Dimissioni del Ministro degli Esteri Žužul e del vice premier Hebrang. La candidata del partito di governo alle presidenziali ottiene solo il 20% dei voti. L’economia del Paese è ferma. Il premier, in difficoltà, annuncia una svolta. Assicuratosi l’ingresso in Europa, Sanader si appresta ad una coalizione con l'estrema destra del Partito Croato dei Diritti?
Il logo del Partito Croato dei Diritti
Il Ministro degli Affari Esteri della Croazia, Miomir Žužul, sottoposto a severe critiche negli ultimi mesi per il coinvolgimento in diversi scandali, ha presentato le proprie dimissioni diventando il primo esponente della compagine del Primo Ministro Sanader a lasciare il governo. Le sue dimissioni, tuttavia, sono solo la premessa ad un serio rimpasto di governo che, come è stato confermato dallo stesso Primo Ministro, potrebbe avvenire in febbraio.
Miomir Žužul, che in passato era stato di grande aiuto a Sanader, ha dovuto abbandonare il campo per consentire al Primo Ministro di stringere un accordo con l’opposizione e scegliere il leader del team di negoziatori che rappresenteranno la Croazia nelle discussioni con l’Unione Europea che prenderanno il via il 17 marzo. L’opposizione, che lo scorso mese aveva richiesto in Parlamento che non venisse accordata la fiducia a Žužul per questo incarico, non voleva che il Ministro guidasse i negoziati con l’UE e Sanader – per rispettare l’accordo – ha dovuto sacrificare il proprio Ministro.
In un lasso di tempo molto breve, Žužul si è trovato coinvolto in tre grossi scandali. Prima, si è scoperto che non pagava le tasse sulla propria grande casa di Zagabria; poi, da Ministro degli Esteri, ha richiesto che alla ditta di costruzioni Bechtel, senza alcuna asta pubblica, venisse assegnata la costruzione di una porzione delle autostrade croate, noncurante del fatto che prima di diventare Ministro aveva ricoperto la carica di lobbista proprio per quella ditta. Infine, aveva sostenuto la prescrizione di un debito al fisco di circa un milione di euro dovuto da una ditta del cugino, in affari con la moglie del Ministro.
Solo un giorno dopo le dimissioni di Žužul, è apparso chiaro che il governo Sanader avrebbe perso anche il Vice Premier, il Ministro della Sanità Andrija Hebrang. Le ragioni delle dimissioni di Hebrang, tuttavia, sono di natura differente. Alla fine dell’anno scorso il Ministro ha dovuto sostenere una operazione per un cancro alla prostata, e la cura dovrà continuare anche nel futuro. Hebrang stesso ha dichiarato che a causa dei problemi di salute avrebbe dovuto presentare le dimissioni, confidando nel fatto che Sanader le avrebbe accettate.
L’abbandono di due personaggi cruciali dà a Sanader l’opportunità di ricostruire il proprio governo. Dopo oltre un anno, il Premier non può essere soddisfatto con i risultati ottenuti dalla propria squadra e, fatta eccezione per i successi in politica estera, coronati dalla assegnazione di una data per i negoziati di ingresso nell’Unione Europea, ci sono poche cose delle quali possa vantarsi. Sanader è anche preoccupato per due forti segnali che gli arrivano dai cittadini croati: i sondaggi rivelano che più del 60% di loro ritiene che il Paese stia andando nella direzione sbagliata e, nel corso della prima tornata delle recenti elezioni presidenziali, Jadranka Kosor, candidata del partito del Premier, la Unione Democratica Croata (HDZ), ha ottenuto solo il 20% dei voti. Questi segnali hanno convinto il Primo Ministro che deve fare qualcosa entro le elezioni amministrative di maggio, per convincere i cittadini di essere in grado di rispettare le promesse fatte prima di essere eletto.
L’annuncio di Sanader che il rimpasto di governo potrebbe avvenire già in febbraio ha causato voci sulle identità di altri che potrebbero eventualmente dimettersi. Sui media e negli ambienti politici circolano i nomi del Ministro del Commercio e degli Affari Marittimi, Božidar Kalmeta, e del Ministro dell’Economia, Branko Vukelić. Il primo per il suo coinvolgimento nell’affare Bechtel insieme con Žužul, il secondo perché il suo settore ha mostrato il minor progresso. Vukelić è uno dei peggiori Ministri del governo e si occupa di un ramo cruciale per rispettare il motto pre-elettorale di Sanader: facciamo muovere la Croazia!
La annunciata manovra di rimpasto ha provocato speculazioni sul fatto che Sanader potrebbe utilizzare questa opportunità per dare il benservito agli attuali partner della coalizione – i rappresentanti delle minoranze nel Parlamento, il Partito Social-Liberale Croato (HSLS) e il Partito Croato dei Pensionati (HUS). Sanader mal sopporta le richieste sempre più capricciose avanzate in cambio del sostegno al suo governo, che ha bisogno della maggioranza in Parlamento. Sanader ha mostrato pubblicamente la propria insoddisfazione con i partners della coalizione: dopo il primo turno delle presidenziali, ha chiesto loro di sostenere il candidato dell’HDZ, Jadranka Kosor, al secondo turno, cosa che gli alleati si sono immediatamente rifiutati di fare.
Sanader potrebbe così offrire diverse posizioni ministeriali al Partito Croato dei Diritti (HSP), che ha otto parlamentari. Questo gli permetterebbe di avere una risicata, ma più stabile maggioranza in Parlamento, dal momento che invece di tre partiti di appoggio, che chiedono diversi favori, dovrebbe fare delle concessioni solamente ad un partito. Un’eventuale coalizione con l’HSP, tuttavia, potrebbe non essere priva di problemi.
Malgrado l’HSP fosse un potenziale partner di coalizione per l’HDZ anche dopo le elezioni parlamentari del novembre 2003, Sanader ha dovuto rinunciare all’idea sotto la pressione della comunità internazionale, che non voleva al governo rappresentanti di un partito che fino a poco fa esprimeva apertamente le proprie simpatie per il movimento fascista degli ustascia al potere in Croazia durante la seconda guerra mondiale. Al tempo, Sanader aveva dovuto rinunciare alla possibilità, dal momento che il coinvolgimento dell’HSP nel governo avrebbe rovinato il suo principale obiettivo di politica estera: l’ingresso della Croazia nell’Unione Europea.
Oggi, tuttavia, dopo che alla Croazia è già stata assegnata una data per l’avvio dei negoziati con l’Unione, e dopo che l’HSP ha pubblicamente abbandonato la propria ideologia fascista ustascia, ridefinendosi come un moderno partito della destra europea, Sanader ritiene che non dovrebbero più esserci ostacoli ad una eventuale coalizione con questo partito. Prima di prendere una tale decisione, tuttavia, Sanader dovrà valutare a fondo in quale misura questo potrebbe influenzare la sua politica estera e gli affari interni. E’ per questo che il Primo Ministro ha un orecchio rivolto a Bruxelles, e l’altro verso le minoranze della Croazia, specialmente quella serba, che ad oggi gli ha dato non solamente sostegno in Parlamento, ma anche legittimità agli occhi dell’Europa, facendolo apparire come Primo Ministro di un Paese che ha a cuore la situazione delle proprie minoranze nazionali.