20.01.2009
[Marjola Rukaj]
''Farsi chiamare poeta migrante è un onore, un privilegio, perché significa metterti sullo stesso piano di Baricco, per esempio. Tutti i grandi poeti sono stati dei migranti... perché liberandosi della nazionalità raggiungevano altre dimensioni, valori universali, altrimenti sarebbero rimasti provinciali''. Un'intervista
Immagine: Gëzim Hajdari (foto di Luigi Morante)