzi torturati nei lager, i bambini, i vecchi, tutti nel mirino dei cecchini... Poteva ma non lo ha fatto. Non solo si è fatto la tana a Belgrado, ma si è messo anche a raccontare che la sua non era una fuga ma una presa di distanza dalla logica della guerra. Ha detto che era una follia, la solita follia balcanica del tutti contro tutti... uno scannatoio, l'odio atavico... Davvero non si era accorto della differenza tra aggressori e aggrediti? Tra chi sceglie la guerra e chi si difende odiandola? Quando è uscito Underground le polemiche si sono fatte pesanti. E' stato accusato di aver fatto un film commissionato e finanziato da Slobo. Non ne so nulla. Solo che a molti all'epoca sono state rifiutate le sovvenzioni statali per la realizzazione di opere cinematografiche. A lui no. Ma tutto qui... Quando non ci sono prove, le accuse cadono automaticamente. Non ho niente da dire su Underground da un punto di vista artistico. E' bellissimo. Per qualche altro motivo però non lo tengo nel cuore. Preferisco tenerci NIČIJA ZEMLJA (No man's land) di Danis Tanović. Non perché Danis è stato responsabile dell'archivio filmografico dell'Armija (esercito bosniaco), o forse anche per quello. Ha guardato il mostro in faccia per anni, così ha saputo poi descriverlo correttamente e onestamente nel suo film. Cosa che a Emir non è mai riuscita. Una dichiarazione di Emir: La mia decisione di stare in Serbia, a Belgrado durante la guerra, non era connessa alla figura di Milošević, la mia è stata la scelta di restare sotto la bandiera che volevo. Ci sono stati attacchi unanimi che hanno danneggiato molto me e la mia famiglia, senza prove materiali di ciò che stavano dicendo. Potrò perdonare ma non potrò mai dimenticare, il che significa che non tornerò indietro, non intendo spartire il paese o la città con quella gente, Sarajevo diventa la loro città, non più la mia. Un brano di una sua intervista rilasciata al Manifesto, all'uscita di La vita è un miracolo (2004): Prima domanda: «perché non ha voluto incontrare la stampa dei paesi che erano la ex-Jugoslavia?». Risposta del regista: «Non posso parlare con tutti, siete talmente tanti». È soltanto l'inizio. A chi gli rimprovera di non avere preso una posizione chiara sul conflitto nel suo paese, tantomeno nei confronti di Milošević, replica secco e con un tono piuttosto sprezzante: «nessuno è perfetto». xxxxxxxxxxx Questo l'ho postato nel mio blog a inizio febbraio. Era la risposta a amici italiani che mi chiedevano di parlare di Emir. Ora lo posto qui. | ||
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Autore: exju | Data e ora: 23.02.2005 18:21 |
| cosi parlò Kusturica | ||
| "In troppi pretendono che io sia ideologicamente contro qualcuno e qualche cosa. Ma io mi rifiuto di essere unilaterale. Non sono contro nessuno; nemmeno contro l'America che ha bombardato il mio Paese. Io dò risposte complesse, perché questa guerra, se si vuole essere onesti, è complessa. La colpa non sta da una parte sola; certe cause partono da molto lontano. Ma quando lo dico, subito mi saltano addosso, dicono che sono per Milosevic. È pazzesco. L'Occidente sta diventando manicheo come il vecchio comunismo". "Né con voi né con Milosevic"In viaggio con il regista che accusa Occidente e regime serbo: "Tutti ignoranti" di PAOLO RUMIZ - La Repubblica 22 giugno 1999 | ||
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Autore: Anonimo | Data e ora: 23.02.2005 16:50 |
| aiutatemi | ||
| E' possibile leggere da qualche parte la traduzione di questo articolo “L’aiutante di un carnefice", così capiamo bene di cosa stiamo parlando? | ||
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Autore: antonio | Data e ora: 23.02.2005 16:35 |
| grazie OSB | ||
| Il fatto di Kusturica lo sanno un po’ tutti. A nessuno era sfuggito il fatto che lui era forse l’unico bosniaco mussulmano a schierarsi con Belgrado. Scusate, uno al quale era sfuggito c’era. Massimo Fini, l’editorialista del Resto del Carlino. In un editoriale dove sosteneva che la guerra della NATO contro Belgrado era contro la parte sbagliata, e quelli da bombardare erano i kosovari e prima ancora i bosniaci. A suo dire l’occidente era più vicino alla cultura cristiana serba e citava Kusturica come esempio della civiltà cristiana dei balcani. A chi ne sa qualcosa di più sui balcani era venuto da ridere e non poco. Non solo perché Kusturica era ed è mussulmano ma perché nei sui film parla principalmente di zingari. Non ne sono convinto che Massimo Fini si senta vicino alla cultura rom. Ecco perché invio un particolare grazie alla redazione dell’Osservatorio sui Balcani, perché da un articolo come questo giornalisti xenofobi come Massimo Fini capiscono di essere ignoranti e di scrivere ca…te. | ||
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