Lo sport in Irlanda

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Lo sport in Irlanda

di Giorgio Moro

Montaggio Simone Petris 

A prima vista sembrerebbe una discoteca alla moda o un hotel di lusso per “nouveau riches”. E invece sotto lampadari di cristallo nero, mobili dorati e poltrone leopardate decine di persone sudano sui tapis roulantes, flettono i muscoli nella sala pesi o si concedono qualche bracciata in piscina. Siamo insomma in una palestra, nel pieno centro di Dublino. Solo pochi anni fa un posto del genere sarebbe stato inconcepibile nell’Irlanda spartana da cui la gente ancora alla fine degli anni ‘80 emigrava in cerca di lavoro. Oggi la moda del fitness è esplosa anche qui. E in una bella giornata di sole i prati verdissimi di Phaenix Park, il più grande parco cintato d’Europa, brulicano di dublinesi che fanno jogging, pattinano, se ne vanno in giro in bici o, sorvolando sulla proverbiale ostilità per gli inglesi, giocano a cricket.  

Ragazza “Gli irlandesi in generale? Si, penso che siano una nazione di sportivi. Sia gli uomini che le donne praticano molti sport”. 

Ragazzo “Lo sport e’ sempre molto popolare in Irlanda. Ma le cose stanno cambiando sempre più spesso lo si guarda soltanto invece di praticarlo attivamente.” 

Se anche qui il calcio è uno degli sport più seguiti, soprattutto in TV, in termini di popolarità a farla da padrone sono due discipline del tutto sconosciute al di fuori dell’isola, i cosiddetti sport gaelici: il calcio gaelico (una sorta di incrocio tra football e pallamano) e l’hurling, considerato il più veloce sport di squadra sull’erba al mondo.  

Le due discipline condividono il campo di gioco (di 137 metri per 82) e il numero di giocatori, 15 per squadra. Nell’hurling che ha origini antichissime si usa una palla simile al baseball che può essere afferrata in mano oppure trattenuta con una mazza speciale fatta di legno di frassino e con questa colpita a terra o in volo. La potente associazione atletica gaelica (fondata nel 1884) promuove queste due discipline a tutti i livelli.   

Pat Doherty – Gaa  “In ogni paese in Irlanda la sede dell’associazione e’ il centro della collettività : ragazzi e ragazze  crescono con il calcio gaelico, hurling e kamogie, che e’ la versione femminile dell’hurling. Siamo tutti cresciuti così. In pratica e’ la nostra vita.” 

Gli sport gaelici sono rigorosamente amatoriali. Non ci sono giocatori professionisti, anche se quelli che giocano nelle 12 maggiori squadre che si contendono il titolo nazionale hanno un impegno di allenamenti e partite davvero serio. Conciliare la vita privata e la squadra non è facile. Steven, 24 anni lavora da due come ingegnere civile eppure tre volte la settimana è in campo con i compagni della squadra della contea di Dublino, e durante i weekend ovviamente ci sono i match.   

Ragazzo  “Se chiedete a qualunque dei miei compagni, scoprirete che nessuno vorrebbe essere pagato. Lo facciamo per amore del gioco, non per denaro, nessuno cerca di farlo diventare un lavoro a tempo pieno. L’orgoglio di giocare per la propria  contea e’ più importante del denaro.”  

Per quanto hurling e football gaelico possano essere anche violentemente competitivi sul campo, sugli spalti non si registrano a memoria d’uomo scontri tra tifoserie, e questa tradizione di convivialità è diffusa evidentemente anche al rugby e al calcio.  Qui siamo … Nessuna barriera . . . In Irlanda il fenomeno hooligans non e’ mai esistito Non è un caso forse che in Irlanda lo sport sia riuscito là dove ha fallito la politica: riunire il nord britannico e il sud repubblicano. Molte discipline prevedono un ‘unica squadra nazionale composta da giocatori di tutta l’isola. E’ quanto accade anche nel rugby e quando l’Irlanda gioca fuori casa non viene cantato l’inno nazionale repubblicano (la “canzone del soldato”), che irriterebbe gli Unionisti dell’Ulster, bensì un inno scritto apposta nel ‘95. S’intitola “Ireland’s Call” e da allora è stato adottato anche dalla nazionale di hockey e di cricket.

Lo sport in Austria

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Sport in Tirolo

di Lucio Giudiceandrea 

Stadio calcio Innsbruck. Campo calcetto, pubblicità.

Lo stadio Tivoli di Innsbruck? Accontentiamoci di vederlo da fuori, per ora. “Zona chiusa”, dice la UEFA, fino al 10 giugno, quando qui si affronteranno Spagna e Russia. Nel frattempo, a bordo dei campetti, la regione Tirolo fa di tutto per sfruttare l’effetto Europei 2008.  

Prof. Elmar Kornexl - Sociologia dello sport, Univ. Innsbruck  “In linea generale lo sport agonistico è un importante veicolo pubblicitario per il turismo e per i marchi sportivi. Quindi può quindi contare su generosi finanziamenti dalle nostre imprese.”  

Sarà un affare per gli sponsor, ma i tirolesi sembrano davvero un popolo di atleti. Il centro sportivo dell’università di Innsbruck, aperto al pubblico dalle 8 alle 23, è frequentato da 25 mila iscritti, che vanno da due a ottanta anni. Oltre il 60 per cento dei tirolesi pratica regolarmente almeno uno sport e oltre il 30 per cento ha la tessera di un’associazione sportiva.  Lezione di nuoto per gli studenti all’istituto di educazione fisica. Agli esami dovranno dimostrare di saper fare e di saper spiegare i movimenti giusti. Ma la loro insegnante ha anche altri obiettivi formativi.  

Barbara Hotter - Istruttore di nuoto “Bisogna trasmettere anche il piacere di praticare il nuoto. Questa almeno è la mia intenzione educativa: far sì che gli studenti anche in futuro si divertano a nuotare.” 

Nuoto. Free climbing

Sport e piacere. Ma anche: sport e disciplina. Ne richiede molta il free climbing, ad esempio. Prima regola: sapere come ci si assicura con l’aiuto dei compagni di cordata. Nessuna improvvisazione, né in parete, né in palestra.  

Bettina Schoepf, istruttrice free climbing  “I corsi sono indispensabili per imparare bene. La nostra è una disciplina molto tecnica. Richiede agilità, coordinazione e naturalmente anche un po’ di coraggio.”   

Ginnastica dolceI motivi che inducono molte persone anziane in Tirolo a mettersi in tuta sono invece altri. Prendiamo questo corso di ginnastica dolce 

Erika Mitterberger “Fa bene alle articolazioni e in generale a tutto il corpo. Faccio un’ora di ginnastica e una di nuoto alla settimana.”  

Muoversi, senza strappi o picchi di fatica, per restare sani.    

Prof. Elmar Kornexl - Sociologia dello sport, Univ. Innsbruck  “Lo sport come pratica salutista: è un aspetto che vediamo diventare sempre più importante. Il movimento è un’ottima medicina. Sono sempre più le persone nella seconda metà della vita  si dedicano a un’attività sportiva, traendone grande giovamento.”  

Le prestazioni fisiche sono oggetto anche di vere e proprie ricerche mediche, all’università di Innsbruck. Questo gruppo di studenti si occupa in particolare dell’assimilazione di ossigeno in rapporto allo sforzo fisico.  Partita di calcioTornando al calcio: lo sport anche qui diventa motivo di violenza.  

Prof. Elmar Kornexl - Sociologia dello sport, Univ. Innsbruck  “Sì, purtroppo dobbiamo fare i conti anche noi con le tifoserie violente. Soprattutto nel calcio, dove le rivalità sono molto sentite e in parte anche incoraggiate.”  

Innsbruck schiererà 1600 poliziotti durante gli europei, mentre le assicurazioni offrono specifiche polizze anti-vandali. Per i tifosi arrabbiati è pronto uno slogan: tirate pure calci, ma al pallone.  

Scheda sullo sport in Italia

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In Italia sono 12 milioni le persone, il 20% della popolazione, che fanno sport in maniera continuativa.

Tre milioni di questi giovani tra i 6 e i 18 anni al centro forse di troppe pressioni emotive ed economiche. Infatti se per il barone De Cobertin l’importante era partecipare più che vincere, oggi nello sport sembra che il risultato sia il solo obiettivo da raggiungere a qualunque costo.  

Secondo un’indagine, dalla società italiana di pediatria, l’esasperata ricerca del risultato piuttosto che il piacere di giocare e’ un male che riguarda non solo i professionisti ma anche i ragazzi che fanno sport. Anzi i giovani che hanno questo approccio verso le discipline sportive  ‘rischiano di essere più violenti dei loro coetanei.’. 

Sempre secondo questa ricerca il 77,3% dei giovani sportivi considera praticamente ”necessario”arrivare alle maniere forti in caso di necessità. Lo sport che secondo questa ricerca renderebbe i giovani più maleducati e violenti.  Il dato appare scontato guardando quello che accade negli stadi,   E’ calcio ( 32,4%) seguito dalla pallanuoto(10,2%) e dal basket ( 8,3%).

Peggio del calcio riuscirebbero a fare solo massicce dosi di tv o videogiochi violenti. 

Sport in Italia

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Italia : calcio contro rugby 

di  Silvia Zerilli

immagini Alberto Rebellino

montaggio Simone Petris   

E’ lo sport più bello del mondo. Lo dicono in molti.Ma poi qualcosa si spezza. Giro di soldi, pressioni e tifo violento, spesso rompono la magia.  E allora non è più sport. Anche scendendo giù, di categoria in categoria, dove dovrebbe esserci solo quello. 

Roberto Pazzi - Pres. Bresso Calcio 

Lo scorso anno, una notizia esemplare. In Toscana, tre squadre giovanili promossero uno sciopero contro i genitori ultrà,colpevoli di gesti indisciplinati e liti durate le partite dei figli. Non tutti i genitori sono uguali, certo. Clima tranquillo all’associazione sportiva Cimiano.  

Gaetano Ciliberti - Dir. Sportivo Cimiano (Milano) 

Nel rugby, i giocatori non possono rivolgersi mai all’arbitro. Solo il capitano può, ma ascolta, non parla.  genitori A dispetto di una forza fisica espressa l’uno contro l’altro nel campo, fuori si respira tutta un’altra aria. 

Andrea Camporeale - resp. Tecnico Union Rugby Milano 

Lo sport in Svizzera

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Lo sport in  Svizzera di Michela Garbin

immagini Ubaldo Bonotti

montaggio Simone Petris 

Sulle sponde del Lago Maggiore, a Tenero, vicino a Locarno, sta per sbarcare una delle squadre più blasonate d’Europa. La nazionale di calcio tedesca - tra le favorite  agli Europei che si disputano a giorni tra Austria e Svizzera- si allenerà sui campi di questo centro sportivo. Inaugurato nel 2005, progetto dell’architetto Mario Botta, è il più grande del Ticino e uno dei più attrezzati dell’intera Confederazione. 

Vi si possono praticare più di 40 sport diversi oltre a attività di puro svago all’aperto.  Secondo l’indagine “Sport svizzera 2008″ commissionata dall’ufficio federale dello sport, sempre più persone praticano attività fisica regolarmente, due persone su tre almeno una volta alla settimana.  Voci  

La camminata sportiva è proprio l’ambito che mostra la maggior crescita, + 11 per cento. Nella classifica degli sport più amati dopo il calcio c’è il ciclismo, poi lo sci e il nuoto. Il consumo di sport fra la popolazione svizzera è in grande aumento.  Bambini  -anche piccolissimi, dai 4 ai 7 anni- vengono avviati allo sport e all’agonismo. staccoIl centro di Tenero ospita scuole, società sportive e federazioni che vi tengono corsi e gare. Qui si allenano anche le promesse dello sport, i cosiddetti sportivi d’élite e si formano i futuri allenatori professionisti.  

Nico Eberli 

Attaccante dell’unihockey Verbano, Nico, 19 anni,  è anche allenatore delle squadre minori. In svizzera, a livello giovanile, l’unihockey è il secondo sport più praticato dopo il calcio ed ha superato in popolarità il basket.  E’ un gioco molto veloce, intenso e tecnico. Nato come Floorhockey negli Stati Uniti negli anni ‘50 come mezzo d’allenamento per i giocatori di hockey su ghiaccio è diventato popolarissimo in Svezia e Svizzera, mentre in Italia è semisconosciuto.  I genitori partecipano attivamente alla vita sportiva dei propri figli. Li seguono nelle trasferte e per loro quello dell’unihockey è un ambiente pulito anche perchè girano meno soldi del calcio.         Martin Jeger   “Veniamo dal San Gallo, vicino al Lago di Costanza, nella parte occidentale della Svizzera. Questo è uno sport che ti fa stare in forma, i bambini non sono abbandonati a se stessi, fanno conoscenza tra loro, si abituano a socializzare e ad andare d’accordo “.  

Stadio di Cornaredo, vicino a Lugano. Qui, più tradizionalmente, si gioca al calcio. Ventimila sono le donne calciatrici in Svizzera, numero triplicato negli ultimi 5 anni. 800 sono le squadre femminili.

 Matilde Piazza “Mi chiamo Matilde ho 13 anni e gioco nel Rapid di Lugano+.   Bisogna essere corretti, non fare troppi falli, cioè fare i falli ma correttamente, non cattivi e quando uno ti fa un fallo non devi reagire”.   

Poco più in là si sfidano a colpi di bastoni ricurvi gli esordienti dell’Hockey Athletic Club di Lugano. Tra le società svizzere più antiche, nata nel 1927, diffonde la conoscenza dell’hockey su prato, un’altra delle numerose varianti di questo sport che si praticano in Svizzera.   Michele Ghezzi  -Presidente Hockey Athletic Club- Lugano        

Lo sport in Finlandia

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Lo sport in Finlandia 

di Elena Fusai

montaggio Vito Fiume  

Sami Savolainen - Allenatore rugby subacqueo “Sono l’allenatore di una squadra giovanile di rugby subacqueo. Abbiamo iniziato solo 2 anni fa, ma , al campionato finlandese under 21 del 2007, siamo arrivati terzi.” 

Pinne , maschera e boccaglio, il gioco è veloce e ci vogliono buoni polmoni. Sotto 4 metri di acqua si combatte per fare canestro, 6 contro 6. Chi ha la palla viene placcato dagli altri ,banditi cazzotti e gomitate, tutto il resto è lecito per evitare che venga segnato il goal. I portieri, con la schiena, cercano letteralmente di tappare i cesti, dal diametro di 40 centimetri. Solo gli arbitri hanno le bombole di ossigeno. La partita si svolge in due tempi di 15 minuti ognuno.  Dal bordo della piscina i movimenti sembrano quasi al rallentatore, solo immergendosi si capisce che è adrenalinico e violento. Il rugby subacqueo, nato in Germania come allenamento per i sub, è arrivato in Finlandia una decina di anni fa ed ha subito piazzato il paese ai vertici delle classifiche internazionali. Le squadre sono miste, uomini e donne. 

“La cosa più difficile è restare in apnea. Ma non credo sia più pesante per una donna. A me piace perchè è davvero uno sport insolito!” 

Si compiono capriole, ci si gira su se stessi, si nuota a testa in giù, cosi l’avversario non ha più punti di riferimento e si trova spiazzato quando cerca di rubare la palla, che non galleggia ma va a fondo.   Questi uomini-pesce allenati da Sami, veterinario di Nivala, minuscolo paesino agricolo al centro della Finlandia, fanno notizia non solo per il bronzo vinto al campionato  nazionale juniores di categoria. 

Sami Savolainen - Allenatore rugby subacqueo I finlandesi amano lo sport ma non lo praticano abbastanza. La maggior parte si accontenta di stare seduta sul divano e guardarlo in televisione. I più attivi in Finlandia sono i giovani e lo sport più praticato si chiama floorball.”

I bastoni ricordano quelli dell’hockey su ghiaccio, sport nazionale, ma servono a condurre un palla di plastica forata. Si gioca tutto l’anno e si  impara già dall’asilo.Con 7800 club frequentati solo da un milione di iscritti, soprattutto under 18, i finlandesi si sono resi conto di non essere un popolo di sportivi e il governo ha messo a punto misure per promuovere l’attività fisica, a partire dalla scuola.  

Tuomas Jarviluoma - Insegnante floorball “Se non si inizia da giovani è molto difficile avvicinarsi allo sport quando si è adulti. Per questo, a scuola, cerchiamo di offrire il maggior numero di attività. In modo che i ragazzi trovino, prima possibile, quella che più li soddisfa e che magari seguiranno per tutta la vita.” 

La scelta copre praticamente ogni sport possibile ma il preferito resta questo. Due porte e due portieri con tanto di casco. E’ paragonabile al nostro calcio, se non altro per la passione con cui è seguito dai ragazzi. In campo scopriamo anche Totti. 

Giocatore floorball  “Ho chiamato Totti il mio cane. Per me è un mito! Penso a lui quando vado a rete…che vergogna!”   

Lo sport a scuola non è mai competizione talvolta tradizione. In palestra si insegna la jenkka, il ballo di coppia finlandese. E’ una materia obbligatoria, non importa se i ragazzi storcono il naso. Con le note della jenkka ancora in testa andiamo a sud, verso Helsinki, 850 chilometri, in gran parte disabitati. Non sorprende che lo sport sia maggiormente praticato fuori dalla capitale. Lunghe distanze separano un villaggio dall’altro , l’attività fisica è un modo per stare insieme. E di tempo ce ne è. Sono le 23 ma il sole non tramonta, se non per poche ore, dopo mezzanotte.