Convegno, articolato in una sessione pomeridiana ed un incontro pubblico serale, sulla presenza militare sul territorio italiano vista come tumore sociale che genera tumori reali, in Italia e nel Mondo
SESSIONE POMERIDIANA
Basi militari e danni all’ambiente. I danni delle nuove guerre sia per chi subisce la guerra, sia per chi la attua. Il convegno sarà suddiviso in due aree di discussione ideali, “LORO” (chi subisce le guerre) e “NOI” (chi le guerre le scatena).
“LORO”
I danni più gravi delle “nuove guerre” permangono, in maniera inversamente proporzionale all’attenzione che danno i media, quelli sull’ambiente e la popolazione che subiscono queste
guerre.. Per il modo con il quale oggi vengono combattute le nuove guerre, non è più possibile nascondere cosa esse provocano a territorio e popolazione e le motivazioni a causa delle quali esse sono state scatenate. Parlando di chi le guerre le subisce, verranno nel Convegno toccati alcuni punti relativi agli effetti sull’ambiente e sulla popolazione delle guerre scatenate dagli anni ’90 in poi:
- Iraq 1991 e 2003. Uranio impoverito, embargo, tentato occultamento e distruzione dei reali dati epidemiologici sulla salute della popolazione, stato dell’ambiente.
- Scenario Bosnia e Kossovo. Le Seveso nascoste: la guerra chimica ad un passo da casa nostra. Gli effetti sul tessuto sociale di una guerra “fratricida” imposta dall’alto.
- Scenario Afghanistan. La “liberazione” del paese ha avuto come risultato più tangibile la triplicazione della produzione di oppio. Quali sono stati gli altri effetti dei bombardamenti,
all’uranio impoverito e convenzionali?
- I prossimi scenari possibili: Iran stato canaglia?
“NOI”
I danni delle nuove guerre su popolazione e ambiente non sono soltanto intollerabili e ingiustificati, secondo ogni principio etico – come dimostrato - per chi subisce le guerre; lo sono anche per chi le guerre le attua: non tanto – come ampiamente messo in evidenza dai media – per la questione dei
soldati di invasione o di occupazione, la cui salute viene indubbiamente e ingiustamente messa in pericolo, ma quanto per i rischi ed i danni che la popolazione e l’ambiente dei paesi attaccanti subiscono per la presenza imposta di basi militari sul loro territorio. Se la nostra opposizione alle basi militari non è e non deve essere storia recente, deve essere tuttavia
rinforzata dalla nuova consapevolezza di condividere con i popoli attaccati il ruolo di comuni vittime delle “nuove guerre”.
Durante il Convegno si toccheranno alcuni fra i temi seguenti:
- Presenza di basi militari e di installazioni sul territorio italiano.
- Pericolo della “militarizzazione” delle installazioni a rischio, come quelle nucleari (ex-impianti, centri di ricerca).
- Effetti sull’ambiente delle basi militari: inquinamento chimico, inquinamento radioattivo
>Sardegna: base militare della Maddalena (plutonio, sottomarini), Poligono di Quirra: inquinamento di varia natura con insorgenze anomale di tumori e malformazioni
genetiche (sindrome di Quirra).
> Porti di La Spezia e Taranto; i 12 “porti nucleari” italiani. Rischi ed incidenti occorsi negli anni.
> Aviano, Nettuno
> Tragedia del Cermis (funivia), come esempio di “giustizia militare”.
Alcuni dei risultati su noi e sul nostro ambiente verranno messi in evidenza:
- Malattie nei soldati occupanti (La questione dei “nostri ragazzi che muoiono”)
- Effetti dell’inquinamento sul territorio e sul tessuto sociale
> Inquinamento reale (chimico e radioattivo) del territorio
> Inquinamento “sociale” sulle abitudini e sull’economia.
- Effetti sulla giustizia e sull’eguaglianza. “Statuti speciali”, extraterritorialità, impunibilità della casta militare, “due pesi e due misure” sulle valutazioni di impatto ambientale.
PROGRAMMA
Ore 15:00 - Apertura del Convegno
Saluto delle Autorità e discorsi introduttivi
Ore 15:30 - Comunicazioni dei relatori invitati
“Introduzione: Il Male invisibile, sempre più visibile. La presenza militare sul territorio italiano vista come tumore sociale
che genera tumori reali, in Italia e nel Mondo”
Massimo Zucchetti, Politecnico di Torino
Falco Accame, Presidente Associazione nazionale dei familiari delle vittime delle Forze Armate
“Le conseguenze striscianti di una guerra chimica. Informazioni e rimozioni nella stampa dell'ex-Jugoslavia”
Alberto Tarozzi, Federica Alessandrini, Zivkica Nedanovska, Università di Bologna:
“Le vere armi di distruzione di massa: le armi leggere”
Vito Francesco Polcaro, Roma, CNR
“Cosa faresti con un trilione di euro all'anno? Costi di opportunità e alternative al complesso militare-industriale-scientifico-corporativo”
Nanni Salio, Centro Studi Sereno Regis
“La nocività come strategia globale di dominio”
Mauro Cristaldi, Roma
“Un male immateriale: il danno alla democrazia ed il pericolo di guerra nucleare”
Mario Vadacchino, Politecnico di Torino
“Nucleare civile e militare: passato, presente e futuro”
Angelo Baracca, Università di Firenze
Ore 19:00 - Banchetto equo e solidale organizzato dal Comune di Asti
SESSIONE SERALE
Ore 21:00 - Incontro pubblico
E’ prevista la presenza dei relatori invitati alla sessione pomeridiana, disponibili per la discussione e per domande da parte del pubblico.
Coordinano l’incontro:
Giuseppe Passarino, Assessore Sport - Politiche Giovanili e Tempo Libero del Comune di Asti
Giovanni Pensabene, Assessore Ambiente - Protezione Civile - Agricoltura - Decentramento del Comune di Asti
Massimo Zucchetti, Politecnico di Torino
Sono previsti interventi da parte di esponenti di Comitati Locali di lotta contro le basi militari:
- Associazione Peacelink, Telematica per la Pace
- Comitato Cittadino contro le Basi di La Spezia
- Comitato “Gettiamo le basi” della Sardegna
- Comitato Cittadino Spontaneo di La Maddalena (COCIS), Sardegna.
- Altri Comitati Cittadini contro le basi militari
- Asti Social Forum
Info:
Roberto Zanna e Maurizia Giavelli
Ufficio per la Pace – Comune di Asti
Via Goltieri 3/A – Asti
Telefono: 0141 399576 / 599
Fax: 0141 399577
Email:
infopace@comune.asti.it