Viaggio nella ex Jugoslavia
16.05.2006
Viaggio nell'ambito di "camminacamminaestate06"
Date, luoghi, città, soprattutto città… la guerra nella ex Jugoslavia ci è stata raccontata attraverso i nomi delle città… Mostar, Sarajevo, Srebrenica, Tuzla… città e paesi dove la notte è scesa con un lungo manto e ancora si fatica a scorgere una luce.
Questa è la proposta di un viaggio dove, attraverso alcuni brani del libro di Calvino Le città invisibili, cercheremo delle risposte seguendo la traccia di una rotta segnata dalla guerra, da gesti di coraggio e di pace, dalle lacerazioni e dall’abbandono, da fedi vissute e abusate… come ogni guerra “racconta”.
Scaveremo le nostre domande nei racconti dei testimoni che hanno vissuto da dentro i desideri e le angosce delle città sotto assedio, delle città colpite, delle città in fuga, di quelle abbandonate e poi ricostruite… perché parlare delle città è parlare delle donne e degli uomini che le vivono.
Ci impegneremo a capire cos’è la guerra e la pace, il senso e la follia, la fede e l’abbandono… ma soprattutto cercheremo quel cuore che l’uomo ha smarrito nella sua città.
PROGRAMMA
Domenica 23 luglio
Partenza nel pomeriggio: Bergamo (Piazzale Malpensata) – Ancona
Traghetto (viaggio di notte): Ancona – Spalato
Lunedì 24 luglio
Split (visita) – Blagaj – Mostar
Blagaj: a 12 chilometri da Mostar, con le sorgenti del fiume Buna, la più grande sorgente europea per quantità di acqua alla fonte, e la bellissima Tekija, casa dei dervisci
Mostar: visita città, incontro e pernotto
Mostar: principale centro urbano dell’Erzegovina, a metà strada tra Sarajevo e la croata Dubrovnik, fu fondata dai turchi nel XV secolo. L’antico quartiere di Kujundziluk, con le sue vie strette, il pittoresco mercato, il bazar, i minareti e il cinquecentesco ponte sulla Neretva, richiamava un tempo folle di turisti dalle vicine località della costa, desiderosi d’introdursi nell’universo islamico. Nel maggio del 1993 le truppe croate cinsero d’assedio il quartiere musulmano della città, ripetendo lo stesso tremendo rituale già sperimentato dai serbi nell’assedio di Sarajevo: nei dieci mesi d’assedio migliaia di musulmani furono allontanati dalle loro case, centinaia furono uccisi, le antiche moschee della città furono ridotte in macerie e perfino il magnifico ponte turco sulla Neretva fu fatto saltare dall’artiglieria croata. Oggi Mostar continua a essere nettamente divisa in due settori, croato e musulmano.
Martedì 25 – mercoledì 26 luglio
Sarajevo – incontro con testimoni e visita
Sarajevo: a causa dell'inizio della guerra in Jugoslavia, il 6 aprile 1992, la città è stata accerchiata ed in seguito assediata dalle forze serbo-bosniache. La guerra, che è durata fino all'ottobre del 1995, ha portato distruzione su larga scala e una fortissima percentuale di emigrazione. Sarajevo ha vissuto 1350 giorni d'assedio, il più lungo della storia moderna, più lungo dell'assedio di Leningrado.
Incontreremo un frate francescano che ha vissuto l’assedio di Sarajevo; l’ex sindaco di Tuzla, oggi deputato bosniaco, un avvocato di Mostar che, grazie agli accordi di Dayton, è obbligato a vivere a Sarajevo.
Visiteremo i luoghi toccati dalla guerra e dove sono avvenute le stragi del mercato, del pane, dell’acqua, dei bambini che giocavano sulla neve; il ponte Vrbania sul fiume Miljiacka, tristemente noto a Sarajevo come “il ponte della morte”; la chiesa cattolica, quella ortodossa, la sinagoga e la moschea; la città storica e la zona dell’aeroporto (unica porta aperta sul mondo).
Giovedì 27 luglio
Srebrenica – visita alla fabbrica della morte e al memoriale di Potocari
Srebrenica, cittadina bosniaca nel cuore della Repubblica di Srbija auto-proclamatasi dopo il genocidio commesso in una zona protetta dall’Onu. La paradossale storia della “safe zone” di Srebrenica diventa il simbolo dell’impotenza e dell’inefficacia della comunità internazionale davanti alla violenza nazionalista dei serbi. Quasi 10.000 uomini dai 12 ai 77 anni vengono fatti prigionieri dalle truppe di Mladic: moriranno tutti. Divisi in gruppi di centinaia, vengono trasportati a bordo di camion nei centri vicini (Bratunac, Zvornik, Kravica), dove, in gran segreto, sono massacrati e sepolti in fosse comuni. Fino a oggi circa 6.000 vittime sono state ritrovate fra i boschi e in fosse comuni; il Memoriale di Potocari, inaugurato nel 2003, è al tempo stesso uno sterminato cimitero musulmano e un maestoso monumento alla memoria presso Srebrenica.
Pomeriggio: spostamento verso Tuzla (pomeriggio libero a 30 Km prima di Tuzla - pernotto)
Venerdì 28 luglio
Tuzla - incontro con testimoni e visita
Tuzla: era una città industriale che per la conformazione geologica sta sprofondando…
E’ tristemente famoso l'ultimo giorno dell'assedio di Tuzla: nella piazza principale si sta festeggiando il "Giorno della gioventù". È il 25 maggio del 1995. Una granata di "fascisti serbi" apre un immenso cratere nella piazza, uccidendo 70 ragazzi, il più giovane ha tre anni. In questa cittadina è nata l’associazione "Zene Srebrenice" (Donne di Srebrenica), che il giorno 11 di ogni mese, percorre la città fino alla Piazza della Fontana, in centro, portando i drappi con i nomi dei propri cari scomparsi. E' una nuova Plaza de Mayo, in Europa
Incontro con testimoni: dottoressa che gestisce un orfanotrofio con i bambini nati dallo stupro etnico e l’associazione delle donne di Srebrenica
Pomeriggio: spostamento Tuzla / Lubjana
Sabato 29 luglio
Mattina: Lubjana visita con guida
La città sotto il colle con il Castello di Lubiana vanta una vivace vita culturale, creata da numerosi teatri, musei e gallerie d'arte, una delle più vecchie filarmoniche del mondo, cinematografi e festival. Presenta un interessante centro storico in stile liberty. L'architettura della città, ricca di case col tetto a punta, risente molto anche dell'influenza della vicina Austria
Pomeriggio: rientro a Bergamo
Notizie tecniche
Pernottamenti:
- a Mostar e Sarajevo presso associazioni umanitarie
- a Tuzla e Lubjana in albergo/pensione
Costi:
250 - 300 euro (il costo non sempre comprende la pensione completa)
Caparra:
è obbligatoria all’iscrizione, pari a euro 100 (daremo priorità ai primi 30 iscritti)
Adesioni:
entro il 31 maggio
Docmenti:
carta d’identità valida per l’estero
INFO:
ACLI Bergamo
Sede Provinciale
Via San Bernardino n. 70/a - 24122 Bergamo
Telefono: 035 210284 (Davide)