Balcani Cooperazione Osservatorio Caucaso
giovedì 08 gennaio 2009 03:39

Osservatorio Balcani
 

Commenti dei lettori all'articolo: Kosovo: una calma piena di attesa per un futuro migliore

(11-18/18)

Messaggi mostrati: 
Message Autore: Visar Kelmendi Data e ora: 26.02.2005 16:17
Bravo Bertoli!
Conoscendolo benne posso dire che sa bene cosa fa e cosa dice. Non e vero che si mette a rischio solo la pelle degli espatriati, ma anche la propria, girando senza scorta. In ogni modo se Bergamo per il Kosovovo e i suoi operatori sono riusciti a creare un ambiente sicuro per il ritorno e merito loro si, ma sopratutto della comunità locale , di quei capi villaggio che ogni giorno mettono in gioco la loro reputazione per far andare a buon fine il tentativo per il rientro. Sfortunatamente le ONG presenti in Kosovo, non hanno sempre fatto solo il loro lavoro, delle volte hanno svolto anche incarichi datigli dai loro governi che andavano contro gli interessi del popolo Kosovaro cosa che del resto si può vedere nella realtà Kosovara. Risultato di queste politiche e stato anche l’aggressiva reazione del marzo scorso la quale poi e stata manipolata da altri. Tenete bene in mente che qualsiasi cosa si deve fare o vuole fare, i Kosovari ne devono essere informati e gli si deve chiedere il consenso, siete in Kosovo site nella terra dei Kosovari e sono loro, siamo noi i padroni di casa. Sono i contatti strani, i serbi in incognito che con il vostro aiuto giravano per il Kosovo nel 2000-2001 che restauravano i le retti smembrate della UDB e dell’ KOS e una lunga serie di motivi che hanno portato alla reazione di marzo, ce ne rendevamo conto allora cosa succedeva e ce ne rendiamo conto anche adesso, l’ho detto allora ad alcuni di voi lo dico anche adesso a tutti. Non c’impedite a realizzare il nostro sogno, non fattelo diventare un incubo cercando di impedire il camino del popolo Kosovaro verso l’indipendenza. Difenderemo i nostri sogni ad ogni costo, lo hanno fatto i nostri nonni, i nostri padri e lo faremo anche noi.
 
Message Autore: Stefano Orlandi Data e ora: 18.02.2005 13:03
Mi dispiace
Mi dispiace perchè si approfitta di questa occasione per denigrarci a vicenda ed in questo modo non facciamo un buon servizio alle persone che vorremmo aiutare.Questi articoli devono servire per crescere noi tutti.Gli autori degli articoli hanno la loro verità in base alla loro esperienza:una voce diversa può essere utile anche a loro nel loro servizio ai kosovari. Le mie simpatie vanno alla parte albanese ma non posso e sopratutto non devo NON accogliere il popolo serbo come parte seppur minoritaria ma ugualmente importante per il Kosovo e per il processo di stabilizzazione dell'intera area. Se chi offende i serbi kosovari e dimostra questa antipatia nel suo servizio in Kosovo pensa di far un favore ai kosovari albanesi? Io dico di no.
 
Message Autore: Mario Maria Data e ora: 18.02.2005 09:25
10 e lode di nuovo
Ops. Sbagliato. Pensavo fosse Bertoli. Lei invece e quello filoserbo :-)
 
Message Autore: Mario Maria :-) Data e ora: 18.02.2005 00:37
10 e lode di nuovo
Gentile Barisone, vedo che lei non ha compreso. Era un sincero grazie. Era un sincero apprezzamento al suo articolo. Non credo di meritarmi del deficiente solo perché non mi firmo. Anche perché la firma come Maria o Mario non cambierebbe nulla. Comunque sia la invito a non rispondere a tutti quelli che scrivono. Cadrebbe nella trappola dei malati di forum e chat. Rimanga al di sopra. Detto questo, chiudo.
 
Message Autore: barisone Data e ora: 17.02.2005 15:25
dubbi
Mi sembra giusto che ogniuno dia le sue chiavi di lettura in una situzione tanto complicata. Certamente occorre essere ottimisti ma anche cauti, si sta giocando con la pelle degli altri e affermare che si puo' girare tranquillamente in citta' lo trovo un po' estremo. Del resto non posso criticare questo atteggiamento quando gia' nel 2001 in casa mia si facevano delle feste miste, serbi e albanesi, e quando al centro giovanile culturale in citta' erano presenti serbi e albanesi insieme, tutti lo sapevano e nulla accadde. Lo abbiamo fatto, ora e' piu' difficile di prima ma lo facciamo ancora, ma ci rimarra' sempre nella coscenza il volto di Ivan, serbo, frequentatore del centro Zoom e di casa mia, ucciso nel mese di agosto dello scorso anno all'interno dell'enclave di Gorazdevac. Io ascolto la gente e mi trovo obbligato a dire e scrivere quello che e' il loro sentimento anche a costo di far saltare un mio progetto. Sta iniziando un progetto sul turismo e personalmente mi converrebbe dire che tutto va bene, ma NON e' vero! Alla fine pero' ritengo giusto che ognuno si assuma le propie responsabilita' e percorra le proprie intuizioni, e se quelle saranno sincere avranno sicuramente successo. L'importante e' non cadere negli insulti di qualche cooperante ANONIMO e deficente che semplicemente non firmandosi dimostra tutta la sua malafede.
 
Message Autore: Anonimo Data e ora: 17.02.2005 15:08
10 e lode
articolo da 10 e lode. grazie
 
Message Autore: roberto b. Data e ora: 17.02.2005 14:26
risposta a dubbi
no, non affermo queste cose perchè sono un espatriato ma perchè credo, profondamente, che oggi sia possibile girare liberamente per le strade di Pec/Peja. Quando dico che le ong si debbono mettere in mezzo, lo dico perchè noi lo stiamo facendo quotidianamente come lo fanno i nostri collaboratori locali albanesi. giovedi scorso simo stati invitati a tele dukagjin (la maggior televisione della regione) e per 25 minuti siamo stati intervistati in diretta sui nostri progetti e sul diritto al rientro dei serbi. in video c'erano le nostre facce. Oggi il generale Ceku (tmk) sta visitando per la seconda volta i villaggi di Siga e Brestovik. Perchè non essere positivi e favorire i pur timidi passi che avvengono? Anche a scapito di, spero, piccoli rischi nostri e dei cittadini serbi.
 
Message Autore: MarcoZ Data e ora: 17.02.2005 13:34
dubbi
E' una lettera piena di speranza questa che viene inviata dal Kosovo. E si sottolinea quanti altri meno facilmente colgono: la situazione sul campo sta cambiando. Pur in un contesto che permane tragico alcuni piccoli segni di speranza vi sono. Un unico (ma forte) dubbio. Non è pericoloso affermare che si gira senza scorta, che i rifugiati dei quali si è favorito il ritorno girano in città liberamente e poi specificare che non si sa se facendo così rischiano di subire violenze (sino al rischio della propria vita)? E poi aggiungere che è comunque meglio così rispetto al vivere chiusi in un enclave? Affermazioni del genere si possono fare solo perché si è espatriati e non è la propria vita che si rischia ... In ogni caso la questione della sicurezza delle minoranze non è secondaria in Kosovo. Meno di un anno fa, negli scontri di marzo, vi sono state decine di vittime ....
 
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