Voci dal Kossovo
10.12.2004
Senada, Visar, Mark, Blerim, Xhema, Ledita raccontano...
Ci sono luoghi che arrivano alla ribalta delle notizie solo quando scoppiano le bombe ed il fuoco torna a mietere vittime.
Ci sono luoghi dimenticati da tutti e da tutto, famosi solo per guerre passate e miserie presenti.
E ci sono luoghi dove, nonostante tutto, non si è mai smesso di sperare. E di lavorare duramente perché queste speranze divengano realtà. Luoghi dove, nel silenzio generale, a parlare sono le vite messe in gioco da giovani caparbi e determinati.
Il Kosovo è uno di questi luoghi.
E proprio per questo motivo che la Consulta per la Pace del Comune di Crema, in collaborazione con IPSIA Cremona, promuove in ricordo dell'anniversario della dichiarazione dei diritti universali dell'uomo un incontro pubblico sul Kosovo.
O, sarebbe meglio dire, un incontro pubblico 'dal' Kosovo.
Perché sabato 18 dicembre, all'oratorio dei Sabbioni in Crema, saranno presenti sei ragazzi kosovari, che racconteranno, attraverso le loro esperienze, cosa significa vivere in Kosovo oggi e, soprattutto, cosa significa nella prospettiva di un domani insicuro e incerto.
Senada, Visar, Mark, Blerim, Xhema, Ledita sono ragazze e ragazzi kosovari da anni impegnati a dare volto alla speranza di un Kosovo nuovo: primi protagonisti, passivi, della guerra che sconvolse il loro paese nel 1999, già dai mesi subito successivi si sono messi a disposizione dell'operato di IPSIA, l'ong promossa dalle ACLI da più di un decennio presente nei Balcani. Con il loro lavoro ed il loro apporto hanno contribuito alla realizzazione del progetto di IPSIA 'Sviluppo di comunità', volto alla realizzazione di centri comunitari che avessero funzioni ricreative e formative all'interno di un tessuto sociale sempre più sfilacciato e impotente.
Ora, dopo un percorso durato cinque anni, sono arrivati ad essere loro stessi primi attori attivi e propositivi nel Kosovo di oggi: proprio il mese scorso infatti è nata ufficialmente la sede locale di IPSIA Kosovo. Associazione di kosovari per kosovari.
Ma cosa vuol dire essere associazione nel Kosovo d'oggi, a cinque anni da una guerra devastante, forse più dal punto di vista umano che materiale, e di fronte ad un futuro che certo non dispensa sicurezze?
Quale sfida rappresenta per loro la costituzione di una sede locale, e quale sfida rappresenta per noi, ipnotizzati dalle immagini che arrivano dai media e spesso incapaci di guardare ai segnali positivi che giungono a non molti km di distanza da noi?
Senada, Visar, Mark, Blerim, Xhema, Ledita ci racconteranno. Questo e molto di più.
Perché non basta non dimenticare. A volte serve mettere in gioco tutta la propria vita.
E a raccontare un pezzo di Kosovo ed un pezzo di speranza saranno anche alcune istantanee catturate dalla macchina fotografica di Giovanni Fucili: durante la serata, infatti, si potrà visitare una selezione dalla mostra fotografica 'Frammenti di Balcani'.