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giovedì 08 gennaio 2009 07:41

 

L'euro in Montenegro: sotto il materasso

18.01.2002    scrive Luka Zanoni

Gli effetti dell'introduzione della nuova moneta europea in uno dei due paesi balcanici che la hanno adottata.
A partire dal primo di gennaio gli unici paesi dei Balcani che hanno seguito l'immediata adozione (con i due - tre mesi di doppia circolazione) della nuova moneta europea sono stati il Montenegro e il Kosovo. Il Montenegro, ci si ricorderà, già dal novembre 1999 aveva introdotto la circolazione del marco tedesco quale moneta ufficiale. Decisione che segnò un certo distacco dalla Serbia e dalla Federazione jugoslava, dove invece è tuttora in corso di validità il dinaro. Prima della fine dell'anno si era molto speculato, soprattutto sulla stampa locale, che con l'arrivo dell'Euro si sarebbero lavati i soldi accumulati durante gli scorsi anni, da businessman forse un po' poco rispettabili. Pare che alcuni, per eludere la denuncia e l'apertura di conti bancari (necessari per importi di valuta superiori ai 10.000 marchi), avessero pensato di acquistare proprietà immobiliari prima della fine del 2001 per poter poi rivenderle quando la nuova moneta sarebbe circolata liberamente, di modo che la conversione sarebbe passata inosservata e in silenzio, mediante l'acquisto e la vendita di proprietà.
I cittadini comuni, quelli che vivono con uno stipendio mensile di 280 /300 marchi oppure quelli che percepiscono una pensione in due tranche con oltre due mesi di ritardo, si preoccupavano più che altro dell'impennata dei prezzi, quella sorta di arrotondamenti (im)motivati dall'introduzione della nuova valuta.
"Nei primi dieci giorni di euro in Montenegro sono stati cambiati più di 30 milioni di marchi. A cui bisogna aggiungere 160 milioni di marchi che sono stati convertiti automaticamente alla mezzanotte del 31 dicembre nei depositi dell'Istituto per la contabilità e i pagamenti e nelle quattro banche autorizzate dalla Banca Centrale del Montenegro" (Z. Radulovic, Start eura u Crnoj Gori, AIM Podgorica 11-1-2002). Il grande interesse dei cittadini per la nuova moneta ha causato, come in altri paesi, lunghe file agli sportelli delle banche, dove si sono attese in coda anche oltre due ore. Il primo contingente di 30 milioni di euro è stato garantito dalla Banca Commerciale tedesca, però per la preoccupazione che non sarebbero stati sufficienti per l'intera conversione, i rappresentati della Banca Centrale del Montenegro hanno interrotto le feste natalizie e si sono precipitati a Francoforte, per poi ritornare la stessa notte con un nuovo contingente di euro.
Tuttavia la preoccupazione maggiore riguarda proprio l'intera conversione e l'adeguamento di strumenti e prezzi alla nuova moneta. Come per esempio i registratori di cassa che sono stati importati lo scorso anno, ma che non dispongono ancora di un software aggiornato e non è noto quando verrà adeguato alla circolazione dell'euro. Oltre a ciò, secondo una prassi consueta, i commercianti annunciano un serio problema con gli spiccioli e con la restituzione del resto, benché la Banca Centrale affermi che nel primo contingente di euro acquistato, fossero presenti 3 milioni di euro in monete di metallo. Quindi non è esclusa la possibilità che ci sarà un aumento dei prezzi dei generi non pianificato, mediante l'arrotondamento all'euro. I commercianti temono inoltre che l'uso della moneta comune possa smascherare il fatto che molti generi sono più cari in Montenegro che nei paesi di provenienza, in particolare dall'Italia. Cosa che invece è piuttosto nota a chi vive in Italia ma soggiorna spesso in Montenegro.

Altro fatto da notare è che dei 15 milioni di euro cambiati in questi giorni solo 200 sono ritornati in banca. Il resto dei soldi è finito sotto i materassi dei cittadini, ma anche nelle casse segrete delle aziende che per evitare il pagamento delle tasse preferiscono nascondere i propri valori. Un esempio pertinente lo rappresentano anche le aziende di stato che per pagare i propri dipendenti hanno fatto la richiesta di euro, ma hanno eseguito i pagamenti in marchi facendo in questo modo una conversione interna dei soldi provenienti dall'economia grigia (Z. Radulovic, Start eura u Crnoj Gori, AIM Podgorica 11-1-2002). Tale prassi complica le proiezioni sull'effettiva circolazione di corsi legali e illegali di denaro. Si calcola che siano in circolazione dai 200 ai 250 milioni di marchi in contanti dei quali la maggior parte giace sotto i materassi dei cittadini e nei canali dell'economia grigia, che ricopre più del 40% dell'attività economica totale del Montenegro. Anche in Montenegro, come in Bosnia per esempio, sembrerebbe che fuori dai corsi legali ci siano molti più soldi di quanti si prevedesse e ciò, si dice, a motivo dell'enorme sfiducia nel sistema bancario, dopo i vari fallimenti degli scorsi anni. Certamente è vero che un cittadino montenegrino per comprare una casa deve disporre in contanti del valore della casa in vendita. Praticamente nessuna compravendita di questo tipo viene fatta tramite le banche, con mutui o finanziamenti; e quasi nessun acquisto può essere fatto mediante il pagamento rateale.Eppure bisognerebbe aggiungere che le grandi quantità di denaro non sembra riguardino quei pensionati che alla metà di gennaio hanno ricevuto la seconda tranche della pensione di novembre, anche se in euro.

Vedi anche:

Start eura u Crnoj Gori


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