L’idea di organizzare un viaggio attraverso i Balcani è nata tre anni fa quando alla fine dei bombardamenti sulla Serbia volevamo riprendere i contatti con tutte quelle realtà amiche con cui l’Associazione per la Pace aveva collaborato sin dall’inizio della guerra.
Due anni fa eravamo anche riusciti ad abbozzare un programma di massima ma la repressione da parte del regime di Milosevic delle realtà più vive della società civile ha creato una situazione di conflitto sociale grave e pericoloso.
Oggi, a sette anni dagli accordi di Dayton, a due dall’elezione di Kostunica, a due anni dal rientro dei profughi albanesi in Kossovo, a uno dagli scontri in Macedonia, i Balcani rappresentano ancora nell’immaginario collettivo il simbolo del nazionalismo e dell’odio etnico. Niente di più fuorviante per un paese che fino a ieri era simbolo invece di multietnicità e convivenza, ed era anzi un crocevia letterario ed artistico tra i più vivi d’Europa.
La ricchezza della cultura e della storia dei paesi balcanici, intrecciata alla vicenda politica del comunismo in ex-Jugoslavia come in Albania, la guerra e il crudele faccia a faccia con i mille aspetti della post-modernità, dal traffico di armi al mercato della prostituzione, dall’economia senza regole ai gommoni di Valona, sono le mille facce della complessità di questo angolo di Europa che non possono essere valutate se non con grande prudenza ed attenzione. Per questo il punto di vista di chi lavora giorno dopo giorno all’interno delle società balcaniche ci sembra l’aspetto da valorizzare, che solo può colmare il vuoto informativo e la manipolazione delle notizie che registriamo da questa parte dell’Adriatico. Il modo più intellettualmente onesto di guardare ai Balcani è attraversarli di persona.
Anche se per poco, anche se in maniera parziale, il viaggiatore avrà l’inestimabile occasione di trovarsi di persona nei luoghi della guerra, del conflitto sociale, della ricostruzione, incontrando chi la guerra l’ha subita, chi è rimasto, chi crede ancora nella possibilità di un futuro normale. Incontreremo la società civile locale impegnata per costruire una società più giusta e solidale. Incontreremo coloro che si oppongono alla guerra, coloro che si schierano contro gli interessi forti, incontreremo quanti stanno cercando di resistere.
Il viaggio sarà anche l’occasione per rilanciare l’appello “Europe from below” per una Europa casa comune di tutti i popoli, ma costruita a partire dalle esigenze della gente, esigenze di sviluppo e di pace. E sarà anche l’occasione per visitare i progetti dell’Associazione per la Pace e dell’ICS.
Proponiamo di attraversare i Balcani dalla Croazia all’Albania perché crediamo che non si possa parlare di Balcani senza conoscere anche l’esperienza albanese, così emblematica e controversa al tempo stesso, proprio nel rispetto di quella complessità onde evitare semplificazioni, stereotipi o facili generalizzazioni. Dal 28 luglio al 10 agosto visiteremo: Vukovar, Novi Sad, Pancevo, Belgrado, Srebrenica, Sarajevo, Mostar, Kotor, Mitrovica, Skopje, Tetovo, Prizren, Fane, Tirana.
Il costo è di 900 euro a persona in albergo a mezza pensione.
Il programma del viaggio
Il modulo di iscrizione
Per informazioni ed iscrizioni: Associazione per la Pace, Roma
06.8841958 -
info@assopace.org