22.04.2005
Memorie legate a fatti recenti, ma anche al passato divenuto ormai storia. Nei Paesi della ex Jugoslavia memorie non condivise, memorie distorte e disgregate dalla guerra e dai nazionalismi.
Irfanka è una psichiatra. Lavora a Tuzla, Bosnia Erzegovina. Da anni di occupa di far riemergere e di rielaborare il vissuto delle donne, dei ragazzi e dei bambini di Srebrenica. Un lavoro faticoso per fare in modo che la vita possa andare avanti. Una nostra intervista.
Inoltre questa settimana abbiamo pubblicato articoli sul campo di concentramento di Jasenovac creato durante la seconda guerra mondiale dall'allora Stato indipendente croato di Ante Pavelic, alleato nazi-fascista. Ricorre quest'anno il 60mo anniversario dalla liberazione dei prigionieri che vi erano detenuti. E su Ivo Andric, premio nobel le cui opere non sono uscite indenni dai deliri della pulizia etnica.
Infine tra i nostri appuntamenti una rassegna cinematografica. Tra i film proiettati "Whose is this song?", film bulgaro, una cena a Istanbul dove si ritrovano amici provenienti da tutti i Balcani. Prima canticchiano un motivo, suonato da un'orchestrina, e poi ciascuno si ritrova a sostenere che il brano è originario del proprio Paese. E "Private segments of Bosnia", un ritorno a Mostar, città natale, attraverso le telefonate di un'amica. Un viaggio nella memoria per interposta persona.
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Srebrenica, oltre il trauma
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