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domenica 20 luglio 2008 08:43

Osservatorio Caucaso


Osservatorio Balcani Archivio viaggi e campi di lavoro
 

Viaggio-studio attraverso l’Altra Europa

30.07.2004   

Le motivazioni
Il viaggio di conoscenza e di studio attraverso i Balcani ha un duplice scopo. In primo luogo di prendere contatto con una regione europea della quale generalmente – almeno da questa parte dell’Adriatico – si conosce ben poco. I Balcani sono la terra del vicino eppure non ne conosciamo le lingue, la storia, le culture e spesso nemmeno la configurazione geografica. L’attenzione verso quest’area è stata storicamente mediata dal pregiudizio o dai luoghi comuni, tanto che il termine “balcanizzazione” è divenuto sinonimo di instabilità fin tanto da portare gli osservatori europei di fine ‘800 a riconoscersi nella celebre frase di Kipling che diceva “... a proposito di guerra, in primavera ci saranno dei disordini nei Balcani”.
Una superficialità d’approccio che è proseguita nel tempo attraverso cesure e rimozioni (basti pensare alle vicende del colonialismo italiano o delle foibe) fino ai giorni nostri, tanto è vero che la stessa guerra che ha insanguinato l’ex Jugoslavia negli anni ’90 è stata interpretata in maniera superficiale e senza coglierne i tratti di “modernità”.
In realtà i Balcani sono il punto di contatto fra Oriente e Occidente nel cuore dell’Europa, con ciò che questo ha significato e significa in termini di straordinario incontro di genti e culture, ma anche di complessità e fragilità. E’ proprio in tale complessità che vorremmo inoltrarci con questo viaggio.
In secondo luogo, il viaggio si prefigge di conoscere sul campo le esperienze più significative di cooperazione decentrata che la comunità trentina ha avviato in quella regione, attraverso una fitta rete di relazioni e ponti insieme di prossimità e di solidarietà.
Si tratta di esperienze che hanno fatto e stanno facendo scuola, se è vero che esse sono diventate oggetto di studio nelle università italiane, riconosciute sul piano internazionale attraverso il sistema delle Agenzie della Democrazia Locale e il Congresso dei Poteri Locali e Regionali d’Europa di cui queste ultime sono emanazione. Esperienze che, nel contempo, hanno contribuito a costruire nelle nostre comunità una diversa consapevolezza intorno ai temi dell’interdipendenza e della mondialità, strumenti cioè di educazione permanente.
A queste esperienze fanno da supporto gli ambiti di informazione e di ricerca presenti sul nostro territorio e fortemente radicati nell’area interessata al viaggio. Ci riferiamo all’Osservatorio sui Balcani e al progetto “Viaggiare i Balcani”, primo sito in Italia sul turismo responsabile in quella regione.
Su entrambi questi aspetti verranno organizzati uno o più incontri formativi che precederanno il viaggio, per inoltrarsi in maniera seria e minimamente approfondita nei contesti e nello spirito dei luoghi.
Il viaggio
Si svilupperà lungo un tragitto di circa 3.200 chilometri che toccherà Slovenia, Croazia, Serbia, Montenegro e Bosnia Erzegovina.
Nel viaggio ci si avvarrà di guide esperte e di referenti locali per un contatto più ravvicinato con le realtà toccate, nonché delle modalità di accoglienza del turismo responsabile, ovviamente laddove è possibile.
Il viaggio inoltre intercetterà un progetto che proprio in quei giorni verrà realizzato in Bosnia Erzegovina, per iniziativa della comunità trentina: un campo estivo di conoscenza e di lavoro nel villaggio di Martin Brod (municipalità di Bihac), dove nasce il fiume Una.
Agenda di viaggio
Venerdì 30 luglio 2004
Partenza da Trento
La prossimità inizia nell’Istria contesa ed oggi regione europea. Lì visiteremo le foibe di Basovizza come forma di riconoscimento di una realtà per anni soffocata ma anche per comprendere le dinamiche del conflitto e la necessità di una sua elaborazione. Perché se è vero che oggi questo territorio è parte dell’Europa al di là dei vecchi confini, non possiamo dire altrettanto per le diverse letture e le diverse narrazioni che di ciò che è avvenuto in quell’area durante il fascismo e a conclusione della seconda guerra mondiale vengono fatte.
Da un conflitto che ancora brucia quand’anche sia passato mezzo secolo, il viaggio ci porterà a Vukovar, nella Slavonia, oggi terra di Croazia ma storicamente abitata da croati, serbi ed altre etnie minori come effetto della colonizzazione austroungarica di fine Ottocento – inizi Novecento. Vukovar, città martire dell’ultima guerra, dove i segni dei combattimenti e delle atrocità sono ancora ben visibili, sui muri delle case distrutte come negli sguardi delle persone. Lì incontreremo le ONG locali che nel settembre scorso hanno partecipato all’iniziativa “Danubio, l’Europa s’incontra” promossa dall’Osservatorio sui Balcani.
Sabato 31 luglio 2004
Belgrado, la grande metropoli balcanica. La città dei grandi fiumi
Dopo il pernottamento a Vukovar, la rotta è verso Belgrado. Entrando in Serbia percorreremo un tratto della Fruska Gora, parco nazionale e luogo di straordinaria bellezza per i suoi innumerevoli monasteri ortodossi, dove è in corso un progetto di Legambiente nell’ambito della campagna “Salvalarte”. Arriveremo nel pomeriggio a Belgrado, dove visiteremo la città in compagnia di esponenti del mondo delle ONG. In serata, un breve ma suggestivo viaggio sulle acque del Danubio e della Sava, fiumi che più di ogni altra cosa possono infondere una grande suggestione europea con gli esponenti di Europsky Forum, rivista belgradese di studi europei.
Domenica 1 agosto 2004
Kragujevać, la “Torino balcanica”
Da Belgrado ci sposteremo verso Kragujevać, antica capitale serba e principale centro della Sumadija. Nella “Torino balcanica” (era la sede della principale industria automobilistica della vecchia Jugoslavia) prenderemo contatto con la Zastava e lì ragioneremo sui temi del post industrialismo, della riconversione delle aree industriali dismesse e dello sviluppo locale. Pranzeremo in un tipico ristorante nazionale serbo e successivamente ci trasferiremo verso l’area di Kraljevo, prevedendo di passare la serata a Studenica (55 km da Kraljevo), sede di un antichissimo monastero (1186), in un agriturismo che fa parte del percorso sul turismo rurale che la comunità trentina sta sostenendo in quella zona.
Lunedì 2 agosto 2004
Kraljevo, la città dei profughi. L’attività della ADL e del Tavolo Trentino con la Serbia
Al mattino presto andremo a visitare il Monastero e successivamente percorreremo la “Put Vode”, la strada dell’acqua, progetto sorto nell’ambito delle attività di cooperazione decentrata del Tavolo Trentino con la Serbia. A Kraljevo incontreremo il Forum Civico, coordinamento delle ONG locali e referente del Tavolo per i vari progetti di sviluppo locale.
Successivamente andremo a nella zona di Kaona, a visitare le esperienze di turismo rurale e lì trascorreremo la serata presso le fattorie locali.
Martedì 3 e Mercoledì 4 agosto 2004
Sarajevo, la Gerusalemme dei Balcani
Di buon mattino ci aspetta un viaggio piuttosto lungo di trasferimento verso Sarajevo, la Gerusalemme dei Balcani, dove arriveremo nel pomeriggio. Non dopo aver però visto il Ponte sulla Drina, nella città di Visegrad. Nella capitale bosniaca, oltre alla visita della città, incontreremo varie realtà sia non governative, sia dell’informazione che, infine, dell’economia locale, soprattutto dell’artigianato legato alle tradizioni locali. Entreremo in contatto con le esperienze di relazione che vedono protagonista la comunità trentina, conosceremo i ristoranti nazionali con la tipica cucina bosniaca e turca.
Il soggiorno a Sarajevo si concluderà nel pomeriggio del 4 agosto, quando ci trasferiremo a Mostar. Nell’antica città sulla Neretva avremo modo di vedere il ponte ricostruito (che sarà inaugurato il 25 luglio) e la città vecchia, una perla di straordinaria bellezza che la guerra ha ferito in profondità. Lì saremo accompagnati da Dario Terzić, giornalista che ha vissuto nella città assediata durante la guerra. Con lui passeremo la serata, con le immagini dei suoi racconti, rinfrescati dalla Neretva.
Giovedì 5 e Venerdì 6 agosto 2004
Prijedor, città simbolo. La comunità maledetta e la città del ritorno
Da Mostar ci sposteremo verso nord, in direzione Prijedor. Dalla Erzegovina alla Srpska, mondi profondamente diversi attraverso il cuore della Bosnia, città come Travnik, sede della più antica scuola coranica delle cui cronache Ivo Andric ci ha lasciato pagine memorabili.Siamo nella Bosnia centrale, in una delle zone dove la guerra degli anni ‘90 più ha devastato villaggi e case isolate e dove nel 1993 hanno perso la vita i nostri amici di Brescia Guido, Fabio e Sergio, mentre portavano aiuti nella Zavidovici assediata.
A Prijedor arriviamo nella serata del 5. La città simbolo della pulizia etnica, con i suoi tre campi di concentramento, con i suoi criminali di guerra, con il suo isolamento internazionale ed oggi “città del ritorno”, anche grazie ad una delle più importanti esperienze di cooperazione decentrata realizzate dal nostro paese verso quella regione.Lì visita alla ADL, ai progetti sul campo, alle zone del ritorno. Successivamente l’incontro con il Forum civico nel cui ambito da due anni si è sviluppato un percorso di elaborazione del conflitto. È previsto anche un incontro con la Sindaca di Prijedor. Il 6 agosto sarà pieno di immagini e testimonianze.
Sabato 7 e Domenica 8 agosto 2004
Martinbrod, la Bosnia dei pittori naif
Trasferimento verso Bihac e Martin Brod, dove arriviamo in mattinata. Lì incontriamo i ragazzi e i loro accompagnatori che stanno realizzando il campo estivo promosso da due associazioni trentine: l’Associazione Progetto Prijedor e l’Associazione Tremembè.
Il luogo è straordinario, magico. Il progetto prevede un’attività di ripristino ambientale e una realizzazione artistica dei ragazzi della scuola d’Arte di Trento che rappresenti l’antica vita del villaggio, i suoi mulini, le sue attività. A Martin Brod saremo ospiti nelle case della gente del posto che per la prima volta si sono aperte proprio per accogliere i ragazzi del campo e che accoglieranno anche i partecipanti al viaggio di studio. Un modo per far capire che questa forma di turismo può diventare un modalità di integrazione di reddito di persone anziane che in genere vivono di quel poco che hanno.E dunque i partecipanti al viaggio andranno per un giorno a dare man forte all’ultimazione dei lavori del campo estivo.
Lunedì 9 agosto 2004
Rielaborare le immagini, i suoni e le emozioni di una immersione totale nell’altra Europa
Da Martin Brod inizia il viaggio di ritorno, attraverso la Lika (area della Kraijna oggetto nel ’95 di una spaventosa pulizia etnica), il Parco Nazionale del Velebit (una delle tappe del percorso Montagne di Pace) e poi arrivando sul mare di Senj. Da lì, dopo un assaggio di pesce, il ritorno verso Trento.
Iscrizioni e Costi
Il viaggio-studio è rivolto alle persone che, negli anni, hanno partecipato ai corsi UNIP sui temi della solidarietà internazionale e della cooperazione allo sviluppo, con precedenza accordata ai corsisti del 2004 e a chi non ha aderito alla prima edizione del viaggio.
Iscrizioni alla Segreteria UNIP entro e non oltre il 30 giugno 2004. Le iscrizioni saranno accolte secondo l'ordine di arrivo delle domande fino ad un massimo di 12 partecipanti.
Il costo complessivo previsto è di 450 Euro per persona - comprensivo di vitto, alloggio e assicurazione. Un anticipo pari a 200 Euro dovrà essere versato in occasione dell'incontro di preparazione, il resto sarà saldato alla partenza. Il prezzo è indicativo e quanto non sarà speso, com'è avvenuto in occasione del viaggio 2003, verrà ridistribuito al ritorno tra i partecipanti.
INFO:
UNIP/IUPIP
Piazza San Marco 7 - 38068 Rovereto (TN)
Telefono: 0464 424288
Fax: 0464 424299
Email: destro.iupip@unimondo.org

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