Balcani Cooperazione Osservatorio Caucaso
giovedì 04 dicembre 2008 00:47

 
Destre e nazionalismi
23.02.2005   [Drago Hedl]   Se Gotovina non sarà all’Aja entro il 17 marzo, salteranno i negoziati di adesione all’UE. Preoccupazione in Croazia, mentre emerge il passato da criminale comune del generale, responsabile nel ’95 delle operazioni militari nelle Krajine meridionali. Deve rispondere di crimini contro l’umanità
Immagine: Sulla strada per Split, un manifesto a sostegno di Gotovina

22.02.2005   [Franco Juri]   Una manipolazione storica ed un'occasione mancata. E' così che Franco Juri, giornalista istriano, descrive la fiction "Il cuore nel pozzo". Un articolo che affronta le sfaccettature di una storia e di una geografia complessa e intricata qual'è quella istriana e giuliana, italiana, slovena, croata
Immagine: Entroterra istriano

21.02.2005   [Drago Hedl]   Bruxelles ha messo in chiaro che il generale deve essere catturato prima che i colloqui per l’adesione possano avere inizio. Il Primo Ministro Sanader rischia le elezioni anticipate e il fallimento del principale obiettivo di politica estera del proprio governo. Il giorno della verità è il 17 marzo
Immagine: “Piccola, come intendi pagare le tue colpe?” “Con un po’ di contante se possibile” [in croato Gotovina significa denaro contante, ndr. Dal sito Hrvatsko Drustvo Karikaturista, www.hdk.hr]

15.02.2005   [Drago Hedl]   Un film si propone di ricordare chi nelle guerre balcaniche ha aiutato il "nemico", a prescindere dalle barriere etnico-religiose. Ma il progetto, coordinato dalla “Nansen Dialogue”, è fermo per un motivo paradossale: nessuno vuole parlare apertamente di episodi di solidarietà. La gente, spiega il produttore Srdjan Antic, ha paura della reazione del proprio gruppo
Immagine: Visoki Decani (Kosovo): Srdjan Antic (sinistra), e il monaco Andrej

11.02.2005   "Aspettavamo la storia ed invece é arrivata la fiction... La realtà io me la sento nel corpo, quest'agglomerato di cellule che hanno geni misti, e solo poco meno di tre quarti sono italiani, gli altri sono sloveni. Misti come le nostre terre…" L'autrice di questo scritto, triestina, racconta come ha vissuto la visione di "Il cuore nel pozzo". Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Immagine: Un'immagine dell'altopiano carsico nei pressi di Trieste

10.02.2005   [Andrea Rossini]   Un clima di nazionalismo insopportabile sta inquinando i rapporti tra Italiani, Croati e Sloveni. Giacomo Scotti, giornalista e scrittore di Fiume/Rijeka, racconta il clima di questi giorni e nella propria analisi contestualizza i fatti storici per i quali oggi in Italia si celebra il giorno del ricordo. Pubblichiamo ampi stralci dell’intervista realizzata in collaborazione con Radio Onda d’Urto
Immagine: Fiume, la Torre dell'Orologio

10.02.2005   [Mihaela Iordache]   Solo con la caduta di Ceausescu il Paese ha cominciato a riconoscere le responsabilità romene nell'Olocausto e nei crimini commessi dal regime del generale Antonescu, alleato di nazisti e fascisti, nei confronti della comunità erbaica. Ciò che negli anni del comunismo era stato rimosso emerge ora: tra lo stupore e l'incredulità dei romeni.
Immagine: Una celebrazione in Romania per ricordare l'Olocausto - AP

07.02.2005   [Drago Hedl]   Dure reazioni in Croazia alla proiezione dello sceneggiato televisivo "Il cuore nel pozzo", prodotto dalla Rai e dalla Rizzoli audiovisivi. Secondo il quotidiano di Fiume/Rijeka Novi List, si tratta del peggior film di propaganda mai realizzato. L'opinione di Furio Radin, rappresentante della minoranza italiana al Parlamento di Zagabria, e della Unione dei Soldati Antifascisti. Tace la Zagabria ufficiale
Immagine: Il cuore nel pozzo

04.02.2005   [Andrea Rossini]   Il presidente della comunità ebraica bosniaca, Jakob Finci, parla dei recenti episodi di antisemitismo avvenuti in Bosnia Erzegovina. Il commento di Finci sulla delicata situazione dei Bosniaco Musulmani dopo l'11 settembre. La presenza di Greta, ebrea bosniaca sopravvissuta ad Auschwitz e all'assedio di Sarajevo, alla giornata del ricordo nella capitale bosniaca
Immagine: Sarajevo, la sinagoga

02.02.2005   [Indrit Maraku]   Il nazionalismo albanese si differenzia da quello del resto dei Balcani, se quello croato è stato confezionato a Zagabria e quello serbo a Belgrado, il nazionalismo albanese non viene alimentato da Tirana, ma dalle sue periferie o dalla diaspora, dove si coltiva il sogno di una "Grande Albania"
Immagine: Mappa della Grande Albania

01.02.2005   [Drago Hedl]   Unione Democratica Croata (HDZ) e Partito Croato dei Diritti (HSP) rinunciano all'estremismo neo-ustascia. Formazioni minori, contrarie all'Europa e alla collaborazione con l'Aja, si contendono la guida dell'estrema destra, ma hanno scarso seguito nel Paese. Alcune azioni ed attentati dimostrano tuttavia la vitalità delle posizioni radicali. Battaglia a colpi di dinamite sui simboli del ‘900
Immagine: Ante Gotovina

28.01.2005   In Bosnia Erzegovina, nazionalismo ed estremismo religioso continuano a confondersi e a prosperare. Alcuni intellettuali musulmani di Sarajevo proclamano «un rinnovamento della civiltà islamico-ottomana», mentre i matrimoni interconfessionali diventano sempre più rari. Concludiamo con questo commento del sarajevese Oslobodjenje la analisi sui recenti fatti relativi all'antisemitismo
Immagine: La moschea di Re Fahd, Sarajevo

28.01.2005   [Risto Karajkov]   In Macedonia è difficile parlare di destra, sinistra o di centro. L’estremismo emerso nella storia di questo Paese tuttavia ha sempre avuto una base etnica, e non sono mancati evidenti richiami all'antisemitismo. La democrazia macedone ha solo 13 anni, ma razzismo e xenofobia fanno passi da gigante. L'analisi del nostro corrispondente
Immagine: La svastica in campo durante la partita del 2003 (foto Dnevnik)

27.01.2005   Dopo le inquietanti dichiarazioni negazioniste e antisemite apparse sulla rivista della gioventù islamica SAFF e sulla Televisione Alfa di Sarajevo, cala un assordante silenzio nel Paese che per primo in Europa ha visto ripetersi l'orrore dei campi di concentramento. Nella giornata della memoria, pubblichiamo un commento su questa vicenda da parte del settimanale Feral Tribune
Immagine: 27 gennaio 2005, giornata della memoria

27.01.2005   [Fabio Salomoni]   "Il Turco non ha altro amico che il Turco." E' questo lo slogan dei Lupi Grigi dell'MHP, Partito di Azione Nazionale, al governo dopo le elezioni del 1999 ed ora tornati alle retorica militante e xenofoba delle origini. La lunga teoria di attacchi nei confronti di Greci, Kurdi e giovani di sinistra, la paranoia identitaria, l'opposizione al "cosmopolitismo"
Immagine: Sostenitori dell'MHP

26.01.2005   Sul periodico della gioventù musulmana, SAFF, trova spazio un articolo negazionista dell'Olocausto. Interventi antisemiti su RTV Alfa di Sarajevo. La reazione ferma del Comitato Helsinki per i Diritti Umani. Il commento di Jakob Finci, presidente della Comunità Ebraica Bosniaca. Dopo il nazionalismo e la guerra, in Bosnia Erzegovina sta crescendo l'antisemitismo?
Immagine: Sarajevo, la sinagoga

25.01.2005   [Alma Lama]   Mentre nel resto dei Balcani si assiste ad una certa rinascita di una destra estrema in Kosovo questo non avviene. Il panorama politico, fortemente condizionato dal nazionalismo, non rientra nelle tradizionali categorie destra-sinistra. Nessun movimento politico si rifà a fascismo e nazismo se non per ricordare, a volte, gli "anni d'oro" dell'occupazione tedesca durante la II guerra mondiale quando il Kosovo venne ricongiunto all'Albania.
Immagine: Bandiera Kosovo

24.01.2005   [Danijela Nenadić]   Oltre al noto Partito radicale serbo, il cui presidente si trova in cella nel carcere di Scheveningen accusato di crimini di guerra dal TPI dell'Aia, in Serbia esiste un sottobosco di movimenti e militanti dell'estrema destra, che, per quanto in numero esiguo, possono rappresentare una minaccia per la società. Vediamo chi sono
Immagine: Manifesto di 'Obraz' per la campagna a favore di Radovan Karadzic

21.01.2005   [Mihaela Iordache]   Dicono di lottare per un'idea e non per vantaggi economici. Di fare, di continuo, "un lavoro di risveglio delle coscienze avvertendo dei pericoli che minacciano il popolo romeno". Sono giovani, in maggior parte laureati, indossano camicie nere o verdi e si considerano la più importante organizzazione neo-legionaria della Romania.

10.01.2005   [Drago Hedl]   Dimissioni del Ministro degli Esteri Žužul e del vice premier Hebrang. La candidata del partito di governo alle presidenziali ottiene solo il 20% dei voti. L’economia del Paese è ferma. Il premier, in difficoltà, annuncia una svolta. Assicuratosi l’ingresso in Europa, Sanader si appresta ad una coalizione con l'estrema destra del Partito Croato dei Diritti?
Immagine: Il logo del Partito Croato dei Diritti

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