BalcaniCooperazione

venerdì 05 settembre 2008 14:19

Osservatorio Caucaso


 

La banca dei ricordi degli slavi del sud

21.02.2005   

Nell'ambito dell'appuntamento del Gioco degli Specchi Festival 2005, sezione "La parola"

Un racconto a tre voci con Lidia Campagnano, Melita Richter e Vesna Stanić per rivivere le vicende autobiografiche nella Jugoslavia di Tito, l'analisi partecipe e consapevole della disintegrazione dello stato, la ricchezza di chi ha vissuto sempre tra più mondi.


Lidia Campagnano si laurea in filosofia a Milano. Lavora come giornalista del Manifesto per diciassette anni, poi collaboratrice di varie testate giornalistiche radiofoniche e televisive. Partecipa alla fondazione di due riviste di donne, Orsaminore e Lapis-Percorsi della riflessione femminile.
Fra le sue pubblicazioni, Gli anni del disordine, 1989-1995. Da Sarajevo a Milano passando per Baghdad (1996), Un dopoguerra ancora (2000). Coordina dal 2003 il foglio Q.B. dell’Unione Donne Italiane di Roma.

Melita Richter, nata a Zagabria nel 1947, è sociologa, saggista, traduttrice e mediatrice culturale. Vive a Trieste dal 1979. Curatrice del libro L’Altra Serbia, gli intellettuali e la guerra (1996) e, assieme a Maria Bacchi, del libro Le guerre cominciano a primavera; soggetti e genere nel conflitto jugoslavo (2004). Scrive anche poesie.

Vesna Stanić è nata a Zagabria dove ha studiato all'Accademia teatyrale e di Belle Arti, ha scritto per diversi settimanali e ha collaborato con la Radiotelevisione locale. Alla fine degli anni settanta si è trasferita a Roma, ha insegnato croato e serbo alla Berlitz School of Languges e ha collaborato con il Centro culturale italo-jugoslavo. Ha tradotto in italiano il romanzo La fortezza di Mesa Selimović, per la casa editrice Besa, e ha pubblicato il romanzo L'isola di pietra (Aiep ed., S.Marino 1999). Attualmente vive e lavora a Firenze.



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