Protagonisti e buone prassi nello sviluppo territoriale
01.05.2004
Seminario nell'ambito dell'evento "Cittadini di un’Europa riunita" all'interno della IX edizione di Civitas 2004
UNDP ha promosso, in partnerhsip con organizzazioni della società civile, il programma “Obbiettivi del Millennio”, per sviluppare attività di analisi e sistematizzazione di azioni sul tema dello sviluppo locale attualmente in atto in aree critiche del mondo, nelle quali si stanno conducendo azioni di cooperazione decentrata. Le azioni di sviluppo messe in campo dalla cooperazione decentrata non hanno un effetto unicamente nei territori o nelle aree in cui si agisce, ma sanno restituire anche ai territori da cui muovono le azioni di cooperazione, agli attori, pubblici e privati, impegnati nell’azione o nel sostegno alle stesse, nuove dimensioni del loro agire, del significato sociale del loro operare come agenti e attori dello sviluppo locale. Il loro agire si muove, infatti, non solo in una logica di solidarietà ma attraverso processi capaci di costruire relazioni di reciprocità e sviluppo, con azioni che sappiano, insieme, trasferire e attrarre competenze, conoscenze e risorse.
In molte aree del Sud est Europeo il tema dello sviluppo economico e sociale rappresenta un nodo ineludibile. L’economia è fortemente condizionata sia dalla crisi del precedente modello economico, sia dalle devastazioni della guerra o del terrorismo, sia infine dalla presenza internazionale che tende a creare intorno alla propria presenza un’economia indotta dai caratteri insostenibili. A tutto questo si aggiungono gli effetti delle dinamiche dell’economia globale che si sviluppano sul territorio attraverso forme di economia grigia e nera, particolarmente evidente nei settori commerciali, spesso caratterizzata da logiche di tipo criminogeno. Quindi l’economia locale, intesa come produzioni locali e valorizzazione delle risorse del territorio, è una componente largamente marginale.
In questi territori spesso si sono avviati, grazie al sostegno internazionale di agenzie quali UNDP o di Ong internazionali, progetti che cercano di andare in questa direzione, ma costituiscono sempre un segmento limitato. Contestualmente, non costruiscono reali situazioni di reciprocità perché non sono vissuti e “abitati” come spazi per una presenza delle risorse delle comunità locali, ma solo come “situazioni” di solidarietà assistita. Per questo è fondamentale che le comunità locali, nel momento in cui attivano solidarietà, lo facciano in una logica cooperativa, nel quale dare e attrarre risorse rappresenta una opportunità etica, sociale ed economica per l’intera comunità. Attualmente in molti paesi dei Balcani (Serbia - Montenegro, Bosnia, Kossovo, Albania) è stato avviato un percorso di riflessione e analisi dei processi di sviluppo in atto attraverso attività di ricerca e azioni mirate.
PROGRAMMA Intervengono
Gianluca Vignola, Vicedirettore UNDP Italia
Strategie di sviluppo locale nel percorso verso i Millennium Development Goals Tonino Perna – Presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte
Il ruolo dell’ente pubblico nello sviluppo locale Leopoldo Mitinelli, ACRI - Associazione fra le Casse di Risparmio Italiane
Il ruolo delle fondazioni bancarie nello sviluppo locale in Italia Giacomo Libardi, Consorzio Gino Mattarelli
L’impresa sociale al servizio del territorio Michele Nardelli – Osservatorio sui Balcani
Patti territoriali e spirito del luogo: abitare la globalizzazione nel sud est Europa Alberto Tarozzi, Università degli Studi di Bologna
Sviluppo locale e reciprocità fra territori Saranno presenti rappresentanti di amministrazioni e privati impegnati in esperienze di sviluppo locale delle città di Sarajevo, Scutari, Prijedor, Kraljevo e Peć/Pejë.
Info: Osservatorio sui Balcani
Telefono: 0464 424230
E-mail: segreteria@osservatoriobalcani.org