BalcaniCooperazione

mercoledì 20 agosto 2008 11:50

Osservatorio Caucaso


 

Il Male invisibile, sempre più visibile

10.01.2005   

Convegno, articolato in una sessione pomeridiana ed un incontro pubblico serale, sulla presenza militare sul territorio italiano vista come tumore sociale che genera tumori reali, in Italia e nel Mondo

SESSIONE POMERIDIANA

Basi militari e danni all’ambiente. I danni delle nuove guerre sia per chi subisce la guerra, sia per chi la attua. Il convegno sarà suddiviso in due aree di discussione ideali, “LORO” (chi subisce le guerre) e “NOI” (chi le guerre le scatena).


“LORO”

I danni più gravi delle “nuove guerre” permangono, in maniera inversamente proporzionale all’attenzione che danno i media, quelli sull’ambiente e la popolazione che subiscono queste
guerre.. Per il modo con il quale oggi vengono combattute le nuove guerre, non è più possibile nascondere cosa esse provocano a territorio e popolazione e le motivazioni a causa delle quali esse sono state scatenate. Parlando di chi le guerre le subisce, verranno nel Convegno toccati alcuni punti relativi agli effetti sull’ambiente e sulla popolazione delle guerre scatenate dagli anni ’90 in poi:
- Iraq 1991 e 2003. Uranio impoverito, embargo, tentato occultamento e distruzione dei reali dati epidemiologici sulla salute della popolazione, stato dell’ambiente.
- Scenario Bosnia e Kossovo. Le Seveso nascoste: la guerra chimica ad un passo da casa nostra. Gli effetti sul tessuto sociale di una guerra “fratricida” imposta dall’alto.
- Scenario Afghanistan. La “liberazione” del paese ha avuto come risultato più tangibile la triplicazione della produzione di oppio. Quali sono stati gli altri effetti dei bombardamenti,
all’uranio impoverito e convenzionali?
- I prossimi scenari possibili: Iran stato canaglia?


“NOI”

I danni delle nuove guerre su popolazione e ambiente non sono soltanto intollerabili e ingiustificati, secondo ogni principio etico – come dimostrato - per chi subisce le guerre; lo sono anche per chi le guerre le attua: non tanto – come ampiamente messo in evidenza dai media – per la questione dei
soldati di invasione o di occupazione, la cui salute viene indubbiamente e ingiustamente messa in pericolo, ma quanto per i rischi ed i danni che la popolazione e l’ambiente dei paesi attaccanti subiscono per la presenza imposta di basi militari sul loro territorio. Se la nostra opposizione alle basi militari non è e non deve essere storia recente, deve essere tuttavia
rinforzata dalla nuova consapevolezza di condividere con i popoli attaccati il ruolo di comuni vittime delle “nuove guerre”.
Durante il Convegno si toccheranno alcuni fra i temi seguenti:
- Presenza di basi militari e di installazioni sul territorio italiano.
- Pericolo della “militarizzazione” delle installazioni a rischio, come quelle nucleari (ex-impianti, centri di ricerca).
- Effetti sull’ambiente delle basi militari: inquinamento chimico, inquinamento radioattivo
>Sardegna: base militare della Maddalena (plutonio, sottomarini), Poligono di Quirra: inquinamento di varia natura con insorgenze anomale di tumori e malformazioni
genetiche (sindrome di Quirra).
> Porti di La Spezia e Taranto; i 12 “porti nucleari” italiani. Rischi ed incidenti occorsi negli anni.
> Aviano, Nettuno
> Tragedia del Cermis (funivia), come esempio di “giustizia militare”.
Alcuni dei risultati su noi e sul nostro ambiente verranno messi in evidenza:
- Malattie nei soldati occupanti (La questione dei “nostri ragazzi che muoiono”)
- Effetti dell’inquinamento sul territorio e sul tessuto sociale
> Inquinamento reale (chimico e radioattivo) del territorio
> Inquinamento “sociale” sulle abitudini e sull’economia.
- Effetti sulla giustizia e sull’eguaglianza. “Statuti speciali”, extraterritorialità, impunibilità della casta militare, “due pesi e due misure” sulle valutazioni di impatto ambientale.


PROGRAMMA

Ore 15:00 - Apertura del Convegno
Saluto delle Autorità e discorsi introduttivi

Ore 15:30 - Comunicazioni dei relatori invitati

“Introduzione: Il Male invisibile, sempre più visibile. La presenza militare sul territorio italiano vista come tumore sociale
che genera tumori reali, in Italia e nel Mondo”
Massimo Zucchetti, Politecnico di Torino

Falco Accame, Presidente Associazione nazionale dei familiari delle vittime delle Forze Armate

“Le conseguenze striscianti di una guerra chimica. Informazioni e rimozioni nella stampa dell'ex-Jugoslavia”
Alberto Tarozzi, Federica Alessandrini, Zivkica Nedanovska, Università di Bologna:

“Le vere armi di distruzione di massa: le armi leggere”
Vito Francesco Polcaro, Roma, CNR

“Cosa faresti con un trilione di euro all'anno? Costi di opportunità e alternative al complesso militare-industriale-scientifico-corporativo”
Nanni Salio, Centro Studi Sereno Regis

“La nocività come strategia globale di dominio”
Mauro Cristaldi, Roma

“Un male immateriale: il danno alla democrazia ed il pericolo di guerra nucleare”
Mario Vadacchino, Politecnico di Torino

“Nucleare civile e militare: passato, presente e futuro”
Angelo Baracca, Università di Firenze


Ore 19:00 - Banchetto equo e solidale organizzato dal Comune di Asti


SESSIONE SERALE

Ore 21:00 - Incontro pubblico

E’ prevista la presenza dei relatori invitati alla sessione pomeridiana, disponibili per la discussione e per domande da parte del pubblico.


Coordinano l’incontro:

Giuseppe Passarino, Assessore Sport - Politiche Giovanili e Tempo Libero del Comune di Asti
Giovanni Pensabene, Assessore Ambiente - Protezione Civile - Agricoltura - Decentramento del Comune di Asti
Massimo Zucchetti, Politecnico di Torino


Sono previsti interventi da parte di esponenti di Comitati Locali di lotta contro le basi militari:

- Associazione Peacelink, Telematica per la Pace
- Comitato Cittadino contro le Basi di La Spezia
- Comitato “Gettiamo le basi” della Sardegna
- Comitato Cittadino Spontaneo di La Maddalena (COCIS), Sardegna.
- Altri Comitati Cittadini contro le basi militari
- Asti Social Forum



Info:

Roberto Zanna e Maurizia Giavelli
Ufficio per la Pace – Comune di Asti
Via Goltieri 3/A – Asti
Telefono: 0141 399576 / 599
Fax: 0141 399577
Email: infopace@comune.asti.it



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