Dobar dan - [Sarajevo, Bosnia]
In questo breve saggio vengono presentate alcune generali considerazioni sull'evoluzione storica di Sarajevo, nel tentativo di fornire un riferimento d'insieme sui processi che hanno determinato la parziale sfumatura dei caratteri tradizionali della “Gerusalemme europea”. Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Di Marco Abram
Nel testo vengono colte ed evidenziate le discontinuità e le rotture emerse negli ultimi decenni, dai primi mutamenti nell'epoca del socialismo, attraverso il conflitto degli anni '90, fino alla situazione odierna.
Una problematica oggi fortemente percepita e accentuata dalle pesanti eredità della guerra, facilmente rintracciabile nella sensazione, da più parti manifestata, che in realtà in città “si viva insieme in maniera artificiale”.
Il percorso viene delineato a partire dall'analisi dell'immagine e dell'identità tradizionali di Sarajevo, soffermandosi sui caratteri e le espressioni della struttura sociale multireligiosa e multiculturale, in particolare in relazione all'impianto urbanistico che di tale peculiarità ha costituito l'infrastruttura materiale.
Le specificità della città e dell'identità urbana vengono viste soprattutto in contrapposizione alla realtà del mondo rurale, contestualizzandole debitamente nell'ambito del radicato e sbilanciato dualismo tra città e campagna proprio del mondo europeo orientale.
Il ruolo di Sarajevo, di fatto spazio urbano per molto tempo unico in Bosnia-Erzegovina, risulta fondamentale per il consolidamento di un certo tipo di cultura e di valori, in parte estranei, o superficiali, nella mentalità rurale.
Il lavoro si sofferma quindi sull'incidenza dei grandi e rapidi mutamenti intervenuti negli anni del socialismo, commisurando gli effetti della sproporzionata espansione industriale, demografica e urbana conosciuta dalla città nel breve arco di un quarantennio.
Le contraddizioni e i disequilibri sul piano socio-culturale e urbano contribuirono a quella sostanziale vulnerabiltà che è stata precondizione per il parziale successo degli obiettivi di disgregazione portati avanti dalle forze nazionaliste.
Nella guerra e nell'assedio degli anni '90 Sarajevo ha finito per conoscere una drammatica erosione della propria identità, sottoposta ad un durissimo attacco frontale volutamente diretto contro il suo stesso simboleggiare il “possiamo vivere insieme”.
La necessità di comprendere, e approfondire ulteriormente, quali siano state le dinamiche che hanno portato all'alterazione di un mondo plurisecolare si rende imprescindibile nell'ambito della più generale interpretazione di ciò che è accaduto in ex-Jugoslavia negli anni '90.
Le difficoltà vissute dalla città e la fragilità del “microcosmo Sarajevo” sono ancora oggi ben evidenti, con fatica Sarajevo tenta di salvaguardare la propria identità ed il proprio ruolo, uno sforzo il cui successo va inserito tra le condizioni imprescindibili per la ripresa della Bosnia-Erzegovina?
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