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giovedì 08 gennaio 2009 03:52

Osservatorio Balcani
 

Commenti dei lettori all'articolo: Predrag Matvejević: le foibe e i crimini che le hanno precedute

(1-10/22)

Messaggi mostrati: 
Message Autore: ratko Data e ora: 04.01.2008 11:12
giusificazioni slave
le solite giustificazioni slave e quando si è messa in discussione l'esistenza della Jugoslavia bisognava mettere in discussione anche i suoi confini con l'Italia
 
Message Autore: jari Data e ora: 21.03.2005 10:35
oscar tv
la fiction "il cuore nel pozzo" ha vinto l'oscar tv 2005 come miglior fiction italiana dell'anno. non che sia un premio importnante, anzi, chissenefrega. però.
 
Message Autore: Ivan Data e ora: 16.03.2005 12:24
Foibe, Matvejevic
In italiano si dice: "Meglio tardi che mai!". Noi, slavi, abbiamo un detto più appropriato, nel contesto di questo articolo: "Kasno Marko na Kosovo stize!" (Cioé, tardi Marko, arrivò alla Piana del Kosovo Polje) Per essere più esplicito, dopo tutto questo spargimento di sangue in questa nostra grande tragedia jugoslava, guerra fratricida, durante la quale il Matvejevic ha avuto un approccio oltremodo fazioso, "versando lacrime di coccodrillo" sui poveri musulmani bosniaci,dal suo "asilo - esilio" da vero opportunista,(sapeste le idiozie che disse alla sua ultima apparizione in TV croata - "S" minuscola per una mia deformazione personale nei confronti...!), ammiccando con Henry B. Levy autore di un documentario sulla Bosnia ed Erzegovina, degno di una propaganda goebelliana e propagato a Roma dalla Bonino. soffrendo per A. Sofri, e così via. Andate rovistare un pò indietro nei suoi scritti e interventi, come al Convegno sulle foibe e resistenza, organizzato da RC a Venezia nel 2003! (Il libro è stato pubblicato). Sono nel dubbio se questo articolo, pubblicato sul giornale regionale istriano "Novi List- Glas Istre" è lo scritto del Matvejevic. E dopo tutto, userò le parole di un giornalista croato, particolarmente dopo che questo l'ha visto in TV: "grazie. ma di queste persone ne possiamo fare anche a meno!". Ivan Istrijan P.s. Ho in programma di approfondire meglio la questione in un prossimo scritto
 
Message Autore: Hase Data e ora: 08.03.2005 22:28
x Terge
Ti risponde uno slavo del sud. Succederebbe che se lo dici a un barbaro assassino (vedi Arkan e Gotovina che hai citato) la brava gente ti darebbe ragione... Basta avere buona mira nei giudizi e poi tutto il mondo è paese..
 
Message Autore: triestino Data e ora: 08.03.2005 13:18
x tergestinus
cosicchè l'Italia esisteva nel 500? Ah certo, il Regno Longobardo... caro "tergestinus", la tua "italianità" non è derivata dal latinorum che usi, ma dall'indottrinamento nazionalista subito! Cos'hai contro Matvejevic? Non entra nel tuo cliché del "balcanico"? Non assomiglia ai tuoi modelli di generali assassini ? Ma guarda che noi in Italia abbiamo avuti i nostri, solo che per proteggerli dall'estradizione richiesta sin dal '45 da Francia, Grecia, Albania e Jugoslavia i nostri governanti di allora hanno evitato accuratamente di richiedere l'estradizione dei criminali tedeschi autori di innumerevoli stragi. Forse serebbe il caso che andassi un po a documentarti. Ci sono tanti siti sull'argomento. Prova ad esempio su google FICARDI e KLINKHAMMER... buona lettura e buona riflessione
 
Message Autore: Tergestinus Data e ora: 08.03.2005 12:00
Paese e Paese
Cosa succederebbe (mera ipotesi) se nei paesi Slavo-Balcanici uno straniero (o anche un compatriota...) dicesse: "Voi siete dei barbari assassini!"? Essendo universalmente nota la fulgida civiltà che in tutti i secoli i Balcani Sud Slavi hanno espresso, chiunque osasse proferire simili calunnie verrebbe immediatamente e giustamente scannato. Giustamente, dico, perché quando uno viene scannato nei Balcani è SEMPRE un atto di giustizia, spesso anzi un atto eroico (vedi Arkan, Gotovina, UCK & Co.): per convincersene basta navigare in questo sito Internet, o, meglio ancora, viaggiare nella Slavo-Balcania medesima. In Italia, invece, da circa 1500 anni si cala sempre le braghe, come don Abbondio, davanti a qualunque straniero che venga a farla da padrone... o da maestro; e questo, ormai, lo sanno tutti in tutto il mondo. Allora, cosa succede (realtà, stavolta) se un intellettuale Slavo-Balcanico viene da noi... DEVO CORREGGERMI: E' universalmente noto che, nelle splendide culture Slavo-Balcaniche, una grande cultura è diffusa a TUTTI i livelli, in TUTTI i membri del popolo: uno Slavo-Balcanico è, ipso facto, SEMPRE un INTELLETTUALE (convincersene come sopra). Quindi, cosa succede se uno Slavo-Balcanico (intellettuale sempre e comunque) viene in Italia a dirci: "Voi siete dei barbari assassini!"? Beh, noi incassiamo e discutiamo: e gli opposti estremismi, e Berlusconi, e i fascisti, e le nostre colpe, e ce lo siamo meritati... Quale grande merito ha chiunque susciti in noi simili salutari risvegli della coscienza! Merita senz'altro tutti gli onori: cattedre universitarie, cittadinanza onoraria, premi vari, spazi nei dibattiti e su Internet... Che grande popolo siamo...
 
Message Autore: Hase Data e ora: 06.03.2005 10:00
la verità a volte spiace
Grazie a Manlio Bastoni che riconduce tutto su un piano reale, oggettivo. Non entro nel merito della nostra origine perché è ancora battaglia (sono musulmano bosniaco)... Prima dei Bogomili ridda di ipotesi per differenziare gli slavi tra di loro. Del resto ora abbiamo anche te lingue. ;) Sulle foibe quello che avevo da dire l'ho postato nel mio blog: http://kom.splinder.com per chi è interessato. Stimo Predrag Matvejević e condivido il suo articolo al 100%.
 
Message Autore: x antonio 2 Data e ora: 06.03.2005 00:14
ma si che si è scritto sulle foibe, ma invano!
"...Il cuore nel pozzo" è una fiction encomiabile in ogni senso, eppure qualcuno ci ha visto una manovra politica, chissà come mai, proprio adesso...? Se nell'uomo esiste questa indole a individuare interessi, giochi di potere ecc. ecc. ma perché per 50 anni nessuno si è mai accorto di nulla...? Eppure si tratta di stragi, genocidio e potere... " risposta Se i media nazionali non ne hanno parlato chiedilo a loro. Gli Istituiti di Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia e l'ANPI di Trieste ha inviato centinaia di lettere di protesta per le enormi falsità che sono state scritte. Ma l'ANSA e la Rai, come Repubblica, Corriere mai hanno pubblicate queste smentite. Solo Il Manifesto ha pubblicato qualcosa. "...Lo storico triestino Galliano Fogar, segretario dell'Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia, da oltre vent'anni si prodiga presso grandi quotidiani, Rai, ed esponenti del centrosinistra per cercare di «arginare» bugie e inesattezze che, per ignoranza o malafede, da anni vengono dette e scritte sulla storia della Venezia Giulia, sulle foibe e sulla questione dell'esodo istriano. Senza grandi riscontri. L'ignoranza su questi argomenti continua a farla da padrona, a tutto vantaggio della destra «sdoganata» e di quanti portano da anni avanti il disegno di revisionare la storia recente per delegittimare la resistenza e con essa la costituzione antifascista. «Anche grandi storici italiani - racconta Fogar - sanno poco della storia della Venezia Giulia che, invece, è chiaramente documentata fin dal 1946, quando lo storico triestino Carlo Schiffrer rinnovò la storiografia giuliana con i suoi studi su irredentismo e fascismo giuliano, superando le facili ed erronee letture nazionalistiche e celebrative». «An e la Casa delle Libertà - aggiunge - vogliono far passare l'idea che si tratta di storiografia di stampo comunista, mentre ci troviamo davanti a un buco nero di ignoranza storica degli avvenimenti accaduti in questa zona». «I grandi mezzi d' informazione - prosegue lo storico - hanno gravi responsabilità perché non si documentano e si limitano ad ampliare e ad avallare stereotipi nazionalisti e fascisti sulla storia del confine orientale: dalle foibe viste come genocidio di tutti gli italiani al sempre incombente pericolo slavo-comunista. Per quanto riguarda le foibe, per esempio, in tanti continuano a parlare di 12.000-50.000 vittime, mentre i dati obiettivi parlano di 4.000-6.000 persone scomparse in tutta la Venezia Giulia, tra il '43 e il `45, e non solo per infoibamento. Nessun giornalista si rivolge al nostro istituto per avere. Pochi sono anche gli storici che ci interpellano. Così le bugie si perpetuano nell'ignoranza». Dal processo della Risiera, nel 1976, non si contano più i tentativi di equiparare la resistenza alle foibe, il comunismo jugoslavo al nazifascismo, per dire magari che il primo è stato peggiore dell'altro. «A questo hanno contribuito anche la martellante campagna di stampa sulla `vergogna della tragedia dimenticata' e sui processi per le foibe, dimenticando che già sotto il governo militare alleato erano stati celebrati a Trieste decine e decine di processi a infoibatori o presunti tali con condanne fino all'ergastolo». «E' deplorevole - conclude - che una parte notevole della grande stampa e dei politici democratici conosca assai poco le vicende internazionali e non locali di una regione, la Venezia Giulia, che per gli eventi della guerra fu coinvolta in pieno negli sviluppi del conflitto nell'area danubiana-balcanica». «Solo alcuni giorni fa la Rai nazionale - aggiunge sconsolato lo storico triestino - ha dichiarato che l'Italia dopo la II guerra mondiale ha perduto `l'Istria e la Dalmazia'. Ma la Dalmazia non ha mai fatto parte dello stato italiano tranne che per l'enclave di Zara, un'isola italiana in un mare slavo, per il semplice fatto che apparteneva prima all'impero austroungarico e poi al regno di Jugoslavia. Solo nel 1941, con l'attacco italo-tedesco alla Jugoslavia, la Dalmazia, occupata manu militari, fu affidata a un governatore fascista (prima Giuseppe Bastianini e poi Francesco Giunta, già capo dello squadrismo triestino degli anni `20). Contemporaneamente fu creata in Slovenia la nuova provincia di Lubiana che fu affidata alla gestione di Emilio Grazioli, già federale di Trieste. Perciò, a meno che non si voglia valorizzare le conquiste dell'imperialismo fascista dell'epoca, è assurdo parlare di una perdita della Dalmazia, in gran parte a maggioranza croata». Fogar è profondamente rattristato anche dal fatto che la sinistra sia caduta nella trappola dei postfascisti locali aderendo acriticamente alla giornata del ricordo per l'esodo dei 250.000 istriani, fiumani e dalmati dalle terre che passarono alla Jugoslavia, «perché il 10 febbraio, preso dalla destra come simbolo della tragedia è la data della sigla del Trattato di Pace di Parigi, e questi signori non spiegano che l'Italia era sul banco degli imputati, e che la gran parte dell'Istria e Fiume furono perdute non certo per colpa dei partigiani ma per le precise colpe del fascismo e della sua violenta opera snazionalizzatrice prima e per l'invasione della Jugoslavia poi». Foibe ed esodo furono due tragedie, ma non si possono equiparare le memorie, non si può dire che la Risiera di San Sabba e le foibe furono la stessa cosa. «Chi sa, oltre il fiume Isonzo - sottolinea Fogar - che poco dopo i pur esecrandi episodi delle foibe istriane del settembre `43, tra gli insorti che cercarono di opporsi ai tedeschi che fecero terra bruciata dell'Istria con migliaia e migliaia di morti c'era anche un battaglione di minatori italiani e slavi del bacino minerario dell'Arsa. Bacino che il 28 febbraio 1940 fu devastato dalla più grande tragedia mineraria d'Europa con la morte di 185 minatori e il ferimento di altri 147. L'inchiesta fu insabbiata, i dirigenti attribuirono la colpa dello scoppio ai minatori stessi e si tacque sulle terribili condizioni di insicurezza e igienico sanitarie in cui quei disgraziati erano costretti a lavorare. E malgrado la pubblicazione del volume L'Istria tra le due guerre, a spese dell'istituto, la stampa nazionale ha ignorato questo episodio gravissimo, una delle più gravi sciagure minerarie della storia d'Europa del `900 come ha ignorato le decine e decine di volumi sulla Venezia Giulia, sull'occupazione jugoslava del '45, sulle foibe, sul problema di Trieste e dell'Istria nel quadro internazionale».
 
Message Autore: Maria Data e ora: 05.03.2005 17:29
fascismo
Per chi fosse interessato a saperne di più sui crimini del fascismo - prima che i loro eredi spirituali di oggi riescano subdolamente a far passare il messaggio che era un regime tutto sommato accettabile, magari solo un po' troppo accondiscendente al nazismo - consiglio il serio e documentatissimo sito italiano www.criminidiguerra.it. Buona lettura! (si fa per dire...)
 
Message Autore: Manlio Bastoni Data e ora: 01.03.2005 18:48
è giusto
Sono molto lieto di essere stato contattato da un discendente dei Bogomili, gli eretici cristiani di Bosnia (e Dalmazia) equivalenti ai patarini italiani e ai catari francesi che sterminati da cattolici e ortodossi trovarono rifugio dell'Islam che tollerava i non mussulmani meglio di quanto i cristiani non tollerassero gli eretici. Questo lo dico, ovviamente, per gli italiani che non sanno che i famosi mussulmani di Bosnia altro non sono, storicamente, che Croati o Serbi eredi di una tradizione pacifista. Per le quattro o le cinque punte mi riferivo al fatto che la bandiera Croata è l'unica al mondo che contiene, oltre agli stemmi delle sue 4 macroregioni, anche quello di una regione l'Erzegovina che appartiene storicamente ad un altro stato legittimato ad esistere nei suoi confini della ex-federazione tanto quanto altre repubbliche avevano il diritto ad uscire della Federazione Jugoslava. Pensa se gli Stati Uniti avessero messo un'ulteriore stella sulla loro bandiera per indicare, che ne sò, l'Irlanda; sarebbe cambiata tutta la storia del XX° secolo. Intendevo quindi dire che le contraddizioni che attanagliano l'attuale Croazia sono inscritte nei suoi elementi fondamentali. Ma forse mi sbaglio.
 
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per il lettore