Balcani Cooperazione Osservatorio Caucaso
giovedì 08 gennaio 2009 04:23

Osservatorio Balcani
 

Commenti dei lettori all'articolo: Nuovi equilibri nel Caucaso

(1-10/14)

Messaggi mostrati: 
Message Autore: Luigi Data e ora: 13.10.2008 20:32
per Oxana Pachlovska
Concordo sul fatto che l'Ucraina non debba essere lasciata sola ma credo che sarebbe un ennesimo errore dell' "occidente" interpretare tale dovere come "necessità" di consentire l'ingresso dell'Ucraina nella NATO. Sicuramente la Russia è un Paese dove proliferano razzismo e xenofobia (attenzione, non è che gli ucraini quando vedono un arabo o uno di colore corrano ad abbracciarlo...). E' sempre stato così d'altra parte, gli anni dell'internazionalismo non hanno cambiato nulla. Però continuare ad accerchiare la Russia è un errore micidiale che l'Occidente (parliamoci chiaro: gli USA) ha commesso e che speriamo cessi di perseguire con tale cecità. La riflessione geopolitica che l'Ucraina deve compiere non può pertanto essere limitata alla corsa verso l'UE e la NATO ma essere qualcosa di più profondo che tenga in conto le profonde differenze tra le diverse aree del Paese (in primis, ma non solo, l'annosa divisione tra il suo est ed il suo ovest).
 
Message Autore: oxana pachlovska Data e ora: 12.10.2008 21:19
nuovi equilibri nel caucaso
3_Il disastro caucasico, le difficoltà della Rivoluzione Arancione ucraina, un’Europa che non ha una chiara visione comune al riguardo – sono tutti il tragico frutto di una crisi identitaria che vive la Russia, uscita da poco dalle viscere del sistema totalitario e ormai quanto mai propensa a ripercorrere un passato che non vuol tramontare. Chi difende questa “Russia pericolosa” (termine dello storico russo Jurij Afanas’ev), immersa nel delirio militaristico, semplicemente disprezza una Russia europea rappesentata dall’opposizione russa, che tenta disperatamente di proporre un’alternativa democratica anche in quel paese. L’Occidente predica bene (la democrazia prima di tutto!) , ma razzola male (non dimentichamo il gas!). Non è quindi opportuno irritare più che tanto lo Tzar Putin. Si avanza, ma col manzoniano “con juicio… si puedes”. L’Ucraina, lasciata sola in una temperie quanto mai difficile, continua a fare errori, i suoi dirigenti politici deludono la gente che aveva sperato nella palingenesi democratica. E però c’è ancora chi lavora per il cambiamento, per l’alternativa democratica. L’esito delle elezioni a Kiev non è mai scontato come a Mosca. E questo solo fatto dovrebbe far pensare. E dovrebbe impegnare un Occidente responsabile a non lasciar solo chi per questo cambiamento lotta e rischia molto di più che il riscaldamento invernale. Non accontentiamoci insomma di ricordare il sacrificio della Politkovskaja con qualche manifestazione.Non basta.Ben altro si può fare.
 
Message Autore: oxana pachlovska Data e ora: 12.10.2008 21:17
nuovi equilibri nel caucaso
2_Non potendo competere con l’Occidente (il nemico di sempre!) sul piano militare, culturale, tecnologico, la Russia se la prende in primis con quei Paesi che hanno faticosamente tentato di imboccare il percorso democratico (come l’Ucraina e la Georgia, appunto!). La Russia che bombarda villaggi georgiani e trafuga sui propri mezzi blindati tappeti e mobili di chi ha osato uscire dall’ovile della ‘madrepatria’ è un paese dove proliferano movimenti xenofobi e razzisti, dove si espandono ideologie estremiste che dichiaratamente si associano al nazifascismo (uno su tutti, il neoeurasismo!), dove si riafferma il connubio tra neocomunismo e neonazismo, dove per le strade marciano estremisti che levano al cielo icone urlando: “La Russia è tutto, il resto è niente”. Quello che ieri si chiamava l’“amicia tra i popoli” si è tramutato in un odio viscerale della Russia verso i suoi vicini e in un susseguirsi di folli progetti di espansione. Un membro del G-8 trama alleanze militari con l’Iran e il Venezuela. In un paese sommerso dai petrodollari, il 30% della popolazione vive senza acqua calda. La società è attanagliata da malattie da tempo debellate in Occidente e in quanto ad aspettativa di vita segue il Gambia (continua).
 
Message Autore: oxana pachlovska Data e ora: 12.10.2008 21:14
nuovi equilibri nel caucaso
1_Vorrei esprimere tutto il mio sostegno e la più viva solidarietà a Massimiliano Di Pasquale, giornalista che con competenza, equilibrio ed onestà intellettuale continua testardamente a cercare di far luce su quell’intricatissimo groviglio di problemi che attanagliano l’Est europeo, con particolare riguardo per l’Ucraina. In effetti, senza capire la questione ucraina, non si capiscono neanche tante cose relative alla Russia. Questo paese vive forse la più grave crisi identitaria in tutta la sua storia, in quanto non riesce a fare i conti con il proprio passato e con la sua dimensione geopolitica. Per questo non possono non suscitare sgomento certe reazioni alla questione caucasica. Dagli anonimi commentatori a un per niente anonimo Sergio Romano, si accenna nientepopodimeno che ad ‘ambizioni pangeorgiane’. Un minimo di coscienza critica richiederebbe forse che si desse risposta al perché Ossezi ed Abkhasi sarebbero soltanto vittime, mentre i Ceceni, popolo massacrato davanti agli occhi consapevolmente distratti di tutto il mondo, non hanno mai avuto altrettanta sollecita attenzione. È sconvolgente notare come l’agosto del 2008 non sia affatto stato uno scontro tra Georgia e Ossezia del Sud. È da tempo in corso una guerra strisciante condotta da una Russia neototalitaria nel suo tentativo di riaffermare una grandeur perduta nei confronti di un Occidente ‘prevaricatore’ (continua).
 
Message Autore: js Data e ora: 08.10.2008 19:13
per Max Di Pasquale
Sono in parte d'accordo con lei, nel senso che per nessun motivo al mondo l'Ucraina dovrebbe essere inglobata nella Russia perchè questo non sarebbe giusto. E penso non lo voglia neppure la Russia. Ma quello che la gente ucraina ci dice dopo la guerra in Caucaso è "sovranità ma realismo, e cioè evitiamo contrapposizioni frontali con la Russia, ma al contrario cerchiamo di collaborare con essa quando ciò è possibile e quando gli interessi primari dell'Ucraina possono combaciare con quelli russi. Tutto qua. Mi consenta però di dirle che non sono d'accordo con lei quando parla di Saakashvili. Passi per Yushchenko, che per quanto marionetta degli americani a tutt'oggi si è limitato a parole. Ma su Saakashvili proprio non ci siamo. Ribadisco la convinzione che Saakashvili sia un criminale a tutti gli effetti, oltre che un cadavere politico, come ha affermato Medvedev. Come si potrebbe definire se non criminale un presidente che nella sera di cerimonia di apertura delle Olimpiadi dà l'ordine di bombardare scuole e ospedali in Ossezia, senza preoccuparsi minimamente della durissima reazione russa? Saakashvili si è comportato da criminale non solo nei confronti di osseti e russi, ma in primis nei confronti del suo stesso popolo, i georgiani, che ha usato come carne da macello da sacrificare contro la Russia per compiacere alle manie di grandezza sue e degli americani. Ma bisogna dare tempo al tempo: i georgiani capiranno molto presto che tipo di persona è il loro presidente. Saluti.
 
Message Autore: Luigi Data e ora: 08.10.2008 16:22
Yuschenko
Conosco bene l'Ucraina ed ero lì durante la rivoluzione arancione che, almeno a Kiev, dove mi trovavo io, fu una commovente e non violenta mobilitazione di popolo. Detto ciò, io stesso che appoggiai - seppur da straniero - tale "rivoluzione" debbo constatare che Yuschenko ha deluso quasi tutti e la sua popolarità è oggi ai minimi storici, intorno al 5%. Purtroppo c'è una logica strisciante da guerra fredda in giro per il mondo, ritengo per colpa degli USA oltre che naturalmente della Russia. Pare non esservi per i Paesi di cui discutiamo altra alternativa che doversi inginocchiare davanti alla NATO o a Mosca. Francamente non condivido il "commento al commento" dell'autore nella parte in cui dice che in Italia il mondo dei mass-media (comunque penoso) sia filo-russo. La televisione ha gabellato la storiella della povera Georgia invasa dai russi cattivi per settimane !
 
Message Autore: Max Di Pasquale Data e ora: 07.10.2008 21:30
commento ai commenti
Non so se in qualità di autore dell'articolo sia autorizzato a postare un commento. In effetti questo è un commento ai commenti. Mi fa piacere che il mio articolo, peraltro non incentrato solo sull'Ucraina, abbia fatto discutere. La situazione è critica, nessuno lo nasconde. Io credo che il post di JS abbia ricevuto diverse obiezioni perchè in effetti la gran parte delle badanti provengono dall'occidente dell'Ucraina. Il che non significa che siano russofobe o adoratrici di Yushchenko, ma di certo, in buona percentuale, sostenitrici di un nuovo corso per il loro paese. Yushchenko e Tymoshenko hanno preobabilmente fatto il loro tempo. Ciò che rimane valida è l'idea di uno stato sovrano. Che non esegue gli ordini nè di Mosca nè di Washington. Ciò detto definire Saakashvili un criminale e Yushchenko un semi-criminale non credo aiuti a comprendere la complessità dei problemi che si agitano nell'Est Europa. Credo sia opportuno usare un linguaggio diverso e soprattutto trovare evidenze empiriche a ciò che si sostiene. Sul discorso dei media potrei benissimo rivoltare le conclusioni, visto che la maggior parte di essi in Italia è filo-russo. Ma sarebbe un discorso molto lungo che investe tutta una serie di ragioni storico-culturali.
 
Message Autore: js Data e ora: 07.10.2008 14:25
per tutti
Perchè, secondo voi il fatto che uno sia dell'Ucraina occidentale è sinonimo di anti-russo? Mi spiace deludervi, cari miei, ma la maggior parte delle suddette signore provengono da Chernivtsi e da L'viv, che non mi risultano essere nell'Ucraina orientale. Il fatto è che quando uno ragiona con la propria testa, e non solo secondo quello che vuole imporgli la televisione e i giornali, si rende conto di molte cose! E i fatti dicono che Saakashvili è un criminale che da quando è salito al potere non ha fatto altro che porsi in contrapposizione frontale con la Russia, senza cercare un minimo di dialogo. E il brutto è che Yushchenko, pur se non paragonabile al pazzo caucasico, lo sta imitando. Sapete cosa mi ha detto una signora di Chernivtsi? "E' legittimo criticare e non volere i russi, ma non volere i russi non può e non deve significare volere gli americani e fare i loro interessi al posto di quelli del nostro paese"... Non so se ve ne siete accorti, carissimi, ma la guerra nel Caucaso non è stata una parentesi indolore da gettare nel dimenticatoio! Secondo tutti i sondaggi, il sig. Yushchenko sarebbe ai minimi storici nei consensi anche nelle regioni cattoliche nei dintorni di L'viv. E in Georgia l'opposizione all'"americano" Saakashvili comincia finalmente a farsi sentire... Infine, per tornare al concetto iniziale: io sono croato, nato in Bosnia come Ante Pavelic, conosco bene la guerra. Ebbene, nonostante tutto ciò, posso dire orgogliosamente di non essere un ustaša. Saluti
 
Message Autore: IK Data e ora: 06.10.2008 20:49
Yushenko non e' un santo, ma....
to Js: non so dove ha visto numerose badanti russofile. La maggior parte di loro viene dall'Ovest dell'Ucraina altroche russofila.Non dico che Yushenko sia un santo, ha fatto i suoi errori e alcuni di loro sono anche grossi. Pero' il merito di aver spazzato via il kuchmismo non gli dovrebbe essere tolto. La situazione è molto migliorata dal punto di vista della libertà della parola e delle prospettive europee (anche se ancora lontane)
 
Message Autore: Matteo Cazzulani, Presidente Associazione ANNAVIVA Data e ora: 04.10.2008 15:44
Se Julia e Vyktor tornassero indietro
Concordo anche io con quanto riportato dal commento che precede in merito al sostegno di cui Jushchenko fortunatamente gode nell' ovest del paese, filo occidentale fin dal '600 -quando apparteneneva alla realtà politica della Repubblica Polacco-Lituana, e non ancora all' impero autocratico russo-. Sulla stampa dei paesi dell' Europa centro-orientale si sta parlando in questi giorni di frenetiche consultazioni tra esponenti del Blocco Tymoshenko e Nasha Ukraina-Narodna Samoobrona (il partito di Jushchenko) volti a ricucire lo strappo ad ogni costo, persino coinvolgendo altre forze politiche che non siano il filorusso Partito delle Regioni e quello comunista. La desolante situazione che si aprirebbe senza la coalizione arancione rischierebbe di riportare il paese intero sotto l' influenza della Russia, che già da tempo ha iniziato a far leva sulle popolazioni della Crimea per creare un casus belli anche con Kyiv. Consiglio vivamente a chi critica Jushchenko di diversificare le proprie fonti di informazione, non limitandosi alla stampa nostrana, troppo poco attenta a ciò che accade nello spazio ex-sovietico ad est dell' odioso muro di Schengen.
 
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per il lettore