Balcani Cooperazione Osservatorio Caucaso
sabato 11 ottobre 2008 13:17

 

Italiani senza onore. I crimini in Jugoslavia e i processi mancati (1941 - 1951)

04.03.2005   

Presentazione in anteprima nazionale del libro di Costantino Di Sante (storico)
Incontro con l'autore.


A seguire:
proiezione del film/documentario inedito:
"Fascist Legacy" sui crimini delle truppe italiane in Jugoslavia, prodotto dalla BBC.


Novità in libreria - ombre corte
via a. poerio 9, 37124 verona, tel. 0458301735



Italiani senza onore
I crimini in Jugoslavia e i processi mancati
(1941-1951)

pp. 170, euro 18,00
Costantino Di Sante
Ed. Ombre corte - Verona


All'aggressione militare della Jugoslavia da parte italiana dell'aprile 1941 seguì, nei ventinove mesi dell'occupazione, una politica di "pacificazione" attuata attraverso l'esercizio sistematico e
pianificato della violenza ai danni della popolazione civile.

All'indomani della cessazione della guerra, il governo jugoslavo presieduto da Tito reclamò, perché potessero essere giudicati, i militari e civili italiani ritenuti responsabili dei crimini.

Nonostante gli accordi internazionali prevedessero la loro estradizione, il governo italiano si mosse per evitarne la consegna e impedire che i processi venissero celebrati, negando di fatto la
possibilità che di quei crimini si potesse serbare una memoria giudiziaria.

Ciò fu possibile anche grazie alle controrelazioni realizzate nel 1945 dallo Stato Maggiore dell'esercito, nelle quali si sminuivano le accuse jugoslave, addossando la responsabilità delle violenze commesse alla guerra fratricida esplosa tra le popolazioni slave e alle aggressioni portate dal movimento partigiano alle truppe italiane.

Per la prima volta presentati nella loro interezza, l'atto d'accusa jugoslavo e i documenti della difesa italiana, qui raccolti e commentati, risultano uno strumento prezioso per comprendere le logiche e i metodi che si accompagnarono alla spietata occupazione italiana e per far luce sulle responsabilità nella copertura e nell'insabbiamento
dei crimini.

Costantino Di Sante è ricercatore presso l'Istituto regionale per la storia del Movimento di Liberazione delle Marche e responsabile della
Biblioteca provinciale di storia contemporanea di Ascoli Piceno. Tra le sue pubblicazioni, L'internamento civile nell'ascolano.

Il campo di concentramento di Servigliano 1940-1944 (Ascoli Piceno, 1998) e il catalogo della mostra Fascismo e Resistenza nel Piceno (Ascoli Piceno, 2003). Ha curato I campi di concentramento in Italia. Dall'internamento alla deportazione, 1940-1945 (Milano, 2002).




per il lettore